Miss Israele ora vive a Dubai: la storia di Rana Raslan
di Meir Ouziel , di Meir OuzielGERUSALEMME - Rana Raslan è una cittadina araba israeliana nata a un quartiere povero di Haifa. La sua bellezza l'ha portata lontano dai bassifondi della città, ma nessuno avrebe immaginato quanto lontano. Nel 1999, Rana ha fatto la storia quando fu coronata Miss Israele, la prima (e finora unica) araba musulmana a ottenere il titolo della più bella del Paese. In seguito, ha rappresentato Israele a Miss Universo, è entrata nello showbiz israeliano, ha girato il mondo per sfilare sulle principali passerelle, fino a trasferirsi per un lungo periodo in Francia e poi in Italia. A 25 anni era al 31mo posto nell'elenco delle donne più belle del mondo della rivista GQ.
Poi, nel 2003, il silenzio. Al culmine della sua carriera, è scomparsa. A Roma conosce e sposa uno sceicco di Dubai, un multimilionario di cui non è mai stata rivelata l'identità.
L'anno scorso, poco dopo la firma degli accordi di pace tra Israele e gli …
GERUSALEMME - Rana Raslan è una cittadina araba israeliana nata a un quartiere povero di Haifa. La sua bellezza l'ha portata lontano dai bassifondi della città, ma nessuno avrebe immaginato quanto lontano. Nel 1999, Rana ha fatto la storia quando fu coronata Miss Israele, la prima (e finora unica) araba musulmana a ottenere il titolo della più bella del Paese. In seguito, ha rappresentato Israele a Miss Universo, è entrata nello showbiz israeliano, ha girato il mondo per sfilare sulle principali passerelle, fino a trasferirsi per un lungo periodo in Francia e poi in Italia. A 25 anni era al 31mo posto nell'elenco delle donne più belle del mondo della rivista GQ.
Poi, nel 2003, il silenzio. Al culmine della sua carriera, è scomparsa. A Roma conosce e sposa uno sceicco di Dubai, un multimilionario di cui non è mai stata rivelata l'identità.
L'anno scorso, poco dopo la firma degli accordi di pace tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti, il giornalista israeliano Haim Etgar riceve una telefonata mentre si trova a Dubai per un servizio. È Rana, dopo anni. Gli chiede di incontrarsi, insieme a suo marito. Ne è nata una serie di conversazioni che hanno portato a realizzare un servizio andato in onda nei giorni scorsi in prima serata su Channel 12, il principale canale israeliano. Rana racconta la sua vita incredibile, tra sfarzo e ricchezze senza limiti, ma anche molta sofferenza per non essere riuscita ad avere figli. Del marito sceicco - che continua a tenersi alla larga dalle videocamere - Rana ha rivelato che in passato aveva sviato intenzionalmente la stampa rivelando un nome inventato, uno sceicco saudita mai esistito. Nei colloqui con Etgar a Dubai, a un certo punto interviene anche un uomo d'affari di Roma, Haim Shoval, un caro amico, un fratello dice Rana, che conosce dal periodo italiano.
Molti punti interrogativi rimangono sulla storia di Rana, ma allo stesso tempo, affronta con grande passione e apertura il costante, tragico conflitto che l'ha tormentata per tutta la vita: essere un'araba musulmana profondamente legata a Israele e alla società in cui è cresciuta, che considera ancora casa, anche se da 18 anni non vive in Israele. "Mio marito è uno sceicco, io mi sento Cenerentola" dice a Etgar in un ebraico fluente, "ma a volte penso che vorrei tornare a essere quella sedicenne di Haifa, senza diventare Miss Israele". Quello che avrebbe voluto, racconta, era raggiungere il successo in Israele, come israeliana.
Visita spesso la sua famiglia a Haifa, per cui ha costruito una bella casa, dove conserva parte del suo immenso guardaroba - "solo da mia madre ho 300 paia di scarpe" dice a Etgar mentre sfoggia parte della collezione, ovviamente tutta firmata Chanel, Gucci, Cucinelli, Hermes e simili.
Rana ha sempre cercato di sfuggire alla politica, ma la politica non gliel'ha permesso. In passato, i giornalisti avevano cercato di estorcerle dichiarazioni a sostegno del terrorismo palestinese. Nell'intervista a Etgar, emerge con chiarezza quanto sia combattuta nel suo dilemma identitario - israeliana? araba? Dalla gente in Israele ha ricevuto molto affetto e tutto ciò che si poteva chiedere il primo ministro Netanyahu si era congratulato calorosamente quando è stata eletta reginetta. Ma nei viaggi all'estero, la differenza tra lei e le sue colleghe modelle ebree è emersa: una cittadina araba, seppur Miss Israele, è ancora sottoposta a controlli di sicurezza più rigorosi.
"Spero di rappresentare lo Stato di Israele nel modo migliore, non importa se sono araba o ebrea: dobbiamo dimostrare al mondo che la convivenza è possibile. Non c'è differenza tra ebrei o arabi", aveva detto Rana nel suo discorso d'incoronazione come donna più bella d'Israele. Ma parlando ora da Dubai, ci ricorda quanto sia ancora lontano questo mondo idillico. "La mia vittoria è stata politicizzata, da una parte come dall'altra". Già allora, poco dopo l'incoronazione, aveva avvertito: "Non sono la reginetta della politica, ma della bellezza".
Ora Rana ha capito che sono maturate le condizioni per intervenire da un'altra angolazione e si presenta come un ponte di collegamento tra imprenditori e investitori emiratini e israeliani. La profonda conoscenza della società araba e israeliana, delle lingue e della mentalità, possono trasformare il dilemma identitario in una risorsa a beneficio di tutti.
(traduzione di Sharon Nizza)