Afghanistan, il console italiano rimasto a Kabul porta in salvo un bambino
All’aeroporto di Kabul, un muro separa una folla di afghani dalla possibilità di salvarsi e lasciare il Paese. In piedi su quel cemento, con il giubbotto antiproiettile e l’elmetto legato al polso, il console italiano Tommaso Claudi prende in braccio un bambino. La gente intorno lo aiuta a sollevarlo per metterlo in salvo.
"Se stiamo riuscendo a riportare a casa i nostri connazionali e gli afghani che hanno collaborato con il nostro Paese lo dobbiamo anche a persone come Tommaso Claudi. Il nostro console a Kabul. Il suo impegno in una situazione d’emergenza, davanti a difficoltà evidenti, è una prova di grande amore per l'Italia", ha scritto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un post su Facebook.
Tommaso Claudi, 31 anni, laureato in Linguistica a Pavia e in Relazioni internazionali all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, inizia la sua carriera nella diplomazia nel 2017. In Afghanistan, a K…
All’aeroporto di Kabul, un muro separa una folla di afghani dalla possibilità di salvarsi e lasciare il Paese. In piedi su quel cemento, con il giubbotto antiproiettile e l’elmetto legato al polso, il console italiano Tommaso Claudi prende in braccio un bambino. La gente intorno lo aiuta a sollevarlo per metterlo in salvo.
"Se stiamo riuscendo a riportare a casa i nostri connazionali e gli afghani che hanno collaborato con il nostro Paese lo dobbiamo anche a persone come Tommaso Claudi. Il nostro console a Kabul. Il suo impegno in una situazione d’emergenza, davanti a difficoltà evidenti, è una prova di grande amore per l'Italia", ha scritto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un post su Facebook.
Tommaso Claudi, 31 anni, laureato in Linguistica a Pavia e in Relazioni internazionali all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, inizia la sua carriera nella diplomazia nel 2017. In Afghanistan, a Kabul, arriva nel 2019 come secondo segretario commerciale. Oggi è l'unico diplomatico rimasto nella capitale dopo la conquista dei talebani per aiutare nelle difficili operazioni di evacuazione.