Pakistan, l'ex ministro Hussain: “La Cina porta investimenti però non si sostituirà agli Stati Uniti”
dal nostro inviato Fabio Tonacci , dal nostro inviato Fabio TonacciIslamabad - "Sa qual è la differenza tra gli Stati Uniti e la Cina? Gli americani sono arrivati in Afghanistan con le bombe, i cinesi con gli investimenti". Il senatore pachistano Mushahid Hussain, 68 anni, è un politico navigato e un attento osservatore degli equilibri dell'Asia del Sud. È stato ministro dell'Informazione del governo Sharif dal 1997 al 1999. Fa parte della Lega Musulmana, il partito nazionalista conservatore ora all'opposizione. Soprattutto, è l'uomo che negli ultimi anni, attraverso il China-Pakistan Institute di cui è stato membro, più ha contribuito a preparare il terreno per la nuova Via della Seta.
Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha detto a Repubblica che sarà la Cina a ricostruire l'Afghanistan.
"Non mi stupisce. La Belt and Road Initiative lanciata nel 2013 da Pechino ha nel Corridoio cino-pachistano il suo pilastro. È la più importante iniziativa…
Islamabad - "Sa qual è la differenza tra gli Stati Uniti e la Cina? Gli americani sono arrivati in Afghanistan con le bombe, i cinesi con gli investimenti". Il senatore pachistano Mushahid Hussain, 68 anni, è un politico navigato e un attento osservatore degli equilibri dell'Asia del Sud. È stato ministro dell'Informazione del governo Sharif dal 1997 al 1999. Fa parte della Lega Musulmana, il partito nazionalista conservatore ora all'opposizione. Soprattutto, è l'uomo che negli ultimi anni, attraverso il China-Pakistan Institute di cui è stato membro, più ha contribuito a preparare il terreno per la nuova Via della Seta.
Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha detto a Repubblica che sarà la Cina a ricostruire l'Afghanistan.
"Non mi stupisce. La Belt and Road Initiative lanciata nel 2013 da Pechino ha nel Corridoio cino-pachistano il suo pilastro. È la più importante iniziativa diplomatica del 21esimo secolo. Avremo nuove ferrovie, strade, oleodotti. Ha già creato 300 mila posti di lavoro nel mondo, 75 mila solo in Pakistan. La Cina proverà a includere l'Afghanistan nel vasto programma di espansione commerciale verso Ovest".
A quanto ammonta l'investimento?
"Mille miliardi di dollari. Le faccio un paragone: per la guerra al terrorismo gli Stati Uniti hanno speso, o forse è meglio dire sprecato, quasi 6mila miliardi e mezzo".
La Cina diventerà il vero padrone politico ed economico dell'area, non crede?
"I cinesi non sono così stupidi da sostituirsi agli Stati Uniti, hanno visto cosa può accadere a chi pretende di esercitare quel ruolo. Non hanno interessi egemonici e di influenza".
Come fa a esserne così sicuro? Quali garanzie vi hanno offerto?
"Ci hanno offerto cooperazione, connettività e sviluppo".
A Kabul i talebani stanno per annunciare la formazione del governo. Qual è l'approccio del Pakistan alla crisi afghana?
"Il cauto ottimismo. Ottimismo perché finora si è evitata la guerra civile e i talebani si sono comportati diversamente rispetto a 25 anni fa. Cautela perché la situazione è fluida: Al Qaeda, Isis-K, e il Ttp possono ostacolare il pieno controllo del territorio. E ci sono soggetti, come l'India, interessati a destabilizzare. In ogni caso, il Pakistan sta giocando un ruolo da protagonista nella gestione della crisi umanitaria".
Veramente il vostro governo non accetta le domanda di asilo dei profughi afghani.
"Perché ne accogliamo già 1,5 milioni. Siamo un Paese di transito, li facciamo entrare ma per andare in altri Stati. Le nostre ambasciate sono aperte per i visti".
Il Pakistan è davvero in grado di controllare i talebani o di funzionare da garante?
"Nessuno può farlo. Ricordatevi che gli afghani hanno sconfitto la superpotenza del diciannovesimo secolo, la Gran Bretagna, hanno sconfitto la superpotenza del ventesimo secolo, la Russia, e hanno sconfitto la superpotenza del 21esimo secolo, gli Stati Uniti. Certo, è vero che abbiamo influenza su di loro perché li conosciamo, le loro famiglie vivono anche nelle nostre città, abbiamo un confine in comune di 2.600 chilometri che è poroso. Però non siamo i loro garanti. I talebani decidono da soli".
Riconoscerete l'Emirato anche se non dovesse rispettare i diritti umani, come avete fatto nel 1996?
"Non è l'Afghanistan del 1996 e non sono gli stessi talebani. Se parliamo di diritti umani, allora parliamo anche delle famiglie afghane uccise dagli americani a Kabul alcuni giorni fa. A prescindere dalla posizione che assumeranno l'Unione Europea e i Paesi Nato, il Pakistan riconoscerà il governo talebano a tre condizioni: l'integrità dei confini, un governo inclusivo e l'impegno contro i terroristi".