"Spiava per la Russia": arrestato impiegato dell'ambasciata britannica in Germania
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA. La “capitale delle spie" ne ha forse consegnata un’altra, l’ennesima, alla Storia e alla letteratura. Perché oggi a Berlino è stato arrestato David Smith, 57 anni, un contractor impiegato nell’ambasciata britannica in Germania. Anzi, è stato fermato proprio a Potsdam, il quartiere periferico dove, sul vicino ponte di Glienicke, durante la Guerra Fredda, i blocchi di Est e Ovest si scambiavano gli agenti segreti.
Pare che David, cittadino britannico, fosse un addetto alla sicurezza. Non è chiaro che cosa abbia fatto questo oscuro personaggio, ma la procura federale tedesca ne è certa: avrebbe “passato informazioni ai servizi segreti russi” in cambio di una “imprecisata quantità di denaro". Insomma, una spia al soldo di Mosca.
L’ultimo uomo che è venuto dal freddo stavolta non pare dunque essere un diplomatico, anche perché in quel caso sarebbe stato espulso e non …
LONDRA. La “capitale delle spie" ne ha forse consegnata un’altra, l’ennesima, alla Storia e alla letteratura. Perché oggi a Berlino è stato arrestato David Smith, 57 anni, un contractor impiegato nell’ambasciata britannica in Germania. Anzi, è stato fermato proprio a Potsdam, il quartiere periferico dove, sul vicino ponte di Glienicke, durante la Guerra Fredda, i blocchi di Est e Ovest si scambiavano gli agenti segreti.
Pare che David, cittadino britannico, fosse un addetto alla sicurezza. Non è chiaro che cosa abbia fatto questo oscuro personaggio, ma la procura federale tedesca ne è certa: avrebbe “passato informazioni ai servizi segreti russi” in cambio di una “imprecisata quantità di denaro". Insomma, una spia al soldo di Mosca.
L’ultimo uomo che è venuto dal freddo stavolta non pare dunque essere un diplomatico, anche perché in quel caso sarebbe stato espulso e non arrestato. Ma certo l’arresto di David Smith è inquietante perché, secondo i magistrati tedeschi, la presunta spia sarebbe comunque riuscita a passare informazioni ai russi, “per lo meno una volta, e dal 2020”. Se confermato, sarebbe dunque l’ennesima dimostrazione - e infiltrazione - della “longa manus” dei servizi del Cremlino.
Non è stato un arresto improvviso. Smith era seguito da mesi dall’intelligence britannica MI5, che poi ha avvertito quella tedesca. Non è chiaro cosa abbia fatto insospettire gli inquirenti: la presunta spia, secondo le indagini, avrebbe potuto condividere con i russi importanti informazioni diplomatiche, dettagli sulla sicurezza, spostamenti, altre informazioni sensibili. Secondo il magazine tedesco Focus, i documenti che David Smith avrebbe passato a Mosca rientrerebbero nella categoria dell’antiterrorismo, ma non sono noti per ora altri dettagli.
Mosca, e le sue ambasciate, per ora tacciono. David Smith ha deposto oggi di fronte a un giudice tedesco "che deciderà riguardo la sua estradizione per la detenzione in vista del processo", spiega ancora il comunicato tedesco della procura federale tedesca di Karlsruhe.
"È inaccettabile", ha commentato il ministero degli Esteri tedesco Heiko Maas, "prendiamo le informazioni sulle attività di intelligence del sospetto per i servizi segreti russi con estrema serietà, perché le attività di intelligence contro uno stretto alleato sul territorio tedesco sono assolutamente inaccettabili e siamo solidali con i nostri amici del Regno Unito".
Potrebbe dunque trattarsi dell’ennesimo atto ostile di Mosca nei confronti del Regno Unito, in un momento in cui i due Paesi i rapporti sono minimi, dopo l’avvelenamento dell’ex spia doppiogiochista Sergej Skripal a Salisbury e diversi altri episodi di destabilizzazione. Di recente, poi, c’è stato il preoccupante caso della reazione russa al passaggio di un cacciatorpediniere britannico in acque internazionali del Mar Nero, al largo della Crimea. Altro motivo di grossa tensione tra Mosca e Regno Unito, dove le spie al soldo di russi e sovietici non sono mancate negli ultimi decenni: dai famigerati accademici dei “Cambridge Five” a John Stonehouse, il ministro e deputato inglese liberal-democratico che negli anni Settanta si vendette ai cechi e sul quale proprio in questi giorni oltremanica è uscita una apprezzata biografia.