Emergenza denatalità in Cina, a Shanghai "concorso" per gli universitari: vince chi ha gli spermatozoi più veloci
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO. Chi ha i “migliori nuotatori”? Le Olimpiadi di Tokyo in corso in questi giorni non c’entrano nulla. Qui siamo a Shanghai e la inusuale “gara” l’ha lanciata la locale Banca del seme. Una competizione aperta agli studenti universitari della città per sensibilizzare i ragazzi sulla loro capacità riproduttiva. Sì perché secondo l’istituto la qualità degli spermatozoi dei maschi cinesi si sta abbassando: soltanto il 25-30% di quello che riceve la banca dai vari donatori è, attualmente, utilizzabile. Colpa, avvertono gli scienziati, di stili di vita sregolati, ritmi di lavoro sempre più stressanti e alimentazione sbagliata.
E così la scorsa settimana la Human Sperm Bank di Shanghai ha deciso di lanciare l’iniziativa: invitando i ragazzi ad approfittare della pausa estiva dalle lezioni per un check-up gratuito per stabilire di chi fosse lo sperma con la più alta conc…
PECHINO. Chi ha i “migliori nuotatori”? Le Olimpiadi di Tokyo in corso in questi giorni non c’entrano nulla. Qui siamo a Shanghai e la inusuale “gara” l’ha lanciata la locale Banca del seme. Una competizione aperta agli studenti universitari della città per sensibilizzare i ragazzi sulla loro capacità riproduttiva. Sì perché secondo l’istituto la qualità degli spermatozoi dei maschi cinesi si sta abbassando: soltanto il 25-30% di quello che riceve la banca dai vari donatori è, attualmente, utilizzabile. Colpa, avvertono gli scienziati, di stili di vita sregolati, ritmi di lavoro sempre più stressanti e alimentazione sbagliata.
E così la scorsa settimana la Human Sperm Bank di Shanghai ha deciso di lanciare l’iniziativa: invitando i ragazzi ad approfittare della pausa estiva dalle lezioni per un check-up gratuito per stabilire di chi fosse lo sperma con la più alta concentrazione di spermatozoi “vigorosi”. I partecipanti saranno tutti anonimi, assicurano dall’istituto. Che nell’annuncio fatto su WeChat ci scherza su: i vincitori saranno “eroi senza nome”. A coloro che otterranno i risultati migliori, la banca offrirà di entrare a far parte della rete di donatori. Un incentivo economico non guasta: chi deciderà di aderire si metterà in tasca fino ad un massimo di 7.500 yuan (980 euro) che serviranno a coprire le spese di trasporto, il cibo e lo “sforzo” sostenuto, come si legge nell’annuncio. Unici requisiti: essere cittadini cinesi, avere tra i 20 e i 45 anni, ed essere più alti di un metro e 65.
La gara non servirà a raccogliere il seme degli studenti, hanno assicurato gli organizzatori, ma a sensibilizzare i ragazzi sulla propria salute riproduttiva. “Ai giovani piace dormire fino a tardi, nei campus universitari c’è un atteggiamento un po’ troppo libertino nei confronti del sesso e molti di loro hanno stili di vita malsani”, ha spiegato in un’intervista alla China News Service il presidente del Reproductive&Genetic Hospital di Xiangya.
Il calo demografico è argomento che toglie il sonno alla leadership comunista ormai da molto tempo. Lo scorso anno sono nati in Cina 12 milioni di bambini, il 18% in meno del 2019: il dato più basso dal 1961, da quando cioè il gigante asiatico usciva dalla tremenda carestia provocata dal furore rivoluzionario del Grande balzo in avanti voluto da Mao Zedong. E il tasso di fertilità continua a scendere: 1,3 figli per donna. Ben lontano dal 2,1 che garantisce una stabilità demografica. Per questo dopo l’annuncio a maggio sulla possibilità per le coppie di avere un terzo figlio e gli incentivi economici annunciati la settimana scorsa dal governo - tra cui l’abolizione delle multe per chi sfora il tetto massimo consentito di bebè a coppia - con la popolazione che invecchia e con gli sposini che non figliano più, anche la qualità dello sperma dei giovani cinesi è motivo di preoccupazione per il Dragone.