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Afghanistan, arrivano i primi aiuti Onu

Talebani all'aeroporto di Kabul dopo averne preso il controllo (ansa)
L’Oms fa atterrare un volo a Mazar-I-Sharif, ritenuta più sicura della capitale. E anche altre organizzazioni umanitarie potrebbero attivare un ponte aereo nella città, grazie alla collaborazione del Pakistan
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L’Afghanistan è in ginocchio e servono al più presto aiuti umanitari. Scarseggiano kit di pronto soccorso e medicinali, i farmaci per le emergenze rimasti sono sufficienti solo per alcuni giorni e con l’aeroporto di Kabul nel caos l’unica via sembra sia stabilire un ponte aereo con la città della Moschea Blu, snodo commerciale nel nord del Paese. Lo scalo di Mazar-i-Sharif era la base dei Tornado tedeschi, ha un’area fortificata e nel 2013 è stato ampliato con un nuovo terminal internazionale. E soprattutto lì, al momento, non si registra la presenza di Isis-K.

L’ Organizzazione mondiale della sanità con la collaborazione delle autorità pachistane ha…

L’Afghanistan è in ginocchio e servono al più presto aiuti umanitari. Scarseggiano kit di pronto soccorso e medicinali, i farmaci per le emergenze rimasti sono sufficienti solo per alcuni giorni e con l’aeroporto di Kabul nel caos l’unica via sembra sia stabilire un ponte aereo con la città della Moschea Blu, snodo commerciale nel nord del Paese. Lo scalo di Mazar-i-Sharif era la base dei Tornado tedeschi, ha un’area fortificata e nel 2013 è stato ampliato con un nuovo terminal internazionale. E soprattutto lì, al momento, non si registra la presenza di Isis-K.

L’ Organizzazione mondiale della sanità con la collaborazione delle autorità pachistane ha fatto atterrare il suo primo Boeing 777 carico di oltre 12 tonnellate di medicine e attrezzature mediche utili per assistere 200mila malati, sostenere 3500 interventi chirurgici e curare 6500 pazienti affetti da traumi. Dall’Oms fanno sapere però che l’agenzia è stata in grado di "colmare in parte le scorte", basteranno solo per qualche giorno. Il punto centrale è "che nessuna autorità dell'aviazione civile funziona e al momento, a causa di problemi di sicurezza” ha spiegato il direttore per le emergenze regionali Rick Brennan e, dopo gli attentati, le tariffe assicurative per far atterrare i cargo sono aumentate a dismisura.

La situazione già critica- con metà dei bambini afghani sotto i cinque anni gravemente malnutriti a causa della seconda siccità in quattro anni e una pandemia in corso- sta diventando catastrofica ed è il motivo per cui l’Oms sta tentando di stabilire una porta d’accesso nel nord del Paese. La gestione dell’aeroporto di Kabul ormai è nelle mani dei talebani, ma sono privi di controllori e personale in grado di mantenere operativo lo scalo. Ci sono trattative avanzate per affidarlo a specialisti mandati da Turchia e Qatar, le nazioni più vicine ai nuovi padroni dell’Afghanistan. Ma non si sa come difendere lo scalo, circondato di palazzi, dagli attentati dell’Isis-K.

Mazar-I-Sharif quindi potrebbe diventare l’hub di tutti gli aiuti umanitari. Anche il World Food Programme della Nazioni unite sta cercando di organizzare un ponte aereo diretto verso la città, sempre partendo dal Pakistan. Il portavoce Stéphane Dujarric ne ha parlato alcuni giorni fa: Kabul viene esclusa per motivi di sicurezza: “Stiamo cercando un vettore, abbiamo già a disposizione 18 milioni di dollari per il trasporto di passeggeri e 12 milioni per i carichi di alimenti”.