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Il mistero della principessa Latifa in vacanza in Islanda: "È più libera che mai

Latifa con il cugino Marcus Essabri e Sioned Taylor in Islanda in una foto pubblicata su Instagram (ansa)
La figlia dello sceicco di Dubai è comparsa in uno scatto in compagnia di un cugino e di una donna britannica. Sciolta l'iniziativa "Free Latifa". Ma osservatori mettono in guardia: non è chiaro fino a che punto la 35enne sia libera di agire. Dopo aver tentato la fuga nel 2018, era stata "catturata" e a inizio anno aveva denunciato in vari filmati di essere reclusa in una villa-prigione
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Il giallo dell'estate ha una ricetta rigida e prevede ingredienti obbligati: si parte da ambienti di grande ricchezza, si aggiunge un mistero da sciogliere, si insaporisce con una donna attraente, e si guarnisce possibilmente con sfondi insoliti e affascinanti.

Nella storia di Latifa, 35enne figlia del sovrano di Dubai, gli elementi ci sono tutti: la principessa era stata sequestrata dal padre e rinchiusa in una villa sorvegliata, anzi è uscita ed è in vacanza, ma forse sotto controllo, chissà.

Dopo l'allarme per la sua prigionia, denunciata dalla stessa giovane in un video diffuso su Youtube e pubblicato anche dalla Bbc, era partita la campagna internazionale "Free Latifa" che chiedeva la sua liberazione. La principessa annunciava la sua intenzione di fuggire da Dubai e definiva suo padre "la peggiore persona che abbia incontrato nella mia vita, il male assoluto. In lui non c'è nulla di buono".

L'indignazione mondiale…

Il giallo dell'estate ha una ricetta rigida e prevede ingredienti obbligati: si parte da ambienti di grande ricchezza, si aggiunge un mistero da sciogliere, si insaporisce con una donna attraente, e si guarnisce possibilmente con sfondi insoliti e affascinanti.

Nella storia di Latifa, 35enne figlia del sovrano di Dubai, gli elementi ci sono tutti: la principessa era stata sequestrata dal padre e rinchiusa in una villa sorvegliata, anzi è uscita ed è in vacanza, ma forse sotto controllo, chissà.

Dopo l'allarme per la sua prigionia, denunciata dalla stessa giovane in un video diffuso su Youtube e pubblicato anche dalla Bbc, era partita la campagna internazionale "Free Latifa" che chiedeva la sua liberazione. La principessa annunciava la sua intenzione di fuggire da Dubai e definiva suo padre "la peggiore persona che abbia incontrato nella mia vita, il male assoluto. In lui non c'è nulla di buono".

L'indignazione mondiale suscitata dal filmato, che aveva portato lo sdegno globale sul capo dello sceicco Mohammed bin Rashid al-Maktoum, si è raffreddata nei mesi scorsi con la pubblicazione di alcune foto che mettevano in dubbio la storia della prigionia.

E si è ridimensionata di colpo ieri, quando l'insegnante britannica Sioned Taylor, ex membro della Marina di Sua Maestà e amica della giovane emiratina, ha pubblicato su Instagram le foto di un viaggio in Islanda.

In esse, le due donne compaiono con Marcus Essabri, cugino di Latifa. La giovane principessa ha il viso in parte coperto da occhiali da sole, ma gli atteggiamenti delle tre persone, a una prima occhiata, fanno pensare più a una tranquilla gita turistica che a una fuga dalla detenzione.

Sui social network qualche commentatore sottolinea che il cugino della principessa è molto critico verso la famiglia reale e non si sarebbe mai prestato a una messa in scena.

Quale che sia la verità, i responsabili della campagna "Free Latifa" hanno preferito fermare tutto, dicendo che la principessa è nella "migliore posizione in termini di libertà da vent'anni".

La magistratura inglese accusa lo sceicco di avere più volte sequestrato Latifa e la sorella Shamsa. Nel 2018 la giovane era riuscita a lasciare Dubai su una barca, ma il padre aveva potuto intercettare le comunicazioni del suo telefono cellulare grazie al software spia israeliano "Pegasus".

Latifa era così stata bloccata dai militari indiani e poi da un commando di soldati emiratini a poca distanza dalla costa di Malabar. Il governo di Dubai aveva definito la questione "affari privati", puntando il dito contro il Qatar che avrebbe approfittato della campagna per denigrare Dubai e lo sceicco.

Secondo fonti locali, le persone che avevano aiutato Latifa sono poi finite dietro le sbarre nell'emirato per due settimane, apparentemente per "reati commessi in precedenza".

Poi c'era stata una foto, diffusa sui social in giugno, in cui la giovane appariva assieme all'amica nell'aeroporto di Madrid Barajas, con una valigia. E la Taylor commentava: "Grande vacanza europea con Latifa! Ci divertiamo a esplorare". La stessa principessa avrebbe contattato membri della campagna internazionale per rassicurarli sulle sue condizioni.

Ma conservare qualche dubbio sembra legittimo. A sottolinearlo è Kenneth Roth, direttore di Human Rights Watch, che fa rilevare le incongruenze di questa vicenda: "C'è qualcosa di strano in queste periodiche foto di Latifa", scrive Roth, "Se lei non è più sotto il tacco del padre, sovrano di Dubai, perché non la lascia andare in un posto sicuro a parlare liberamente ai media o ai gruppi di tutela dei diritti?".