Londra, per aiutare i poveri il governo Johnson vuole l'insegnante più severa del Regno Unito
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA. La chiamano “l’insegnante più severa d’Inghilterra”. Nella scuola di cui è preside e fondatrice a Londra, gli studenti ricevono punizioni o sospensioni anche soltanto per avere dimenticato di portare con sé una matita o una penna, o perché parlano nei corridoi durante le lezioni. Tuttavia gli ispettori del ministero dell’Istruzione hanno assegnato al liceo da lei diretto l’ambita etichetta di “eccezionale” e più di metà di tutti i voti sono sopra il 7. Adesso Katharine Birbalsingh è la favorita per la nomina a commissaria alla mobilità sociale, un incarico governativo che ha il compito di promuovere il miglioramento delle condizioni di vita per i più poveri.
Cresciuta in una famiglia di immigrati, il padre dall’India, la madre dalla Giamaica, l’inflessibile professoressa sembrerebbe una candidata ideale per la mobilità sociale, ma c’&egr…
LONDRA. La chiamano “l’insegnante più severa d’Inghilterra”. Nella scuola di cui è preside e fondatrice a Londra, gli studenti ricevono punizioni o sospensioni anche soltanto per avere dimenticato di portare con sé una matita o una penna, o perché parlano nei corridoi durante le lezioni. Tuttavia gli ispettori del ministero dell’Istruzione hanno assegnato al liceo da lei diretto l’ambita etichetta di “eccezionale” e più di metà di tutti i voti sono sopra il 7. Adesso Katharine Birbalsingh è la favorita per la nomina a commissaria alla mobilità sociale, un incarico governativo che ha il compito di promuovere il miglioramento delle condizioni di vita per i più poveri.
Cresciuta in una famiglia di immigrati, il padre dall’India, la madre dalla Giamaica, l’inflessibile professoressa sembrerebbe una candidata ideale per la mobilità sociale, ma c’è un problema: su di lei circola una controversia a sfondo politico e razziale. Dieci anni fa, in un discorso che suscitò forti polemiche al congresso del partito conservatore, Birbalsingh affermò che il sistema scolastico britannico non funziona a causa della insufficiente disciplina. “Se continuiamo a dire agli insegnanti che sono razzisti perché cercano di imporre la disciplina ai ragazzi neri”, disse davanti all’allora ministro dell’Istruzione Michael Gove, “la scuola finisce per smettere di rimproverare questi alunni e il risultato è il caos”.
Nella polemica che ne seguì, la prof perse il posto. Quattro anni più tardi ha fondato la Michael Free School, una scuola secondaria superiore per studenti dagli 11 ai 18 anni, imponendo la sua filosofia e ottenendo ottimi risultati accademici. Nel 2016 ha rincarato la dose dicendo: “Penso che tutte le scuole dovrebbero essere super severe. Credo che gli alunni diano il meglio in un ambiente strutturato in cui si fanno rispettare le regole”. Un punto di vista che ricorda quello della docente cinese Amy Chua nel suo best-seller internazionale di qualche anno fa sulle “tiger moms”, le madri-tigre che spingono i figli ad avere successo in ambito accademico con metodi educativi molto rigidi.
La questione suscita ampio dibattito in un paese come il Regno Unito, che ha ottime scuole private, ma costosissime e frequentate soltanto dal 7 per cento degli studenti, i figli delle famiglie più abbienti, mentre il quadro delle scuole statali è contraddittorio, con alcune eccellenze e molte, specie nei quartieri più poveri, alle prese con indisciplina, bullismo, violenza e cattivi risultati accademici. Sottolineando l’esigenza di imporre la disciplina ai “ragazzi neri”, la professoressa Birbalsingh è stata accusata di discriminazione razziale. Ma è anche vero che i ragazzi neri sono mediamente quelli che faticano di più a emergere e ad iscriversi all’università, rispetto ad altre minoranze come quelle asiatiche. Nel fenomeno vanno considerati anche i ragazzi di famiglie povere bianche, che spesso hanno maggiori difficoltà a scuola dei giovani di origine asiatica.
A questo si aggiunge il fatto che, con l’intervento al congresso dei Tories, l’insegnante più severa d’Inghilterra ha implicitamente manifestato le sue simpatie politiche per il partito attualmente guidato da Boris Johnson, mentre l’incarico di “Commissioner on social mobility” dovrebbe essere bipartisan, apolitico. “Non sono una conservatrice - dichiara Birbalsingh al Times -i media se lo mettano in testa. Mi sono candidata a questo posto ma non ho ancora ricevuto risposta”. Un portavoce governativo si limita a dire che è cominciato il processo di selezione. Comunque finisca, la questione rimane aperta e probabilmente non vale solo per l’Inghilterra: fino a che punto è necessaria una maggiore disciplina nella scuola?