✕

Sindrome dell'Avana, la nuova arma nella guerra delle spie

(afp)
Da qualche anno, dozzine di diplomatici americani sono stati colpiti da strani sintomi: problemi di udito, mal di testa, annebbiamenti. Registrato per la prima volta a Cuba, il fenomeno è poi arrivato a Berlino, Vienna e da ultimo ad Hanoi. Gli americani puntano il dito contro la Russia: che nega. Come ai tempi della Guerra fredda
2 minuti di lettura

LONDRA - Uno spettro si aggira per il mondo, ma a differenza di quello vagheggiato da Marx nessuno sa con certezza cosa ci sia dietro. Ha un nome: sindrome dell'Avana. E dei sintomi: mal di testa, spossatezza, nausea, problemi di vista, udito e equilibrio, talvolta perdita di memoria. Il timore è che sia l'ultima arma segreta nelle guerre di spionaggio e che a manovrarla sia la Russia di Vladimir Putin.

L'ultimo caso è di ieri: il viaggio ad Hanoi che avrebbe dovuto concludere il tour in Estremo Oriente della vicepresidente americana Kamala Harris ha subito un rinvio, dopo due casi del misterioso malessere emersi tra funzionari dell'ambasciata degli Stati Uniti nella capitale del Vietnam. Un dipendente dell'ambasciata ha dovuto esser…

LONDRA - Uno spettro si aggira per il mondo, ma a differenza di quello vagheggiato da Marx nessuno sa con certezza cosa ci sia dietro. Ha un nome: sindrome dell'Avana. E dei sintomi: mal di testa, spossatezza, nausea, problemi di vista, udito e equilibrio, talvolta perdita di memoria. Il timore è che sia l'ultima arma segreta nelle guerre di spionaggio e che a manovrarla sia la Russia di Vladimir Putin.

L'ultimo caso è di ieri: il viaggio ad Hanoi che avrebbe dovuto concludere il tour in Estremo Oriente della vicepresidente americana Kamala Harris ha subito un rinvio, dopo due casi del misterioso malessere emersi tra funzionari dell'ambasciata degli Stati Uniti nella capitale del Vietnam. Un dipendente dell'ambasciata ha dovuto essere evacuato a Washington per cure più approfondite.

I sospetti dell'intelligence occidentale si indirizzano su Mosca, ma come suggerisce il nome della malattia i primi casi sono venuti fuori a Cuba. Nell'agosto 2017 sono cominciate a circolare notizie che diplomatici americani stazionati sull'isola caraibica soffrivano da circa un anno di insoliti e inspiegabili disturbi.

In tutto 26 cittadini Usa in servizio a Cuba sono rimasti colpiti dalla sindrome, che si sviluppa all'improvviso: la vittima inizia a sentire strani rumori come se provenissero da una direzione specifica, qualcuno la descrive coma una vibrazione, altri come il ronzio che si ascolta guidando con i finestrini dell'auto abbassati. Il fenomeno, la cui durata varia da 20 secondi a 30 minuti, si verificava sempre quando i diplomatici erano a casa o in un albergo.

Successivi studi medici in America hanno rilevato nelle vittime un danno cerebrale paragonabile a quello subito da chi è esposto all'onda d'urto di un'esplosione, ma senza riuscire a determinarne le cause precise. Un'ipotesi è che si tratti di onde elettromagnetiche ad alta frequenza o di altre forme di energia a frequenza radio, "sparate" sul bersaglio dell'attacco.

Donald Trump accusò apertamente Cuba di essere responsabile, riducendo al minimo lo staff dell'ambasciata americana all'Avana: un'accusa respinta con fermezza dal governo cubano, che ha condotto a sua volta studi sulla vicenda senza fornirne una spiegazione. In seguito, altri casi della "Havana syndrome", come ormai era stata ribattezzata, si sono verificati altrove nel mondo contro diplomatici o funzionari americani, compresi secondo indiscrezioni una cinquantina di agenti della Cia.

Nel 2018 diplomatici americani basati in Cina hanno manifestato sintomi analoghi. Poco prima un incidente simile è stato denunciato da un funzionario dell'ambasciata americana in Uzbekistan, ex-repubblica sovietica dell'Asia Centrale. Nel 2019 un funzionario della Casa Bianca ha lamentato improvvisi sintomi debilitanti mentre portava a spasso il cane nei sobborghi di Washington.

Nel 2020 un episodio è avvenuto nel prato adiacente alla Casa Bianca. Altri casi sono stati segnalati a Berlino, in Australia, in Colombia: uno dei peggiori a Vienna, sede dell'Agenzia Atomica Internazionale, dove più di venti diplomatici e funzionari americani hanno sofferto sintomi collegabili alla sindrome dell'Avana. Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha nominato una task force per occuparsi della questione.

L'obiettivo dell'attacco a Cuba, poi in effetti raggiunto, sarebbe stato ridurre la presenza americana. Lo scopo dell'offensiva in altri paesi rimane da capire. C'è comunque una coincidenza: tutte le vittime della sindrome, scrive il Wall Street Journal, "avevano lavorato su temi collegati alla Russia". Il Cremlino nega tutto. Ma la Casa Bianca, dicono fonti citate dal New Yorker e da Politico, crede che l'operazione sia condotta dal Gru, il servizio segreto militare russo già accusato degli attacchi con gas nervino e polonio radioattivo in Gran Bretagna.

Anche in passato la Russia ha sviluppato e usato armi che causano danni al cervello, come nel caso dei "Moscow signals", la trasmissione di microonde contro l'ambasciata americana di Mosca tra il 1953 e il 1976 durante la Guerra Fredda. Da allora le guerre dello spionaggio si sono dotate di strumenti molto più sofisticati: la sindrome dell'Avana potrebbe essere una di questi.