Polonia, stato d'emergenza al confine bielorusso per bloccare i profughi
di Andrea Tarquini , di Andrea TarquiniBERLINO - Gravissima, pericolosa situazione di tensione militare e umanitaria al confine orientale della Nato. Il più forte membro orientale dell'Alleanza, la Polonia del premier sovranista Mateusz Morawiecki, passa allo stato d'emergenza al confine bielorusso per bloccare esuli sia afghani sia iracheni sia bielorussi. Sono almeno una trentina, dice il primo ministro, ma secondo lui il dittatore bielorusso Lukashenko li spinge a ovest per provocare e destabilizzare alleanza e Unione europea con una nuova crisi di profughi. Per cui le forze armate e la guardia di frontiera polacche hanno già eretto in corsa un muro-reticolato simile a quello ungherese lungo tutto il confine con la Bielorussia.
Si sono coordinati solo con la Lituania, ma con nessun altro alleato e partner Nato e Ue. Invano la Ue e l'Alto commissariato delle Nazioni Unite hanno protestato esigendo da Varsavia la garanzia del soccorso soprattutto per gli afghani in fuga dal terror…
BERLINO - Gravissima, pericolosa situazione di tensione militare e umanitaria al confine orientale della Nato. Il più forte membro orientale dell'Alleanza, la Polonia del premier sovranista Mateusz Morawiecki, passa allo stato d'emergenza al confine bielorusso per bloccare esuli sia afghani sia iracheni sia bielorussi. Sono almeno una trentina, dice il primo ministro, ma secondo lui il dittatore bielorusso Lukashenko li spinge a ovest per provocare e destabilizzare alleanza e Unione europea con una nuova crisi di profughi. Per cui le forze armate e la guardia di frontiera polacche hanno già eretto in corsa un muro-reticolato simile a quello ungherese lungo tutto il confine con la Bielorussia.
Si sono coordinati solo con la Lituania, ma con nessun altro alleato e partner Nato e Ue. Invano la Ue e l'Alto commissariato delle Nazioni Unite hanno protestato esigendo da Varsavia la garanzia del soccorso soprattutto per gli afghani in fuga dal terrore del regime talebano. La Polonia ha risposto picche, e ha inviato alla frontiera rinforzi militari di ogni tipo: droni da ricognizione, i droni armati che sta ricevendo dalla Turchia, squadriglie della sua modernissima aviazione, truppe speciali, moderni mezzi blindati pesanti e leggeri.
Pochi giorni fa attivisti polacchi delle Ong per i diritti umani hanno tentato di aprire un varco nel muro per salvare gli esuli, che restano affamati e senza medicine né soccorsi nella terra di nessuno. Sono stati arrestati da una pattuglia della Straz Graniczna (Guardia di frontiera) in assetto di guerra, denunciati, e poi subito i militari hanno richiuso la breccia nel Muro polacco.
Ufficialmente tocca al Sejm (Camera bassa) discutere dello stato d'emergenza giovedí o venerdí, poi se approvato lo stato d'emergenza deve essere firmato con la massima urgenza entro lunedì dal capo dello Stato obbediente alla maggioranza sovranista, Andrzej Duda. Ma di fatto dispositivo e misure tecniche e militari sono già in funzione. Nonostante il governo dica che la mortale minaccia alla nazione sia un gruppo di massimo una trentina di esuli.
La Polonia, come la sua amica Ungheria di Orbán, come è noto ha aperto uno scontro all'interno di Unione europea e Alleanza atlantica dichiarando il suo rifiuto totale di accogliere anche un solo afghano e di offrire solidarietà agli alleati sul tema. Orbán ha usato toni pesantissimi ai confini della volgarità e dell'infedeltà alla Nato, paragonando il ritiro americano alla politica di dure critiche dell'amministrazione Biden contro autoritarismo e violazioni dello Stato di diritto nelle due autocrazie sovraniste e alla politica sovietica verso gli allora Paesi satelliti. Tace però, ovviamente, su chi iniziò la guerra afghana, la Russia del suo amico Putin, nel 1978 ispirando il golpe contro il sovrano riformista Mohammed Zahir Shah, fautore di gender equality e coesistenza tra tribú religioni e popoli.
Il governo polacco dice: "Dobbiamo fermare l'attività aggressiva ibrida condotta con profughi e migranti contro noi e Stati baltici da Lukashenko fantoccio di Mosca, vogliono destabilizzare i nostri paesi". Negli ultimi tempi in Polonia si sono fatti duri i controlli di polizia sui numerosi esuli bielorussi, e alla frontiera, su una linea che tocca 183 località, i migliori reparti militari polacchi sono pronti a tutto, anche a sparare su civili in fuga. Secondo le opposizioni polacche, la decisione dello Stato d'emergenza, che durerà almeno 30 giorni, è dovuta a nascondere il crescente malcontento della società civile polacca contro le crescenti svolte autoritarie, xenofobe, omofobe e razziste (vedi la mostra negazionista aperta in un museo statale a Varsavia) e a diffamare le Ong che offrono aiuto ai profughi sia afghani sia bielorussi, in linea con le richieste delle Nazioni Unite.