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Presidenziali in Zambia, sfida tra il presidente Lungu e il suo storico rivale Hichilema

Sostenitori del presidente uscente dello Zambia Edgar Lungu (afp)
Il Paese africano al voto in un clima inasprito da accuse di brogli, scontri e lo schieramento dell'esercito nelle strade. Sulle urne pesa la crisi economica: la nazione è stata la prima ad andare in default nell'era Covid
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È dal 2000 che le elezioni in Zambia si vincono con qualche inganno. Nelle presidenziali di oggi la frode sarebbe già palese, secondo l’opposizione. Il presidente uscente Egdar Lungu, 64 anni, che mastica la politica sin da quando era giovanissimo, non è più il benvoluto e la violenza è stata la caratteristica della campagna elettorale. Eppure si dice sicuro di battere il rivale Hakainde Hichilema, 59 anni, un "self-made man".

C’è però da dire che "HH", come lo chiamano in Zambia, in passato si era già candidato cinque volte senza successo, anche se l'ultima volta è arrivato al testa a testa e l’anno dopo è stato spedito in galera per tradimento, per poi essere scagionato.

I sette milioni di elettori di questo Paese senza sbocco sul mare nell'Africa meridionale sono chiamati a scegliere tra 16 candidati, ma secondo i sondaggi il voto si ridurrà a un ballottaggio…

È dal 2000 che le elezioni in Zambia si vincono con qualche inganno. Nelle presidenziali di oggi la frode sarebbe già palese, secondo l’opposizione. Il presidente uscente Egdar Lungu, 64 anni, che mastica la politica sin da quando era giovanissimo, non è più il benvoluto e la violenza è stata la caratteristica della campagna elettorale. Eppure si dice sicuro di battere il rivale Hakainde Hichilema, 59 anni, un "self-made man".

C’è però da dire che "HH", come lo chiamano in Zambia, in passato si era già candidato cinque volte senza successo, anche se l'ultima volta è arrivato al testa a testa e l’anno dopo è stato spedito in galera per tradimento, per poi essere scagionato.

I sette milioni di elettori di questo Paese senza sbocco sul mare nell'Africa meridionale sono chiamati a scegliere tra 16 candidati, ma secondo i sondaggi il voto si ridurrà a un ballottaggio tra il presidente uscente e il suo rivale che lo affronta per la terza volta.

Chi è Edgar Lungu, il presidente uscente

Lungu è in campagna permanente da quando si è insediato nel 2016, senza considerare il fatto che governa dal 2014 quando, morto il capo di Stato precedente, il Fronte patriottico (Pf) lo indicò come suo successore.

La Commissione elettorale ha fatto il resto facendo lievitare il numero di elettori in zone chiavi in modo da trovare 350mila schede a favore del Pf e di sottrarne 70mila al Partito unito per lo sviluppo nazionale (Upnd) e senza indagare su 20mila elettori provenienti dal Malawi che hanno incassato soldi in cambio di voti per l'attuale capo dello Stato. Questo è il quadro fotografato dall'Upnd.

Lungu però è sicuro del verdetto anche se nel 2016 vinse con il 50,35% dei voti, mentre Hichilema si era fermato a 47,6%. E stavolta c’è anche il Covid-19 di mezzo a complicare i piani dei due contendenti.

Zambia, primo Paese in default dell'era Covid

Il vero ago della bilancio sarà la crisi economica in uno dei Paesi più indebitati dell'Africa. “Gli investitori dicono che c’è una possibilità per ristrutturare il debito con HH”, dicono analisti alla agenzia Reuters.

Il leader uscente Lungu invece ha sempre avversato la politica del Fondo monetario internazionale, anche se lo scorso maggio ha siglato un accordo. In campagna elettorale le promesse sono a buon mercato, ma il 30% e il 40% delle entrate sono interessi sul debito e lo Zambia è una delle nazioni più insolventi di tutta l'Africa. L'anno scorso è stato il primo Paese a dichiarare il default del debito estero nell'era Covid.

“Io voto per il mio lavoro, non per loro", ha detto alla Bbc una ragazza di 25 anni che non ha un impiego dal 2017. E ci sono 50mila insegnanti, 17mila infermieri e 500 medici che dovrebbero essere a lavorare a scuola o in ospedale e invece sono a casa.

Gli aventi diritto al voto per la maggior parte hanno meno di 35 anni e, secondo Afrobarometer, il 23% è a favore di Lungu, il 25% di HH. Gli altri non hanno intenzione di votare affatto.

Il rame ha fatto la fortuna dello Zambia, ma nonostante le miniere portino entroiti, per la prima volta dal 1998 il Paese è in recessione. “Dopo 47 di malgoverno, sto trasformando il Paese, state a vedere", dice Lungu. Ma la gente replica: “Non mangiamo le strade".

L'esercito schiera nelle strade

Lungu intanto ha ordinato ai militari di pattugliare Lusaka, la capitale, e le città più importanti. Almeno due persone sono state uccise, pare da gente dell’Upnd, durante la campagna elettorale e questo ha fatto il gioco del capo di Stato.

I cinesi in Zambia

C’è poi un altro fattore che può sparigliare le carte: la presenza cinese. Da decenni Pechino ha rapporti stretti con lo Stato africano: ha comprato un terzo del debito, investito nell’agricoltura e possiede alcune miniere.

Alcune organizzazioni non governative parlano di una sorta di nuovo neocolonialismo. “Lavoro nell’industria, a fine mese ho il mio stipendio e posso acquistare senza problemi quello che serve alla mia famiglia”, ribatte un operaio che lavora per un'azienda cinese. A lui non interessa se i cinesi si prendono tutto, gli basta avere da mangiare.