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Ungheria, nasce un nuovo gigante dei "soldati di ventura"

Miliziani di Bod Danard alle Comore 
In partnership con Dubai, partito il reclutamento di personale da combattimento, esperti di esplosivo e di guerra elettronica, commandos, operatori radar, interpreti: l'organico potrebbe toccare le ventimila unità, cioé più degli eserciti a disposizione di piccoli paesi di Nato e Ue
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BERLINO. Nell´Ungheria di Viktor Orbán una grossa azienda sta formando un´armata privata di mercenari. Con l´importante sostegno finanziario di Dubai, l´armata conterà almeno tremila ungheresi e oltre ottomila soldati di mestiere di molti altri paesi – polacchi, cechi, sudamericani, balcanici – per combattere ovunque necessario. Lo ha dichiarato al sito di notizie ungherese dailynewshungary e a novekedes.hu l´ideatore e organizzatore del programma, Richard Bagjos. 
 
Il progetto ricorda da vicino la realtà già esistente e operativa in Libia a fianco delle forze armate turche della brigata scelta russa Wagner. In pratica una specie di legione straniera in versione sovranista.
 
Ufficialmente si tratta di un progetto privato, ma riesce difficile pensare che il piano d´investimento non disponga della luce verde del potere ungherese.
 
Le reclute saranno, sempre secondo Bagjos e i du…
BERLINO. Nell´Ungheria di Viktor Orbán una grossa azienda sta formando un´armata privata di mercenari. Con l´importante sostegno finanziario di Dubai, l´armata conterà almeno tremila ungheresi e oltre ottomila soldati di mestiere di molti altri paesi – polacchi, cechi, sudamericani, balcanici – per combattere ovunque necessario. Lo ha dichiarato al sito di notizie ungherese dailynewshungary e a novekedes.hu l´ideatore e organizzatore del programma, Richard Bagjos. 
 
Il progetto ricorda da vicino la realtà già esistente e operativa in Libia a fianco delle forze armate turche della brigata scelta russa Wagner. In pratica una specie di legione straniera in versione sovranista.
 
Ufficialmente si tratta di un progetto privato, ma riesce difficile pensare che il piano d´investimento non disponga della luce verde del potere ungherese.
 
Le reclute saranno, sempre secondo Bagjos e i due siti citati, scelte sulla base della prestanza fisica, dell´esperienza, del talento già mostrato come soldati, poliziotti, vigilantes, pompieri o in altri lavori d´emergenza. Si tratta di un reclutamento e selezione condotti su base diretta, ogni reclutaento ed esame online è escluso.
 
Il reclutamento è cominciato nel pieno riserbo in ottobre, proprio mentre per casuale coincidenza le forze armate pubbliche ungheresi lanciavano una gigantesca campagna acquisti di armi per l´ordine interno: dispositivi di ascolto, tanks tedeschi Leopard 2 e centinaia di blindati antisommossa turchi. Attualmente la società ungherese dispone già di mille mercenari operativi.
 
A medio termine i piani dell´azienda prevedono di creare una forza pienamente operativa attorno ai ventimila uomini, quanti sono quelli di moderni ma piccoli paesi Nato come Cechia o Slovacchia. Nel reclutamento in corso sono ricercatissimi soprattutto esperti di esplosivo, commandos, operatori radar, interpreti ed esperti di guerra elettronica, più di quanto lo siano guardie private per banche o aziende. La sede ufficiale dell´armata mercenaria sarà a Dubai, quindi fuori da Ue e Nato.
 
 A breve termine l´armata mercenaria, cui manca solo ancora un nome, vuole essere pronta all´istante a schierare in corsa almeno seicento soldati in ogni parte del mondo. Secondo i primi contatti presi, si parla di interventi in Afghanistan a difesa di Kabul, ma anche, imprecisati, in Iran o alla frontiera siro-irachena. Od ovunque altrove necessario. Vista la crisi dell´ordine pubblico e l´esplosione della criminalità oprganizzata nelle grandi città svedesi (che sta facendo volare i sovranisti di Jimmie Akesson in vista delle elezioni politiche di settembre) si è parlato di offrire aiuto anche alla polizia svedese.
 
Indirettamente la creazione dell´armata mercenaria ungaro-dubaita sembra di fatto rientrare nel riorientamento generale della politica estera magiara. Budapest sta rarefacendo ogni giorno di piú i contatti con i paesi Ue e della Nato, e in entrambe le sedi boicotta la solidarietà dell´Occidente ponendo il veto a ogni dichiarazione dura contro Russia e Cina sia per riarmo, sia per diritti umani o altri temi. Si intensificasno invece i contatti politici ed economici con Mosca, Pechino, Azerbajdzhan, Turkmenistan e con la Turchia e Iran.