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Afghanistan, bufera sui "cani-soldato" abbandonati. Ma gli Usa: "Li abbiamo con noi, lasciati solo i randagi"

(reuters)
Il Pentagono nega di aver dimenticato a Kabul gli animali che hanno lavorato al fianco delle truppe americane. Alla fine delle operazioni di evacuazione decine di animalisti e politici avevano criticato l'amministrazione Biden sui social
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Decine di "soldati K-9" - cani addestrati per affiancare le truppe americane nelle operazioni in Afghanistan - aspettano di essere evacuati su uno degli aerei in partenza per gli Stati Uniti dall’aeroporto di Kabul. In fila, davanti a un aereo militare, i militari a quattro zampe, ma “c’è solo un volo per i civili questa notte, e nessun cane ci potrà salire”. La foto postata su Twitter dal gruppo Veteran sheepdogs of America e il commento, un aggiornamento della situazione si legge in maiuscolo, ha fatto il giro dei social network inasprendo la polemica secondo cui l’amministrazione Biden avrebbe lasciato questi animali a morire in Afghanistan. Il sentimento condiviso da molti sui social è che il presidente americano “non ha solo abbandonato i nostri cittadini e partner afghani, ma anche condannato a morte dozzine di cani soldato”, per citare uno dei tanti tweet.

 

Le forze statunitensi si sono ritir…

Decine di "soldati K-9" - cani addestrati per affiancare le truppe americane nelle operazioni in Afghanistan - aspettano di essere evacuati su uno degli aerei in partenza per gli Stati Uniti dall’aeroporto di Kabul. In fila, davanti a un aereo militare, i militari a quattro zampe, ma “c’è solo un volo per i civili questa notte, e nessun cane ci potrà salire”. La foto postata su Twitter dal gruppo Veteran sheepdogs of America e il commento, un aggiornamento della situazione si legge in maiuscolo, ha fatto il giro dei social network inasprendo la polemica secondo cui l’amministrazione Biden avrebbe lasciato questi animali a morire in Afghanistan. Il sentimento condiviso da molti sui social è che il presidente americano “non ha solo abbandonato i nostri cittadini e partner afghani, ma anche condannato a morte dozzine di cani soldato”, per citare uno dei tanti tweet.

 

Le forze statunitensi si sono ritirate dal Paese nelle prime ore di martedì, rispettando la scadenza del presidente Joe Biden per il ritiro. Secondo il Dipartimento della Difesa  più di 124 mila persone sono state evacuate nel più grande ponte aereo nella storia degli Stati Uniti.Ma con la fine delle operazioni animalisti, politici e amanti degli animani hanno lanciato l'allarme online e criticato il governo per non aver evacuato i soldati a quattro zampe.

“Questi cani coraggiosi svolgono lo stesso lavoro pericoloso e salvavita dei nostri cani militari. Meritano un destino migliore di quello a cui sono stati condannati”, ha denunciato in una lettera aperta il Dr. Robin R. Ganzert, presidente e CEO di American Humane. L’organizzazione umanitaria impegnata da più di cento anni nella salvaguardia degli animali militari. Un lavoro iniziato sui sanguinosi campi di battaglia della prima guerra mondiale. “Ci disgusta restare seduti a guardare questi cani coraggiosi che valorosamente hanno servito il nostro Paese essere condannati a morte o peggio”, continua la lettera che chiede al governo di impedire che i soldati K-9 seguano lo stesso destino degli animali abbandonati in Vietnam.

 

Il Pentagono ha contestato queste affermazioni, assicurando ai cittadini di aver evacuato tutti gli animali che avevano lavorato con gli Stati Uniti durante le operazioni in Afghanistan. “Per correggere report errati, l'esercito americano non ha lasciato alcun cane in gabbia all'aeroporto internazionale di Hamid Karzai, inclusi i cani da lavoro militari segnalati", ha affermato Eric Pahon, portavoce del Dipartimento della Difesa, riferendosi alla foto diffusa online. Precisando che si trattava di animali sotto la cura del Kabul Small Animal Rescue, “associazione per cui le forze statunitensi hanno fatto di tutto” ha detto Pahon.

Il Dipartimento della Difesa ha citato le "norme doganali" come un ostacolo all'evacuazione dei "cani randagi". Il Centro statunitense per il controllo e la prevenzione delle malattie vieta, infatti, il trasporto di cani da Paesi con un'alta incidenza di rabbia, e l'Afghanistan è tra questi. Per questo motivo, non è stato possibile salvare tutti. Ma gli animali che hanno contribuito al lavoro delle truppe americane sul suolo afghano hanno lasciato Kabul, insieme ai loro padroni. “Non li avremmo mai lasciati indietro, suggerire il contrario è ridicolo”, conclude Pahon.