Tunisia, manette ai deputati condannati. Agli arresti anche un giudice
dal nostro inviato Giampaolo Cadalanu , dal nostro inviato Giampaolo CadalanuTUNISI – Dopo il congelamento della Camera, la via giudiziaria. L’operazione avviata dal presidente tunisino Kais Saied passa attraverso l’arresto dei deputati con condanne pendenti: oggi è toccato a Maher Zid, deputato islamista del partito di Al Karama, alleato di Ennahda. Zid è stato condannato il 20 gennaio 2017 a quattro anni di prigione per aver sottratto alla segreteria del tribunale documenti relativi all’assassinio del leader della sinistra, Chokri Belaid. Il deputato ha presentato ricorso e a distanza di quattro anni il processo è ancora pendente.
Il tribunale di Tunisi ha anche aperto un fascicolo su quattro esponenti di Ennahda, tra cui un membro della Direzione, un componente dello staff del presidente Rached Ghannouchi e la sua ex guardia del corpo. L’accusa è di "tentativo di commettere atti di violenza davanti al Parlamento a seguito dell'annuncio delle decisioni del presidente della Repubblica". …
TUNISI – Dopo il congelamento della Camera, la via giudiziaria. L’operazione avviata dal presidente tunisino Kais Saied passa attraverso l’arresto dei deputati con condanne pendenti: oggi è toccato a Maher Zid, deputato islamista del partito di Al Karama, alleato di Ennahda. Zid è stato condannato il 20 gennaio 2017 a quattro anni di prigione per aver sottratto alla segreteria del tribunale documenti relativi all’assassinio del leader della sinistra, Chokri Belaid. Il deputato ha presentato ricorso e a distanza di quattro anni il processo è ancora pendente.
Il tribunale di Tunisi ha anche aperto un fascicolo su quattro esponenti di Ennahda, tra cui un membro della Direzione, un componente dello staff del presidente Rached Ghannouchi e la sua ex guardia del corpo. L’accusa è di "tentativo di commettere atti di violenza davanti al Parlamento a seguito dell'annuncio delle decisioni del presidente della Repubblica". Secondo l’agenzia di Stato Tap, la brigata anticrimine della capitale aveva ricevuto segnalazioni secondo cui gli imputati avrebbero contattato persone del quartiere El Nour incitandoli a recuperare bastoni per commettere violenze davanti alla sede del Parlamento.
Molto controverso invece è l’arresto ieri, per quello che appare un reato d’opinione, del parlamentare indipendente del movimento Speranza e azione (Amal), Yassine al Ayari, bloccato davanti a casa sua da agenti della sicurezza presidenziale. Secondo fonti della procura militare, la detenzione di Yassine al Ayari rende esecutiva una sentenza definitiva del tribunale emessa dalla Corte d'appello militare il 6 dicembre 2018 e confermata da una sentenza della Corte di cassazione. In primo grado Yassine al Ayari è stato condannato a tre mesi di carcere per aver “diffamato” nel suo blog le Forze armate durante la presidenza di Beji Caid Essebsi. Amnesty International ha condannato l’arresto, chiedendo il rilascio del parlamentare.
Prima ancora la polizia aveva arrestato Seifeddine Makhlouf, anch’egli deputato di Al Karama, che lo scorso marzo, insieme ad altri parlamentari dello stesso partito, aveva cercato di convincere il personale dell'aeroporto di Tunisi, con aggressioni e minacce, a lasciar partire una persona sospettata di essere un aspirante foreign fighter.
Agli arresti domiciliari è invece il giudice Bechir Akremi, accusato dai gruppi per i diritti umani di aver nascosto fascicoli legati al terrorismo. Il giudice è visto dagli attivisti come un simbolo della corruzione nella magistratura, soprattutto in riferimento alla sua vicinanza con il partito islamico. Secondo le accuse portate da avvocati e partiti laici, fra i dossier nascosti ci sono quelli relativi all'assassinio di due leader laici Chokri Belaid e Mohamed Brahmi nel 2013, che avevano portato a energiche proteste concluse con il rovesciamento del governo.
Nei giorni scorsi, dopo la nomina di Ridha Gharsallaoui come nuovo ministro dell'Interno, il capo dello Stato ha rimosso il direttore della tv di Stato, Mohamed Lassaad Dahech. Al suo posto è stata nominata in via temporanea Awatef Dali.