Portavoce ma non solo, Psaki zittisce il giornalista: "Non sei mai stato incinta"
dal nostro corrispondente Federico Rampini , dal nostro corrispondente Federico RampiniNew York - "Lo so che lei non ha mai dovuto fare quelle scelte. Lei non è mai stato incinta. Ma per le donne, che devono affrontare queste scelte, è una prova difficile". Così Jen Psaki, la portavoce di Joe Biden, ha zittito il giornalista Owen Jensen della tv cattolica Ewtn che durante la conferenza stampa alla Casa Bianca aveva contestato la posizione del presidente sull'aborto.
"Perché il presidente sostiene l'aborto - aveva detto il reporter - mentre la sua stessa fede cattolica insegna che è moralmente sbagliato?". La risposta dI Psaki è stata sferzante. Nella sostanza: sei un uomo quindi non puoi capire, e noi donne siamo stufe di sentirci dare lezioni di morale, di religione, da chi non affronta mai le stesse prove. Psaki è una veterana nel mestiere della comunicazione politica alla Casa Bianca, ebbe diversi incarichi simili nelle due presidenze di Barack Obama. Nella biografia che lei stessa ha mess…
New York - "Lo so che lei non ha mai dovuto fare quelle scelte. Lei non è mai stato incinta. Ma per le donne, che devono affrontare queste scelte, è una prova difficile". Così Jen Psaki, la portavoce di Joe Biden, ha zittito il giornalista Owen Jensen della tv cattolica Ewtn che durante la conferenza stampa alla Casa Bianca aveva contestato la posizione del presidente sull'aborto.
"Perché il presidente sostiene l'aborto - aveva detto il reporter - mentre la sua stessa fede cattolica insegna che è moralmente sbagliato?". La risposta dI Psaki è stata sferzante. Nella sostanza: sei un uomo quindi non puoi capire, e noi donne siamo stufe di sentirci dare lezioni di morale, di religione, da chi non affronta mai le stesse prove. Psaki è una veterana nel mestiere della comunicazione politica alla Casa Bianca, ebbe diversi incarichi simili nelle due presidenze di Barack Obama. Nella biografia che lei stessa ha messo sui social media si descrive come "mamma-lavoratrice di due piccoli esseri umani".
La durezza della sua risposta è un indice dei tempi. La sala stampa della Casa Bianca è diventata un campo di battaglia, dove si affrontano tribù contrapposte. All'epoca di Donald Trump i grandi media progressisti, dalla Cnn al New York Times, istruivano un processo quotidiano al presidente e usavano l'appuntamento con il (o la) portavoce come il palcoscenico su cui amplificare la "battaglia resistenziale". Lo stesso Trump non esitava ad attaccare i giornalisti in pubblico, li additava come nemici nei comizi, gongolava quando i suoi fan urlavano insulti contro la stampa. Ma poco è cambiato con questa Amministrazione. Lo stesso Biden sfodera un atteggiamento molto più bellicoso che in passato verso i reporter che considera ostili. Apostrofa regolarmente con epiteti sarcastici il corrispondente della tv di destra FoxNews alla Casa Bianca. Di fronte a domande che giudica impertinenti e disinformate, non esita a introdurre la risposta con frasi come "lei non ha capito proprio niente".
La sua portavoce si è adeguata, soprattutto da quando è finita la "luna di miele" tra l'opinione pubblica e Biden e di conseguenza il tasso di bellicosità dei media di destra è aumentato. In primavera il presidente era parso capace di miracoli: nella campagna delle vaccinazioni, nel varo di una maxi-manovra a sostegno dei redditi delle famiglie, nel vigore della ripresa economica, nella ricostruzione di un clima di fiducia con gli alleati all'estero. L'estate ha cambiato quasi tutto in peggio.
L'evacuazione disastrosa da Kabul è solo un tassello, non il più importante. La campagna vaccinazioni incontra resistenze sopra la soglia del 70%, proprio mentre la variante Delta rallenta il ritorno pieno alla normalità in alcune attività. La ripresa economica perde qualche colpo, come dimostra il dato di ieri sull'occupazione (+235.000 posti di lavoro ad agosto, molto meno del previsto). Le prossime manovre legislative hanno un iter parlamentare in salita. La guerra dell'aborto - che lacera l'America dagli anni Sessanta - ricompatta la base democratica e questo spiega il pesante attacco di Biden contro la Corte suprema, rea di non aver bloccato una normativa del Texas che proibisce quasi tutte le interruzioni di gravidanza.
La "censura" di Psaki contro il giornalista maschio riscuote boati di approvazione a sinistra, e indignazione a destra. Dall'opposizione piovono commenti come questo: "I democratici riscoprono la biologia della procreazione, ma non erano il partito dei trans e delle adozioni da parte di coppie gay?".