Dalla Sardegna alla Turchia: il Mediterraneo brucia. Cingolani: "Il 70% è responsabilità dell'uomo"
Dall'antica Olimpia in Grecia alle campagne sarde di Sant'Antonio di Gallura. Gli incendi stanno devastando i paesi mediterranei. Da tre giorni le fiamme stanno divorando i boschi a Nord Est del sito archeologico dell'antica Olimpia in Grecia e oggi hanno distrutto 150 case sull'isola greca di Evia circondando un monastero dove tre monaci si sono rifiutati di lasciare l'isola. Una centrale elettrica a carbone nel Sud-ovest della Turchia e le vicine aree residenziali sono state evacuate ieri sera quando l'incendio ha raggiunto l'interno dell'impianto.
Gli incendi stanno devastando la costa Sud della Turchia, causando la morte di 8 persone, l'evacuazione di circa 17 mila residenti e la distruzione di almeno 100 mila ettari di foreste. Sono oltre 40 gli incendi di vegetazione e macchia mediterranea che stanno invece interessando Palermo. Le fiamme alimentate dalle alte temperature e dal forte vento stanno interessando gran parte della provincia.
"Oltre il 70% degli incendi in Italia è responsibilità nostra", dell'uomo. Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, intervenuto in Aula alla Camera sullo sviluppo di gravi incendi in diverse aree del Paese.
"Il 57,4% degli incendi - ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, citando dati di Legambiente - è doloso. Il 13,7% è non intenzionale, cioè colposo. Sommando i dati, siamo quindi al 72%. Meno del 2% è di origine naturale, per esempio un fulmine o un pezzo di vetro che focalizza la luce solare; il 4,4% è invece considerato indeterminato e il 22% non classificabile, cioè casi in cui è difficile stabilire se c'è un innesco. Il 55% degli incendi colposi e dolosi è concentrato in 4 regioni: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Su questo dobbiamo fare una riflessione e intervenire".