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Afghanistan, l'urlo che abbatte i razzi: come funziona il C-Ram

Razzi sparati nei pressi dell'aeroporto di Kabul 
Come opera l'arma a canne rotate con cui gli americani hanno fermato gli ordigni dell'Isis. Una falange di proiettili guidata dall'intelligenza artificiale, che provoca un suono mostruoso: "Ricorda le trombe dell'apocalisse"
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È un rumore indescrivibile. Prima un rombo cupo, che si sente a chilometri di distanza, poi una coda di esplosioni. Lo hanno paragonato a un urlo alieno, al vortice di un tifone, arrivando a evocare “le trombe dell’apocalisse”. Ma per tantissimi soldati il suono del C-Ram Centurion, il sistema antimissile entrato in azione ieri a Kabul per abbattere i razzi lanciati dall’Isis-K contro l’aeroporto, significa la salvezza.

Se i droni sono stati la spada dell’America nella guerra globale contro il terrore, il C-Ram ne è diventato lo scudo. Nei primi anni dell’intervento in Afghanistan e in Iraq gli accampamenti delle truppe occidentali erano il bersaglio preferito dei…

È un rumore indescrivibile. Prima un rombo cupo, che si sente a chilometri di distanza, poi una coda di esplosioni. Lo hanno paragonato a un urlo alieno, al vortice di un tifone, arrivando a evocare “le trombe dell’apocalisse”. Ma per tantissimi soldati il suono del C-Ram Centurion, il sistema antimissile entrato in azione ieri a Kabul per abbattere i razzi lanciati dall’Isis-K contro l’aeroporto, significa la salvezza.

Se i droni sono stati la spada dell’America nella guerra globale contro il terrore, il C-Ram ne è diventato lo scudo. Nei primi anni dell’intervento in Afghanistan e in Iraq gli accampamenti delle truppe occidentali erano il bersaglio preferito dei jihadisti. Di notte facevano piovere raffiche di razzi da 107 millimetri, facili da usare ed estremamente micidiali: era stata la Cia a consigliarne l’uso ai mujaheddin afghani che combattevano contro l’Armata Rossa, fornendogli queste armi concepite per le katyusha russe e prodotte in Cina, in Pakistan o in Egitto. Spesso, i guerriglieri li posizionavano a un paio di chilometri dalle basi, collegandoli a un timer; poi scappavano e osservavano il lancio da una postazione sicura.

Afghanistan, l'urlo che abbatte i missili dell'Isis-K

Questi razzi, assieme alle bombe da mortaio, hanno devastato il sonno dei militari della Nato. Le sirene scattavano dopo la prima esplosione e tutti correvano in bunker d’emergenza: due massicce lastre di cemento messe a V, le uniche in grado di fermarne la corsa dirompente dell’ordigno. Anche molti soldati italiani, nei fortini del Gulistan o di Nassiriya, sono stati uccisi e feriti da queste armi.

Poi è arrivato il C-Ram, nelle varie versioni. Il principio è lo stesso della famosa Iron Dome – letteralmente “cupola d’acciaio” – israeliana: un radar avvista il razzo, poi un sistema di intelligenza artificiale calcola la traiettoria e stabilisce il puntamento delle armi difensive, correggendolo fino all’ultimo grazie alle informazioni di un sensore all’infrarosso che segue il calore dei razzi. Mentre il sistema israeliano usa missili per abbatterli, i C-Ram statunitensi e europei invece impiegano cannoni a tiro rapido. Il più diffuso si chiama Phalanx, ossia Falange, perché agisce come lo storico schieramento macedone: spara un muro di proiettili che avanzano nel cielo fino a scontrarsi con l’aggressore.

Il Phalanx era stato inventato per difendere le navi dagli attacchi missilistici, poi i tecnici lo hanno adattato su un container mobile, che pesa comunque oltre 25 tonnellate. Dal 2013 il Pentagono lo ha diffuso in modo massiccio, per proteggere aeroporti, ambasciate e caserme nelle zone più pericolose del pianeta. Ce n’era uno pure nella sede diplomatica di Kabul, abbandonata di corsa a ferragosto: non potendolo portare via, gli americani lo hanno fatto saltare in aria. Costava più di dieci milioni di dollari.

La sua caratteristica sono le sei canne che ruotano per garantire un volume di fuoco impressionante: tra le 50 e le 100 cartucce al secondo. Sono proiettili velocissimi, con una testata esplosiva, che creano una barriera lungo il tragitto del razzo fino a distruggerlo. In genere per intercettare un singolo razzo se ne impiegano trecento.

Su YouTube ci sono decine di video che mostrano le scene di questi duelli notturni: si sentono le sirene di allarme, si vede in lontananza la scia luminosa del razzo in arrivo. Poi il suono mostruoso, generato dalla rotazione delle canne, e una sorta di stella cometa che spacca l’oscurità: le centinaia di proiettili che scoppiano nel buio. Quello che è accaduto l’altra notte sulla pista della capitale afghana, dove “la Falange” ha impedito che cinque ordigni piombassero sugli aerei della ritirata statunitense.