Telefonino spiato, Macron cambia cellulare dopo lo scandalo Pegasus
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Era un numero di telefono che molti giornalisti e politici locali custodivano preziosamente per comunicare direttamente con Emmanuel Macron. L'utenza risaliva a quando il Presidente non era ancora stato eletto e lui l'aveva mantenuta all'Eliseo per non isolarsi completamente dal mondo esterno, almeno questa era la sua spiegazione davanti alle reprimende dei servizi di sicurezza dello Stato. Macron è stato ora costretto ad abbandonare quel numero di telefono “popolare”, dopo che è finito nelle liste dello spyware Pegasus, sviluppato dal gruppo israeliano Nso.
Lo scandalo internazionale di spionaggio che coinvolge molti altri personaggi noti, rivelato dal consorzio Forbidden Stories e Amnesty insieme a diversi giornali, ha acceso i riflettori sull'abitudine del leader francese di smanettare su due Iphone. Macron scambia regolarmente messaggi via Signal e Telegram, mentre i servizi di sicurezza gli chiedono da tempo di p…
PARIGI - Era un numero di telefono che molti giornalisti e politici locali custodivano preziosamente per comunicare direttamente con Emmanuel Macron. L'utenza risaliva a quando il Presidente non era ancora stato eletto e lui l'aveva mantenuta all'Eliseo per non isolarsi completamente dal mondo esterno, almeno questa era la sua spiegazione davanti alle reprimende dei servizi di sicurezza dello Stato. Macron è stato ora costretto ad abbandonare quel numero di telefono “popolare”, dopo che è finito nelle liste dello spyware Pegasus, sviluppato dal gruppo israeliano Nso.
Lo scandalo internazionale di spionaggio che coinvolge molti altri personaggi noti, rivelato dal consorzio Forbidden Stories e Amnesty insieme a diversi giornali, ha acceso i riflettori sull'abitudine del leader francese di smanettare su due Iphone. Macron scambia regolarmente messaggi via Signal e Telegram, mentre i servizi di sicurezza gli chiedono da tempo di privilegiare un apparecchio telefonico ultra-criptato made in France, sviluppato da Thales. “Immaginate Putin che parla con un iPhone?” chiede retoricamente Libération.
Macron sarebbe finito dei contatti da piratare in una lista dell'intelligence marocchina nel 2019, cliente di Nso. Non c'è prova scientifica perché il consorzio di giornali non ha potuto esaminare l'apparecchio del leader, e il Marocco ha già smentito. Ma l'allerta ai vertici dello Stato mostra che la rivelazione è stata presa sul serio. Ieri mattina Macron ha riunito un consiglio di Difesa straordinario per discutere del dossier. “Non è emersa alcuna certezza in questa fase” commenta l'Eliseo invitando alla “prudenza” in attesa dei risultati dell'indagine affidata all'Agence nationale de la sécurité des systèmes d’information (Anssi). Intanto, l'intelligence francese ha deciso un protocollo rinforzato sulle comunicazioni del Presidente anche in vista della campagna per le presidenziali che comincerà tra qualche mese.
Macron non è il primo leader francese a non rispettare scrupolosamente le regole di sicurezza sulle comunicazioni. Anche i suoi predecessori, François Hollande e Nicolas Sarkozy, avevano usato poco l'austero Teorem fornito da Thales: funziona a circuito chiuso, non prevede applicazioni, ma è in grado di garantire massima protezione contro intrusioni esterne. Da qualche tempo, Macron ha anche a disposizione un Samsung omologato da Orange Cyberdéfense e dalla società di sicurezza informatica Ercom. L'apparecchio utilizza la tecnologia CryptoSmart e il contenuto è protetto da un chip che si può distruggere a distanza in caso di furto.