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Cina, il pensiero di Xi entra nel curriculum scolastico

(ansa)
Le nuove linee guida diffuse dal ministero dell'Istruzione coivolgono anche i bambini più piccoli  
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PECHINO - Prima inserito nello statuto del Partito, poi nella Costituzione della Repubblica popolare, infine insegnato nei vari corsi nelle università e sviscerato nelle decine di think tank che a Pechino e ai quattro angoli del Paese sono nati in questi mesi e anni. Ora non basta più e ciò che pensa il "leader del popolo" va studiato già dalla tenera età. Per questo ieri sera il ministero dell'Educazione ha deciso di inserire il "Pensiero di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi per una Nuova Era" nei curricula scolastici di tutta la nazione. Fin dalle elementari. E, dove possibile, andando a toccare qualsiasi materia.

Delle nuove linee guida per "instaurare la fede marxista nella gioventù", rafforzare "la determinazione ad ascoltare e seguire il Partito", assicurandosi che i nuovi materiali didattici - come il nuovo "sussidiario" lanciato il mese scorso per promuovere la dottrina politica di Xi - coltivino "sentimenti patriottici". Sui banchi di scuola i più piccoli si concentreranno su "l'amore per il Paese, il Partito comunista e il socialismo"; alle medie e alle superiori i ragazzi saranno "aiutati a formarsi giudizi e opinioni politiche"; mentre all'università ci si concentrerà sul pensiero teorico del nuovo Timoniere.

"Premere bene il primo bottone della vita", come recita una delle massime di Xi, a significare cioè l'importanza di prendere le giuste decisioni fin da subito. La novità è infatti la volontà di estendere lo studio del pensiero del presidente anche all'istruzione primaria, una prima volta assoluta. E di integrarlo in qualsiasi materia, non più soltanto come avveniva in passato quando le teorie dei vari leader - da Mao Zedong a Deng Xiaoping fino a Hu Jintao - venivano insegnate esclusivamente nei corsi di scienza politica.

Quattordici punti che ruotano attorno al concetto chiave del "sogno cinese": questo è il Pensiero di Xi per una Nuova Era che punta alla rinascita della nazione e al ritorno al ruolo di potenza mondiale lasciandosi alle spalle quel "secolo delle umiliazioni" subito dalle forze straniere. Superato il primo giro di boa dei 100 anni del Partito e raggiunto l'obiettivo di una "società moderatamente prospera", ora la strategia punta al 2049, il centenario della fondazione della Repubblica, quando la Cina dovrà diventare "un Paese socialista moderno, prospero, forte, democratico, culturalmente avanzato e armonioso".

A presentare tale visione fu lo stesso leader quattro anni fa, durante l'apertura del XIX Congresso del Partito. Quel giorno, il 18 ottobre 2017, nella Grande Sala del Popolo a Piazza Tiananmen, in 3 ore, 23 minuti e 48 secondi Xi illustrò alla Cina intera e al mondo l'avvento di una nuova epoca. La settimana successiva il Pensiero del presidente venne inserito nello statuto del Pcc. L'anno dopo anche nella Costituzione del Paese. Che il contributo ideologico di un segretario venga inscritto nel pantheon comunista non è certo una novità, ma Xi è l'unico leader ad avere il proprio nome esplicitato accanto al Pensiero di Mao e, un gradino più in alto, alla Teoria di Deng. Un riconoscimento che Jiang e Hu prima di lui non hanno avuto.

La mancanza di un "successore designato" all'ultimo Congresso, l'eliminazione del limite del doppio mandato che gli apre la strada ad una presidenza a vita - evento che non avrebbe precedenti nella Cina post maoista - l'aver promosso in questi anni le leve più giovani e a lui più fedeli all'interno del Politburo e l'aver accentrato sempre più potere nelle proprie mani, raccontano bene il ruolo da "nuovo imperatore" che Xi si sta cucendo addosso.  

Ora, dopo le vacanze estive, anche i più piccoli si dovranno cimentare con il suo Pensiero. Per portare la Cina nella Nuova Era e farla diventare "prospera e potente". Come insegna il nuovo Timoniere.