Esteri

Hitler, Stalin, peluche e Le Carré: la spia dei russi all'ambasciata britannica a Berlino

L'ambasciata britannica a Berlino (afp)
Aveva simpatie di estrema destra e una grande passione per l'Urss e la Russia David Smith, l'impiegato arrestato in Germania, ex Raf, con l'accusa di essere al soldo di Mosca. È ciò che emerge dal sopralluogo nella sua abitazione
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LONDRA. Libri sul nazismo e la “simpatia per l'estrema destra", bandiere russe disseminate in casa, i romanzi di John Le Carré. David Smith, impiegato contractor dell’ambasciata britannica in Germania, è stato arrestato ieri a Berlino in quanto accusato di essere una spia al soldo di Mosca. Oggi si è scoperto che è un ex militare della Raf, l'aeronautica militare britannica. Per ora resta ufficialmente un sospetto, e in carcere. Ma certo ciò che è stato ritrovato nella sua abitazione della capitale tedesca, già denominata "capitale delle spie" durante la Guerra Fredda, non depone certo a suo favore. 


I vicini difendono quest’uomo di 57 anni, basso, tarchiato e calvo, accusato dagli inquirenti di Londra e Berlino di aver passato documenti segreti all’intelligence della Russia: “Una persona squisita, salutava sempre, davvero gentile”. Eppure gli oggetti ritrovati in casa di Smith, cittadino britannico ma da molti anni residente a Berlino, denotano quantomeno una vicinanza ideologica a Mosca. 

Come hanno ricostruito il Sun e la tedesca Bild, Smith aveva ovunque, anche in salotto, di fianco alla playstation e sulle tazze del caffè, bandiere della Russia, che lo avrebbe avvicinato perlomeno nel 2020. In libreria, invece, una ampia letteratura su Unione Sovietica e Stalin. Addirittura, in soggiorno, è stato ritrovato il peluche di un cane con sul capo il berretto dell’armata rossa dell’Urss.


Non solo. Smith aveva, tra gli scaffali, anche molti libri sul nazismo e su Hitler. Secondo fonti degli inquirenti ai due tabloid, l’uomo avrebbe “chiare idee di estrema destra”, oltre a essere apparentemente un complottista: nella sua libreria ci sono anche opere di David Icke, autore negli anni di vari libri intrisi di teorie del complotto, come quelle dell’11 settembre da lui bollato come un “inside job” degli americani. E infine, i romanzi di John Le Carré, che proprio a Berlino aveva ambientato La spia che venne dal freddo. Ma a Smith pare piacesse particolarmente Un delitto di classe, anche questo con Smiley nella trama, lo straordinario di Le Carré.