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Afghanistan, Pentagono: "Cooperazione possibile tra Usa e talebani contro l'Isis-K"

Il segretario della Difesa Lloyd Austin , a sinistra, e il capo di Stato maggiore dell'esercito americano Mark Milley durante la conferenza stampa del Pentagono  (afp)
Il generale Mark Milley non ha escluso un coordinamento con gli studenti coranici contro il terrorismo. Ma il segretario alla Difesa Austin frena
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"In guerra si deve fare quello che devi per ridurre il rischio, non necessariamente quello che vorresti fare", così il capo di Stato maggiore dell’esercito americano, il generale Mark Milley, ha commentato la cooperazione con i talebani durante le operazioni di evacuazione dall’aeroporto di Kabul. Un accordo nato dalla convenienza più che dalla volontà di fornire le basi per le relazioni future tra i due governi.

Ma durante la conferenza stampa del Pentagono Milley ha ammesso che “è possibile” che gli Stati Uniti cerchino di coordinarsi per condurre operazioni di anti-terrorismo contro l’Isis-K. Lo Stato islamico della provincia del Khorasan, affiliato dell’Isis in Afghanistan, è un nemico comune a Stati Uniti e talebani e il presidente americano Joe Biden ha più volte sottolineato l’interesse condiviso dai due.

 

"In guerra si deve fare quello che devi per ridurre il rischio, non necessariamente quello che vorresti fare", così il capo di Stato maggiore dell’esercito americano, il generale Mark Milley, ha commentato la cooperazione con i talebani durante le operazioni di evacuazione dall’aeroporto di Kabul. Un accordo nato dalla convenienza più che dalla volontà di fornire le basi per le relazioni future tra i due governi.

Ma durante la conferenza stampa del Pentagono Milley ha ammesso che “è possibile” che gli Stati Uniti cerchino di coordinarsi per condurre operazioni di anti-terrorismo contro l’Isis-K. Lo Stato islamico della provincia del Khorasan, affiliato dell’Isis in Afghanistan, è un nemico comune a Stati Uniti e talebani e il presidente americano Joe Biden ha più volte sottolineato l’interesse condiviso dai due.

 

Dopo l’attentato all’aeroporto di Kabul della scorsa settimana, in cui sono morti più di 100 afghani e 13 marines americani, un drone Usa ha attaccato e ucciso due alti membri dell’Isis-K. Biden ha promesso che questi non sarebbero stati gli ultimi attacchi e che gli Stati Uniti continueranno a combattere i terroristi.

Ora che la presenza diplomatica statunitense a Kabul è stata spostata a Doha, in Qatar, e che le forze militari sul campo hanno lasciato il Paese non sarà facile prendere di mira i militanti dello Stato islamico. Anche se l’amministrazione Biden ha promesso di poter contenere i gruppi monitorandoli, e colpendoli quando necessario, con la sede in altre regioni.

 

Il generale dei marines Frank McKenzie, capo del Comando centrale degli Stati Uniti, ha descritto il rapporto degli Stati Uniti con i talebani durante l'evacuazione come "molto pragmatico e professionale", confermando che hanno contribuito a mettere in sicurezza l'aeroporto. Ma altri rapporti hanno descritto sparatorie e violenze e per impedire agli afghani di attraversare i cancelli.

Alla fine delle operazioni di evacuazione non è chiaro cosa ne sarà del rapporto tra i due e nella conferenza stampa il segretario alla Difesa, Lloyd Austin, è apparso scettico quanto Milley sulla possibilità che il coordinamento dei giorni scorsi all'aeroporto di Kabul suggerisca un futuro rapporto con i talebani.

 

Sia Austin che Milley hanno comandato le truppe americane durante i 20 anni di guerra in Afghanistan. Il secondo ha incontrato il leader dei talebani due volte lo scorso anno, l'ultima a dicembre per cercare di rallentare gli attacchi al governo afghano appoggiato dagli Stati Uniti. E il generale Milley ha definito il gruppo “spietato”, aggiungendo che resta da vedere se sia realmente cambiato.