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Armenia-Azerbaigian, nuovi scontri al confine

Una foto di archivio scattata al confine armeno-azero nell'ottobre 2020 
Tre soldati di Erevan sono morti e due di Baku sono rimasti feriti. I Paese caucasici hanno poi accettato il cessate il fuoco mediato da Mosca. 
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BAKU. L'Azerbaigian e l'Armenia hanno accettato il cessate il fuoco mediato dalla Russia che ha posto così  fine agli scontri avvenuti dalle prime ore del mattino al confine fra i due Paesi caucasici che hanno provocato la morte di tre suoi militari armeni e il ferimento di due soldati delle Forze armate azerbaigiane. Secondo quanto riferito inizialmente dal ministero della Difesa armeno, l'esercito azerbaigiano ha violato il cessate il fuoco nell'area nord orientale del confine con l'Armenia alle prime ore di questa mattina. Gli scontri sono proseguiti sino a questa mattina, in quelle che le autorità di Erevan hanno definito "battaglie localizzate" fra gli eserciti dei due Paesi caucasici in particolare nei pressi dei comuni armeni di Sotk e Verin Shorza. "In risposta all'uso della forza da parte dell'Azerbaigian contro la nostra integrità territoriale, l'Armenia applicherà tutti gli strumenti politi…

BAKU. L'Azerbaigian e l'Armenia hanno accettato il cessate il fuoco mediato dalla Russia che ha posto così  fine agli scontri avvenuti dalle prime ore del mattino al confine fra i due Paesi caucasici che hanno provocato la morte di tre suoi militari armeni e il ferimento di due soldati delle Forze armate azerbaigiane. Secondo quanto riferito inizialmente dal ministero della Difesa armeno, l'esercito azerbaigiano ha violato il cessate il fuoco nell'area nord orientale del confine con l'Armenia alle prime ore di questa mattina. Gli scontri sono proseguiti sino a questa mattina, in quelle che le autorità di Erevan hanno definito "battaglie localizzate" fra gli eserciti dei due Paesi caucasici in particolare nei pressi dei comuni armeni di Sotk e Verin Shorza. "In risposta all'uso della forza da parte dell'Azerbaigian contro la nostra integrità territoriale, l'Armenia applicherà tutti gli strumenti politico-militari in conformità con il diritto internazionale. Condanniamo fermamente le azioni militari azerbaigiani dirette contro la pace e la sicurezza regionali. L'intera responsabilità dell'ulteriore escalation della situazione ricade sulla leadership politico-militare dell'Azerbaigian".

Il ministero della Difesa azerbaigiano, invece, ha fatto sapere che la decisione di aprire il fuoco sarebbe stata presa per rappresaglia. I militari di Baku, infatti, hanno preso di mira le postazioni armene dopo che queste ultime avrebbero commesso delle provocazioni nella sezione di confine di Kalbajar, l'area al confine con i comuni di Verin Shorza e Sotk, i comuni armeni situati vicino al Lago Sevan. Secondo il dicastero di Baku, le unità delle forze armene dalle postazioni di combattimento situate nel territorio della regione di Basarkechar, utilizzando armi di piccolo calibro e lanciagranate, hanno nuovamente preso di mira i militari azerbaigiani dispiegati a Kalbajar. Intanto il ministero degli Esteri di Baku ha diramato una nota in cui si chiede "all'Armenia di accettare le nuove realtà nella regione, di porre fine alle provocazioni militari e di avviare i negoziati sulla demarcazione delle frontiere", ha riferito il ministero degli Esteri. L'Azerbaigian, si legge nella nota del dicastero, si riserva il diritto di difendere la propria integrità territoriale e reagirà con decisione a qualsiasi misura intrapresa contro questo suo legittimo diritto.

Il confine nei pressi del Lago Sevan (situato nel territorio armeno) dal 12 maggio scorso è diventata l'aera di maggiore tensione fra Armenia e Azerbaigian dopo il conflitto armato dello scorso autunno. A far degenerare la situazione l'invio di militari azerbaigiani che hanno avviato delle operazioni volte a "demarcare i confini" nei pressi della provincia armena di Syunik. Questo gesto è stato condannato dalle autorità di Erevan come una violazione territoriale dei confini armeni, facendo nuovamente degenerare la situazione: dal lato azerbaigiano, infatti, si è rimarcato il fatto che non vi sarebbe stata alcuna violazione ma semplici attività di demarcazione territoriale. Le autorità armene sono arrivate a invocare l'intervento dell'Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (Csto), l'alleanza militare guidata dalla Russia che, tuttavia, si è limitata a convocare delle consultazioni sulla questione. Dal 12 maggio, quindi, la situazione nell'area resta in stato di allerta permanente, tanto che ambo le parti hanno annunciato nei giorni successivi la cattura di militari accusati di aver sconfinato.