Esteri

Talebani a Kandahar (afp)

Afghanistan, vacilla il fronte del Nord. Biden manda altre truppe. Avviate le procedure per il rientro del personale dell'ambasciata italiana

I talebani conquistano anche Mazar- i-Sharif. Visto accelerato in Italia per traduttori e le loro famiglie. Il presidente Ghani diffonde uso un messaggio televisivo. Gli estremisti islamici a 11 km da Kabul, dove arrivano i marines per l'evacuazione del personale diplomatico Usa

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Mazar-e-Sharif, la quarta città più grande dell'Afghanistan, è caduta nelle mani dei talebani dopo un assalto su più fronti: lo ha annunciato un deputato provinciale della città del Nord alle maggiori agenzie di stampa internazionali. Abas Ebrahimzada ha spiegato a Reuters e Associated Press che  la maggior parte dei militari dell'esercito nazionale che stazionavano nella provincia si sono arresi, cosa che ha spinto le milizie filo-governative ad abbandonare le armi di fronte all'attacco. Secondo il deputato, tutti gli uffici governativi, compreso quello del governatore, sono in mano ai talebani.

Con la presa di Mazar, i talebani hanno compiuto un altro passo avanti in un'offensiva che li ha portati a prendere gran parte dell'Afghanistan settentrionale, occidentale e meridionale a meno di tre settimane dalla data fissata dagli Stati Uniti per il ritiro delle loro ultime truppe. Hanno compiuto importanti progressi negli ultimi giorni, compresa la cattura di Herat e Kandahar, la seconda e la terza città più grande del Paese. Ora controllano circa 20 delle 34 province dell'Afghanistan, lasciando al governo appoggiato dall'Occidente poche province nel centro e nell'est, oltre a Kabul: i miliziani si troverebbero a undici chilometri dalla capitale.

Nella città sono arrivati ieri tremila marines per evacuare il personale diplomatico e altri americani, ma in serata Biden ha annunciato che il loro numero salirà a 5mila e ha minacciato i talebani: "Risposta forte in caso di attacchi".


Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres,  ha avvertito che la situazione è ormai fuori controllo con conseguenze devastanti per i civili. Finora più di 250 mila persone sono state costrette a lasciare le loro case: molte si sono concentrate a Kabul, nei parchi o in alloggi di fortuna.

 

Avviate le procedure per il rientro del personale dell'ambasciata italiana

Alla luce del deterioramento delle condizioni di sicurezza in Afghanistan, sono state avviate le procedure per predisporre il rientro in Italia del personale dell'ambasciata italiana a Kabul. A quanto si apprende, rimarrà un presidio dell'ambasciata italiana presso l'aeroporto di Kabul dove stanno trasferendo la maggior parte altre ambasciate presenti in Afghanistan.

Il messaggio del presidente afgano: "Impedirò altra instabilità"

Ashraf Ghani ha diffuso un messaggio registrato rivolgendosi alla nazione per la prima volta dall'inizio della crisi. "Nella situazione attuale, la nostra massima priorità è la mobilitazione delle forze di sicurezza e di difesa afgane. Intendo fermare ulteriore instabilità". Sono in corso consultazioni dentro e fuori del Paese, ha detto: "Ho avviato consultazioni che procedono rapidamente, all'interno del governo, con leader politici, partner internazionali, per trovare una soluzione politica che garantisca pace e stabilità al popolo afghano". Ha promesso che non permetterà che questa "guerra imposta" porti altri spargimenti di sangue.

 

 

Visto accelerato in Italia per i traduttori afgani

Le procedure di rilascio del Visto per tutti gli afghani presenti nelle liste che sono state stilate dal ministero Difesa e dal ministero degli Esteri, e che hanno superato lo screening di sicurezza del Viminale, secondo quanto si apprende, non dovranno più essere effettuare in Ambasciata a Kabul, ma direttamente in Italia. Questo permetterà di velocizzare le procedure burocratiche per l'arrivo in Italia dei traduttori che hanno aiutato i nostri soldati in Afghanistan e delle loro famiglie.

La radio di Kandahar in mano ai talebani diventa 'La voce della sharia"

Al Jazeera riporta la conquista talebana della radio di Kandahar. Il gruppo ha pubblicato un video in cui un combattente ha annunciato l'acquisizione della principale stazione radio della città, ribattezzata 'La voce della Sharia". Ha detto che tutti i dipendenti erano presenti e ora trasmetteranno notizie, analisi politiche e recitazioni del Corano. I talebani hanno gestito stazioni radio mobili nel corso degli anni, ma mai una in una grande città dalla loro caduta nel 2001.

L'annuncio del Pentagono: i marines a Kabul

Il portavoce del Pentagono, John Kirby, ha annunciato che "elementi" di un battaglione si trovano ora a Kabul per aiutare gli americani e i loro colleghi afgani a lasciare il Paese rapidamente.  "Sembra chiaro che stanno isolando Kabul", ha detto Kirby durante il briefing. Il Pentagono ha inoltre spostato quasi 5 mila soldati aggiuntivi nelle basi del Golfo del Qatar e del Kuwait, di cui mille in Qatar per accelerare l'elaborazione dei visti per i traduttori afgani e altri che temono ritorsioni da parte dei talebani per la loro passata collaborazione con gli americani.

Truppe britanniche a Kabul per evacuazione

Sono arrivati oggi all'aeroporto della capitale per assistere alle operazione di evacuazione dei cittadini britannici rimasti nel Paese i militari della 16ma Brigata aerea di assalto britannica. Come confermato dal ministero della Difesa di Londra, circa 600 militari prenderanno parte all'operazione, che faciliterà anche il trasferimento del personale e gli interpreti afgani loro collaboratori. Ieri il primo ministro Boris Johnson ha detto che il Regno Unito può essere "estremamente orgoglioso" del suo ruolo in Afghanistan, nonostante la situazione nel Paese sia "deteriorata".

 

Il corpo diplomatico nella capitale

L'ambasciata Usa - riportano vari media internazionali - ha invitato il personale a distruggere ogni materiale sensibile presente nelle strutture, inclusi opuscoli e bandiere che potrebbero essere utilizzati per la propaganda. Anche il Regno Unito ha annunciato l'invio di 600 soldati per aiutare l'evacuazione dei cittadini britannici e dell'ex personale afgano. Come la Germania, manterrà aperta l'ambasciata con il personale al minimo. Danimarca e Norvegia stanno invece chiudendo del tutto le loro rappresentanze diplomatiche. L'Italia "pronta a lasciare il Paese" per ogni evenienza, ha annunciato il ministro degli Esteri Di Maio.

Austria: "Avanti con le espulsioni"

Vienna mantiene i suoi piani di espulsione dei migranti afgani irregolari, nonostante l'avanzata dei talebani e la decisione opposta di altri Paesi dell'Unione europea come Germania, Danimarca, Paesi Bassi e Francia. "Chi ha bisogno di protezione internazionale dovrebbe richiederla vicino al proprio Paese di origine", ha commentato il ministro degli Interni, Karl Nehammer. "Una sospensione totale dei rimpatri è un effetto a catena per l'immigrazione illegale e alimenta gli affari spietati e cinici dei trafficanti di esseri umani e quindi della criminalità organizzata", ha aggiunto. Secondo i risultati di un sondaggio pubblicati dal tabloid Osterreich, il 90% degli intervistati ha difeso la politica del governo.