✕

Russia, nuova inchiesta penale contro due stretti collaboratori di Navalnyj

Da sinistra: Ivan Zdhanov, Ljubov Sobol e Aleksej Navalnyj alla marcia del 2020 per il quinto anniversario dell'uccisione di Boris Nemtsov (reuters)
Il capo dello staff Volkov e il direttore della Fondazione anti-corruzione Zdhanov sono accusati di aver raccolto fondi per finanziare organizzazioni estremiste. Secondo i media, Sobol sarebbe volata in Turchia. Respinta la causa per diffamazione di Navalnyj contro il portavoce di Putin Peskov
1 minuti di lettura

Un nuovo procedimento penale è stato aperto contro due stretti collaboratori dell'oppositore russo in carcere Aleksej Navalnyj: il suo capo dello staff Leonid Volkov e il direttore dell'oramai defunta Fondazione anti-corruzione (Fbk) Ivan Zdhanov. Sono accusati di raccogliere "fondi deliberatamente destinati a finanziare organizzazioni estremiste. Reato che prevede una pena detentiva fino a otto anni.

"Ho già perso il conto delle indagini penali aperte contro di me", ha commentato Zhdanov, 42 anni, su Instagram. Insieme al quarantenne Volkov, era già ricercato e perseguito per aver, ad esempio, incitato "minori a prendere parte ad attività illegali", visti i loro appelli a manifestare lo scorso gennaio per chiedere il rilascio di Navalnyj. 

Un nuovo procedimento penale è stato aperto contro due stretti collaboratori dell'oppositore russo in carcere Aleksej Navalnyj: il suo capo dello staff Leonid Volkov e il direttore dell'oramai defunta Fondazione anti-corruzione (Fbk) Ivan Zdhanov. Sono accusati di raccogliere "fondi deliberatamente destinati a finanziare organizzazioni estremiste. Reato che prevede una pena detentiva fino a otto anni.

"Ho già perso il conto delle indagini penali aperte contro di me", ha commentato Zhdanov, 42 anni, su Instagram. Insieme al quarantenne Volkov, era già ricercato e perseguito per aver, ad esempio, incitato "minori a prendere parte ad attività illegali", visti i loro appelli a manifestare lo scorso gennaio per chiedere il rilascio di Navalnyj. 

Gli oppositori scelgono l'esilio

Entrambi hanno scelto l'esilio già mesi fa. E, secondo diversi media, anche Ljubov Sobol, prima avvocata assunta da Navalnyj nella Fondazione anti-corruzione, sarebbe volata in Turchia dopo essere stata condannata a un anno e mezzo di "limitazione della libertà", forma mitigata di arresti domiciliari, nell'ambito del cosiddetto "affare sanitario", il procedimento penale per violazione delle norme anti-Covid lanciato dopo le proteste di inizio anno. Che vede coinvolti anche il fratello di Navalnyj, Oleg, già condannato a un anno di libertà vigilata, la sua portavoce Kira Jarmish, la sua dottoressa Anastasija Vasilieva e la Pussy Riot Masha Aljokhina.

L'offensiva contro Navalnyj e i suoi collaboratori

La nuova inchiesta rientra nell'offensiva lanciata contro i collaboratori di Navalnyj, l'avvocato 45enne recluso in una colonia penale per un vecchio caso di appropriazione indebita. Le sue organizzazioni, come Fbk e i suoi uffici regionali, sono state definite "estremiste" - stessa etichetta affibbiata a gruppi terroristici come Al Qaeda e Isis - lo scorso giugno e messe al bando all'inizio di agosto.

"Pur capendo che queste organizzazioni sono state riconosciute come estremiste, Volkov e Zhdanov hanno annunciato che stavano continuando le loro attività e hanno organizzato una raccolta fondi", ha spiegato la commissione investigativa.  Mentre, alla fine di luglio, l'authority russa delle telecomunicazioni Roskomnadzor aveva annunciato di voler bloccare oltre 40 siti Internet e i profili social legati a Navalnyj.

Respinta la causa per diffamazione contro Peskov

Separatamente, ieri, un tribunale di Mosca ha anche respinto la causa per diffamazione intentata da Navalnyj contro il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov che lo scorso ottobre lo aveva accusato di collaborare con la Cia, cosa che l'oppositore nega fermamente.

Secondo gli alleati di Navalnyj, l'offensiva ha l'obiettivo di ostacolare le loro attività in vista delle elezioni parlamentari di settembre, sullo sfondo della crescente impopolarità del partito al governo Russia Unita.