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Afghanistan, il lungo cammino di Samira: “Pakistan, ultima frontiera"

Afghani al confine con il Pakistan (afp)
La linea che divide i due Paesi è porosa: da qui sono passate decine di migliaia di persone negli ultimi 30 anni. Ora è in arrivo una nuova ondata
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PESHAWAR - Samira è passata. Ha finto di essere in fin di vita e, in un certo senso, è la descrizione migliore del suo stato d'animo da quando i talebani si sono ripresi l'Afghanistan. Ha provato a simulare uno svenimento davanti alle guardie armate, ma niente da fare. A quel punto, dopo due giorni e due notti trascorse per terra a implorare, ha capito qual è la chiave che può aprire la Porta dell'Amicizia: 36.000 rupie pachistane, circa 180 euro, consegnate nelle mani di uno sconosciuto, quasi sicuramente un passeur, che, nel formicaio polveroso e pericoloso di Spin Boldak, è riuscito a far attraversare la frontiera a lei, alla figlia di tre anni e al cognato.

Samira è passata, ma altre migliaia di afghani sono impantanati ai valichi. Lungo i 2.600 chilometri che separano l'Afghanistan e il Pakistan ce ne sono 78: per 17 il governo di Islamabad ha ordinato il rafforzamento del personale di polizia, per 2 - il valico di Torkha…

PESHAWAR - Samira è passata. Ha finto di essere in fin di vita e, in un certo senso, è la descrizione migliore del suo stato d'animo da quando i talebani si sono ripresi l'Afghanistan. Ha provato a simulare uno svenimento davanti alle guardie armate, ma niente da fare. A quel punto, dopo due giorni e due notti trascorse per terra a implorare, ha capito qual è la chiave che può aprire la Porta dell'Amicizia: 36.000 rupie pachistane, circa 180 euro, consegnate nelle mani di uno sconosciuto, quasi sicuramente un passeur, che, nel formicaio polveroso e pericoloso di Spin Boldak, è riuscito a far attraversare la frontiera a lei, alla figlia di tre anni e al cognato.

Samira è passata, ma altre migliaia di afghani sono impantanati ai valichi. Lungo i 2.600 chilometri che separano l'Afghanistan e il Pakistan ce ne sono 78: per 17 il governo di Islamabad ha ordinato il rafforzamento del personale di polizia, per 2 - il valico di Torkham a nord e quello di Chaman nel Balochistan dove c'è appunto la Porta dell'Amicizia - il livello di allerta è massimo.

 

Per due motivi. Il primo. Sono da sempre i più trafficati. A Torkham, da cui si passa per raggiungere Kabul in autostrada, viaggiano migliaia di camionisti. A Chaman, invece, aprono ai civili a piedi. Mostrando il passaporto e la tazkira, la carta di identità, chi abita nella provincia di Kandahar può andare in Pakistan per lavoro o per accedere agli ospedali di Quetta. Solitamente da Chaman transitano 4mila persone, escono la mattina e rientrano la sera. Fonti locali, però, riferiscono che con la nascita del nuovo Emirato islamico il flusso in uscita è aumentato a 20 mila. E in rete circolano foto e video di colonne di afghani sfiancati che spingono carretti di legno con dentro vestiti, masserizie, povere cose. Alcuni sono di etnia pashtun, la stessa dei talebani. Il governo pachistano, in ogni caso, non sta concedendo a nessuno la possibilità di fare domanda di asilo.

 

Il secondo motivo lo racconta il marito di Samira. Si chiama Nadir, è di Ghazni (3 ore di macchina da Kabul) ed è rifugiato da tre anni in Italia. Vive in provincia di Massa Carrara con la protezione internazionale e fa il saldatore in un capannone. "A Spin Boldak, il versante afghano davanti a Chaman, la folla teme le bombe. Guardate le foto, sembra di rivedere l'aeroporto Hamid Karzai di Kabul...i terroristi possono colpire anche lì, è un obiettivo perfetto. Samira ha pagato per la paura dei kamikaze, ora sta andando a piedi verso Islamabad". Ad aspettarla, nella capitale, un visto rilasciato dal Viminale. Filippo Miraglia, responsabile dell'area sociale dell'Arci, che sta seguendo la loro storia. "Ci ha chiamato Nadir quando a dicembre ha ottenuto dal ministero dell'Interno l'autorizzazione al ricongiungimento familiare della moglie e della figlia - spiega - l'ufficio preposto dell'ambasciata italiana a Kabul è chiuso da un anno, quindi la signora deve andare fisicamente a Islamabad".

Avere notizie certe dal confine è impossibile. Anche l'Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, pur segnalando il rischio di un possibile esodo di mezzo milione di afghani nelle prossime settimane, riferisce di non avere elementi per confermare che tale esodo sia già cominciato. "I numeri dei transfrontalieri sono più o meno i soliti".

 


Tutto si confonde e si mescola, quel che viene riferito la mattina è smentito la sera. Come la sparatoria di ieri a Torkham: inizialmente è stato detto che la polizia pachistana aveva ucciso due contadini connazionali durante una protesta per l'esproprio della terra, Nel pomeriggio i due contadini morti sono diventati quattro bambini, i quattro bambini si sono trasformati poi in sei afghani uccisi nel tentativo di entrare. Il generale Babar Iftikhar, direttore della comunicazione delle forze armate pachistane, è apparso in televisione, dice che la situazione alla frontiera è sotto controllo. Non riscontriamo problemi". È confermato invece l'assalto jihadista a una postazione militare avvenuto nel distretto del Basso Dir, a nord di Peshawar: secondo fonti governative, un terrorista proveniente dall'Afghanistan è stato ucciso, altri due sono stati feriti. Si sa solo questo, niente altro.Quando ci si avvicina alla linea Durand, sale la nebbia.