Caso Epstein, negli Stati Uniti il principe Andrea "person of interest" per l'indagine
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA – Gli inquirenti americani aumentano la pressione sul principe Andrea. Nell’ambito dell’indagine giudiziaria sullo scomparso Jeffrey Epstein, morto suicida in prigione a New York nel 2019, e della sua amica e complice Ghislaine Maxwell, gli investigatori Usa considerano ora il duca di York una “person of interest”, una persona di interesse per l’inchiesta, ovvero informata dei fatti secondo una simile formula della giustizia italiana.
Lo ha rivelato una fonte anonima all’agenzia Reuters, citata poi dai giornali inglesi. Gli avvocati difensori del principe si sono rifiutati per il momento di commentare la notizia. In precedenza i magistrati newyorchesi avevano dichiarato che volevano interrogare Andrea come testimone nello scandalo di abusi sessuali di cui sono stati accusati Epstein e Maxwell. “Persona di interesse” comporta un’ipotesi più grave: negli Stati Uniti il termine viene usato per identificare qualcun…
LONDRA – Gli inquirenti americani aumentano la pressione sul principe Andrea. Nell’ambito dell’indagine giudiziaria sullo scomparso Jeffrey Epstein, morto suicida in prigione a New York nel 2019, e della sua amica e complice Ghislaine Maxwell, gli investigatori Usa considerano ora il duca di York una “person of interest”, una persona di interesse per l’inchiesta, ovvero informata dei fatti secondo una simile formula della giustizia italiana.
Lo ha rivelato una fonte anonima all’agenzia Reuters, citata poi dai giornali inglesi. Gli avvocati difensori del principe si sono rifiutati per il momento di commentare la notizia. In precedenza i magistrati newyorchesi avevano dichiarato che volevano interrogare Andrea come testimone nello scandalo di abusi sessuali di cui sono stati accusati Epstein e Maxwell. “Persona di interesse” comporta un’ipotesi più grave: negli Stati Uniti il termine viene usato per identificare qualcuno che non è stato arrestato o incriminato, ma che potrebbe avere informazioni utili alle indagini ed essere potenzialmente coinvolto.
Spiega al Guardian l’avvocato Mark Stephens, uno specialista di diritto penale sulle due sponde dell’Atlantico: “È come dire che potrebbe esserci stato un reato ma gli inquirenti non sono sicuri, perciò hanno bisogno di parlare con lui per capire se escluderlo o inserirlo nell’inchiesta”. In pratica, afferma Stephens, si tratta di una “escalation” nei confronti di Andrea da parte della procura americana, una forma di pressione per indurlo a farsi interrogare. I legali del principe sostengono che Andrea aveva offerto la sua disponibilità a testimoniare, ma dagli Usa non sarebbe stato ritenuto necessario; i magistrati americani lasciano invece filtrare una versione opposta, secondo cui il principe si è tenacemente opposto a ogni interrogatorio.
Nel frattempo la sua posizione si è aggravata con la citazione in giudizio presso un tribunale americano da parte di Virginia Giuffrè Roberts, la donna che da tempo lo accusa di avere abusato di lei quando era minorenne e tenuta come una “schiava del sesso” da Epstein e Maxwell. Il principe nega risolutamente di averla mai incontrata, così come nega ogni coinvolgimento nello scandalo Epstein, pur riconoscendo che il miliardario era suo amico e di averlo frequentato. La procura americana ha inviato lo scorso anno una richiesta formale al governo britannico per avere accesso al duca e poterlo interrogare, ma fonti di New York esprimono dubbi di poter costringere un alto membro della famiglia reale a farsi interrogare, se lui non vorrà farlo.