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Biden: "Probabile un nuovo attentato a Kabul nelle prossime ore"

(ansa)

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Allerta terrorismo anche fuori dai confini afghani. Un drone ha ucciso due leader dello Stato islamico del Khorasan, il gruppo responsabile dell’attacco kamikaze all'aeroporto. Il presidente: "Non sarà l'ultimo colpo all'Isis-K"
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NEW YORK - "Il colpo che le nostre forze hanno sferrato contro l'Isis-K non sarà l'ultimo - dichiara Joe Biden - continueremo a dare la caccia a chiunque sia coinvolto nell'attacco odioso contro i nostri soldati e i civili innocenti. Ma l'allarme terrorismo resta ai massimi, i miei comandanti mi informano che un altro attentato è altamente probabile nelle prossime 24-36 ore". Le parole del presidente arrivano in serata, preannunciate nella conferenza stampa al Dipartimento della Difesa. "L'allarme per attentati terroristici non finisce: né all'aeroporto di Kabul, né nel resto dell'Afghanistan o altrove". È il Pentagono stesso a non voler sopravvalutare l'impatto del raid aereo con cui ha ucciso due esponenti dell'Isis-K.

L'attacco, operato con dei droni, è avvenuto all'alba di sabato nella provincia di Nangarhar. Secondo i militari americani i due uccisi erano "pianificatori…

NEW YORK - "Il colpo che le nostre forze hanno sferrato contro l'Isis-K non sarà l'ultimo - dichiara Joe Biden - continueremo a dare la caccia a chiunque sia coinvolto nell'attacco odioso contro i nostri soldati e i civili innocenti. Ma l'allarme terrorismo resta ai massimi, i miei comandanti mi informano che un altro attentato è altamente probabile nelle prossime 24-36 ore". Le parole del presidente arrivano in serata, preannunciate nella conferenza stampa al Dipartimento della Difesa. "L'allarme per attentati terroristici non finisce: né all'aeroporto di Kabul, né nel resto dell'Afghanistan o altrove". È il Pentagono stesso a non voler sopravvalutare l'impatto del raid aereo con cui ha ucciso due esponenti dell'Isis-K.

L'attacco, operato con dei droni, è avvenuto all'alba di sabato nella provincia di Nangarhar. Secondo i militari americani i due uccisi erano "pianificatori e organizzatori" dell'Isis-K, senza però che questo comporti la certezza di un loro ruolo diretto nell'attentato suicida all'aeroporto di Kabul, che giovedì ha ucciso 13 soldati Usa e un centinaio di civili afghani. La caccia ai terroristi continua, e il Pentagono resta molto cauto anche dopo il blitz dei droni andato a segno. "Hanno perso due uomini - dichiara il portavoce della Difesa John Kirby - e quindi si è ridotta la loro capacità di pianificare e realizzare attentati, ma non ci illudiamo, neanche per un minuto possiamo abbassare la guardia e pensare di essere più sicuri".

La missione dei droni, autorizzata da Joe Biden, è avvenuta a meno di 48 ore dalla strage di Kabul e dopo che il presidente aveva promesso di punire i colpevoli. I nomi dei due islamisti uccisi non è stato reso noto. La velocità della reazione americana era prevedibile, ricorda quanto gli Stati Uniti abbiano mantenuto una capacità d'intervento anche senza affidarsi a truppe terrestri. "Abbiamo la capacità - ha detto Kirby - di portare al termine operazioni di anti-terrorismo a lunga distanza, e ci difenderemo", riferendosi in particolare alle basi militari americane nel Golfo Persico. Ma i raid dei droni hanno dei limiti, la loro efficacia dipende dalla qualità dell'intelligence, e le informazioni sui gruppi terroristici possono dipendere da fonti sul terreno.

 

Una volta abbandonato l'Afghanistan, gli Stati Uniti possono continuare a fare spionaggio dai cieli e usando l'arsenale sofisticato delle loro tecnologie; devono anche appoggiarsi sui talebani (se questi vogliono cooperare), sui servizi segreti pachistani (altro partner imprevedibile), o sulle repubbliche limitrofe dell'Asia centrale per sapere dove l'Isis abbia delle basi. Fra le critiche rivolte a Biden, diversi repubblicani gli rimproverano di avere riportato l'Afghanistan alla situazione del 2001, quando era una base da cui Al Qaeda preparò l'attacco dell'11 settembre. La strage di giovedì a Kabul ha aumentato l'allarme e la consapevolezza del pericolo anche al di là dell'Afghanistan. C'è il timore che qualche terrorista dell'Isis possa essersi infiltrato fra gli afghani evacuati verso le basi americane nel Golfo Persico e diretti in ultima istanza negli Stati Uniti. Il dibattito sull'accoglienza dei profughi, che vede sempre i repubblicani su una posizione più critica, si complica con la nuova dimensione acquisita dalla minaccia terroristica dopo l'attacco suicida di giovedì.

In parallelo il Pentagono cerca di rispondere a un'altra accusa che l'opposizione repubblicana lancia contro l'Amministrazione Biden: quella di abbandonare nelle mani dei talebani un arsenale massiccio e sofisticato di armamenti made in Usa. Una "detonazione controllata" ha distrutto ieri Eagle Base, una base della Cia che era anche un deposito di apparecchiature tecnologiche e di dati. Una parte degli arsenali però sono già sotto il controllo dei talebani.

 

Biden non ha cambiato i termini del piano d'evacuazione, la morte dei 13 soldati lo ha confortato nell'idea che le truppe vanno ritirate al più presto possibile. Perciò già ieri - pur proseguendo l'evacuazione - il dispositivo militare americano all'aeroporto di Kabul aveva cominciato a ridursi, e rimanevano meno di 4.000 soldati rispetto ai 6.000 iniziali. La fase finale del ritiro è iniziata. La Casa Bianca ha confermato il dialogo in corso con i talebani, per rendere possibili rientri di cittadini americani anche dopo la scadenza del 31 agosto, quando cioè non ci saranno più truppe Usa a Kabul e l'aeroporto sarà interamente sotto il controllo dei talebani.