Tommaso Claudi, il giovane diplomatico che piace agli italiani: "Esempio di diplomazia che supera i muri"
di Valentina Ruggiu , di Valentina RuggiuGiovane, in jeans e scarpe da ginnastica, Tommaso Claudi, unico funzionario dell'ambasciata italiana rimasto a Kabul, è il diplomatico che non ti aspetti. E forse è per questo che piace tanto agli italiani, esempio di una "diplomazia che supera i muri", come ha detto Paolo Gentiloni, commissario europeo all'Economia. Il riferimento è alle foto, diventate virali, che immortalano Claudi mentre salva un bambino dalla calca dell'aeroporto Hamid Karzai di Kabul. Un gesto che in queste ore è stato lodato anche da diverse cariche istituzionali.
"Noi siamo quell'Italia lì. Siamo quel console italiano rimasto a salvare bambini", ha detto il Segretario del Pd Enrico Letta al Meeting di Rimini. Mentre il ministro degli Affari Esteri Luigi di Maio ha elogiato il giovane funzionario prima con un post su Facebook e poi durante l'audizione con il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. "Grazie Tommaso - ha scritto Di …
Giovane, in jeans e scarpe da ginnastica, Tommaso Claudi, unico funzionario dell'ambasciata italiana rimasto a Kabul, è il diplomatico che non ti aspetti. E forse è per questo che piace tanto agli italiani, esempio di una "diplomazia che supera i muri", come ha detto Paolo Gentiloni, commissario europeo all'Economia. Il riferimento è alle foto, diventate virali, che immortalano Claudi mentre salva un bambino dalla calca dell'aeroporto Hamid Karzai di Kabul. Un gesto che in queste ore è stato lodato anche da diverse cariche istituzionali.
"Noi siamo quell'Italia lì. Siamo quel console italiano rimasto a salvare bambini", ha detto il Segretario del Pd Enrico Letta al Meeting di Rimini. Mentre il ministro degli Affari Esteri Luigi di Maio ha elogiato il giovane funzionario prima con un post su Facebook e poi durante l'audizione con il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. "Grazie Tommaso - ha scritto Di Maio - siamo tutti orgogliosi di te, del lavoro che stai facendo senza sosta, con amore e dedizione".
Le foto di Claudi che aiuta il bimbo afghano però sono solo le ultime a essere diventate virali. Di lui si era iniziato a parlare poco dopo Ferragosto, quando in molti iniziarono ad accostare l'immagine di Claudi a quelle del titolare della Farnesina. Da un lato un giovane uomo, classe 1990, impegnato nelle operazioni di messa in sicurezza dei connazionali e dei collaboratori afghani in uno degli scenari più caldi del momento, dall'altro un ministro in costume che ride e si rinfresca dalla calura estiva con i piedi a bagno.
Così mentre molti fanno notare che l'Ambasciatore italiano, Vittorio Sandalli, è rientrato (questioni di sicurezza, ha spiegato il ministro), c'è chi considera Claudi "il volto migliore dell'Italia" e chi lo innalza a esempio di una generazione di trentenni e quarantenni pasionari. Di quelli che non si accontentano della scrivania, ma che si impolverano mani e vestiti per aiutare concretamente. Un po' come era Luca Attanasio, "L'ambasciatore di strada", morto a 44 anni in un attacco al convoglio delle Nazioni Unite nel Congo Orientale. L'aiuto di Claudi però è stato fondamentale anche per evacuare molte donne afghane in Italia. Un primo esempio è quello delle collaboratrici di Pangea Onlus, l'associazione Milanese che in questi venti anni ha lavorato per promuovere l'emancipazione delle donne in Afghanistan. È stato il fondatore Luca Lo Presti a raccontare all'Agi come il diplomatico sia andato "ben oltre i suoi compiti", salendo sui container per aiutare i carabinieri del Tuscania a rintracciare le donne che non risciuvano a oltrepassare il muro dello scalo afghano.
Altro caso è quello che l'eurodeputata del Pd Alessandra Moretti ha raccontato su Facebook: "Mi ha fornito le informazioni necessarie a condurre le ragazze afghane che stavo aiutando vicino al gate da cui poi sono state prelevate".
Da quando Kabul è caduta nelle mani dei talebani si dice che Claudi non si sia fermato un attimo. Nato a Camerino il 30 agosto del 1990, dalla giornalista Giovanna Zucconi e dal suo primo marito, l’architetto Marco Claudi. È cresciuto a Milano, città nella quale ha sempre vissuto, ha studiato e si è formato. Dal 2003, dopo il divorzio dei genitori, ha vissuto alternativamente nella casa del padre e in quella della madre, nel frattempo risposata con il giornalista Michele Serra. Maturità scientifica al liceo Leonardo da Vinci, poi la prima laurea in Linguistica all'università di Pavia. È la passione per la linguistica a orientarlo verso le relazioni internazionali, che diventeranno l'indirizzo della sua seconda laurea alla Cattolica di Milano.
All'Ambasciata di Kabul arriva nel 2019, dopo aver vinto il concorso in diplomazia nel 2018. L'Afghanistan è la prima destinazione ed è lui stesso a richiederla. Così arriva nella capitale afghana con il ruolo di segretario di legazione. Anche se per l'Italia intera ormai è "il console eroe".