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La frontiera tra Polonia e Bielorussia vicino al villaggio di Usnarz Gorny (reuters)

Polonia, muro anti-ingressi al confine con la Bielorussia. Vietato fotografarlo

Il presidente Duda firma il decreto. Stato d'emergenza lungo la frontiera
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BERLINO. In Polonia sarà vietato fotografare il muro-reticolato eretto al confine con la Bielorussia per sbarrare la strada a profughi o esuli. Il capo dello Stato Andrzej Duda, espressione della maggioranza sovranista, ha firmato ieri il decreto che ufficializza la "legalità" della barriera senza aspettare il previsto dibattito e voto del Sejm, la camera bassa del Parlamento (dove comunque il Muro sarebbe stato approvato, magari anche coi voti di Konfederacja, il partito neofascista del tacito ammiratore del Terzo Reich, Janusz Korwin-Mikke).
 
Il presidente Duda ha spiegato - come scrivono i media polacchi tra cui l´attendibile e ind…
BERLINO. In Polonia sarà vietato fotografare il muro-reticolato eretto al confine con la Bielorussia per sbarrare la strada a profughi o esuli. Il capo dello Stato Andrzej Duda, espressione della maggioranza sovranista, ha firmato ieri il decreto che ufficializza la "legalità" della barriera senza aspettare il previsto dibattito e voto del Sejm, la camera bassa del Parlamento (dove comunque il Muro sarebbe stato approvato, magari anche coi voti di Konfederacja, il partito neofascista del tacito ammiratore del Terzo Reich, Janusz Korwin-Mikke).
 
Il presidente Duda ha spiegato - come scrivono i media polacchi tra cui l´attendibile e indipendente Notesfrom Poland (NFP) - che il suo intervento sí era reso urgente e necessario con una originale argomentazione: la Polonia rischia con la "marea di migranti" un pericolo d´invasione paragonabile a quello che affrontò combattendo nel settembre 1939 contro l´aggressione militare nazista e poi anche sovietica. Una trentina di bielorussi, afgani, iracheni fermi lassù nella terra di nessuno sarebbero
insomma una minaccia paragonabile alla Wehrmacht o all´Armata rossa.
 
Il Parlamento potrà esprimersi sulla decisione non oggi, bensí lunedí o martedí. Il divieto assoluto di prendere immagini o filmare è in vigore almeno da oggi, sorvegliato dalle pattuglie di corpi speciali, della Guardia di Frontiera (Straz Graniczna) o della Zandarmeria Wojskowa, la polizia militare. In tal modo per le Ong polacche e di tutto il mondo diventa impossibile documentare qualsiasi cosa accada, e anche qualsiasi eventuale violenza o sopruso venga commesso, lungo quei 183 chilometri di confine. Non è tutto: i militari vietano il transito in una fascia di ben 3 chilometri lungo la frontiera, dove è stato proclamato è stato proclamato lo stato d'emergenza. Una misura che nemmeno Orbán o Trump avevano mai preso con le loro barriere di confine antimigranti.
 
"L´atmosfera è carica di violenza lungo tutta la frontiera, evoca tra gli anziani o tra chi glielo ha sentito raccontare memorie die tempi di guerra“, dice alla Reuters un´abitante della zona di confine, Marta Anna Kurzyniec, di Krynki. Un´attivista della ong umanitaria "Pane e sale", Marysia Zlonkiewicz, dichiara sempre alla stessa fonte che la polizia le ha detto di smetterla di andare al confine a sfamare quei poveri trenta rifugiati bloccati nella terra di nessuno. "La minaccia alla sicurezza polacca ed europea è grave, per questo dobbiamo reagire", dice l´ufficio stampa del capo dello Stato.
 
Amara ironia della sorte: lo stato d´emergenza lungo la frontiera è in assoluto il primo decretato in Polonia dal 13 dicembre 1981. Allora fu un´altra storia: la giunta del generale Jaruzelski impose la legge marziale d´accordo con l´Urss di Breznev in tutto il paese tentando invano di stroncare la lotta di Solidarnosc per la libertà e il ritorno in Europa.