Israele, almeno 19 razzi lanciati dal Libano. Hezbollah rivendica
di Sharon Nizza , di Sharon NizzaTEL AVIV. Almeno 19 razzi sono stati lanciati dal Sud del Libano verso il Nord d’Israele oggi, attivando le sirene in diversi villaggi. Hezbollah ha rivendicato i lanci: si tratta della prima rivendicazione ufficiale del movimento sciita filo-iraniano dopo che, da maggio, si sono verificati altri cinque lanci dal Libano in territorio israeliano. In tutte le altre occasioni, Israele aveva attribuito la responsabilità a movimenti palestinesi attivi nel Sud del Paese dei Cedri.
La maggior parte dei razzi sono stati intercettati dal sistema antimissilistico Iron Dome e alcuni sono caduti in zone disabitate, senza provocare feriti. Secondo fonti militari israeliane citate dalla stampa locale, “il fatto che Hezbollah abbia preso di mira aree disabitate è indice che la deterrenza è ancora efficace. Non abbiamo interesse a una escalation”.
TEL AVIV. Almeno 19 razzi sono stati lanciati dal Sud del Libano verso il Nord d’Israele oggi, attivando le sirene in diversi villaggi. Hezbollah ha rivendicato i lanci: si tratta della prima rivendicazione ufficiale del movimento sciita filo-iraniano dopo che, da maggio, si sono verificati altri cinque lanci dal Libano in territorio israeliano. In tutte le altre occasioni, Israele aveva attribuito la responsabilità a movimenti palestinesi attivi nel Sud del Paese dei Cedri.
La maggior parte dei razzi sono stati intercettati dal sistema antimissilistico Iron Dome e alcuni sono caduti in zone disabitate, senza provocare feriti. Secondo fonti militari israeliane citate dalla stampa locale, “il fatto che Hezbollah abbia preso di mira aree disabitate è indice che la deterrenza è ancora efficace. Non abbiamo interesse a una escalation”.
In un comunicato ufficiale, Hezbollah afferma che l’attacco è una rappresaglia ai raid aerei israeliani avvenuti nella notte tra mercoledì e giovedì. Si è trattato in quel caso del primo attacco dei caccia israeliani dal 2013. I caccia avevano colpito zone disabitate sotto il controllo di Hezbollah in risposta al lancio di tre missili verso il nord d’Israele il giorno prima.
Nel comunicato di Hezbollah si legge che ad avere compiuto l’attacco sono state le “brigate dei martiri Ali Kamel Mohsen e Mohammad Qassem Tahhan”. Mohsen era rimasto ucciso il 20 luglio 2020 durante un attacco dell’aviazione israeliana all’aeroporto di Damasco che mirava convogli di armi iraniane diretti in Libano. Tahhan invece è stato ucciso a maggio da soldati israeliani a seguito di una manifestazione al confine Nord in solidarietà con Gaza, dopo che i manifestanti avevano superato il confine verso Israele. L’estate scorsa vi era già stato un tentativo di rappresaglia per l’uccisione di Mohsen, con un’infiltrazione di uomini armati di Hezbollah nelle aree contese delle Fattorie di Sheeba, respinti dai militari israeliani.
Gli eventi degli ultimi giorni al confine israelo-libanese giungono mentre la tensione è alta sul fronte marittimo tra Israele e Iran, dopo l’attacco alla petroliera Mercer Street la settimana scorsa, che ha causato due vittime dell’equipaggio di cittadinanza romena e britannica, attribuito a Teheran da Israele, Stati Uniti, Inghilterra e Romania, che hanno comunicato di essere coordinate per una reazione comune. Il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz ieri aveva affermato che l’attacco aereo nella notte era un “segnale” rivolto a Teheran, sostenendo che Israele “è militarmente pronta ad attaccare”. Gantz e il Capo di Stato maggiore Aviv Kohavi sono riuniti in questi momenti per “determinare le operazioni della difesa israeliana”.
“È nell’interesse israeliano mantenere il confine libanese calmo, perché su questo fronte si riflette il più ampio spettro delle tensioni mediorientali”, dice a Repubblica Zvika Haimovich, che già comandante dell’Aeronautica militare israeliana. “Tuttavia, nella mia valutazione, ci stiamo avvicinando al punto in cui Israele, per contrastare l’attività iraniana, dovrà iniziare ad agire contro Hezbollah all’interno del Libano e non solo in Siria”.
Secondo gli analisti israeliani, Hezbollah avrebbe agito per distogliere l’attenzione dalla critica interna a cui è sottoposto a causa della crisi umanitaria nel Paese, in particolare a due giorni dalle imponenti manifestazioni in commemorazione dell’esplosione al porto di Beirut il 4 agosto 2020, in cui è risuonato anche lo slogan “Iran fuori dal Libano”.
Poco dopo il lancio di oggi si è verificato un raro episodio di protesta anti-Hezbollah nel villaggio druso di Shwaya nei pressi del confine con le Alture del Golan: in un video diventato virale sui social, si vedono residenti del villaggio assalire un lanciarazzi mobile accusando il movimento sciita di sparare da zone abitate. L’esercito libanese è in seguito intervenuto nel villaggio per sequestrare il lanciarazzi. “Quanto sta accadendo al sud è molto pericoloso”, ha scritto in un tweet Samir Geagea, leader delle Forze Libanesi maronite tradizionalmente anti-iraniane. “Alla gente in Libano basta la sofferenza quotidiana e non serve che qualcuno giochi con il fuoco che potrebbe distruggere ciò che resta del popolo libanese”.