✕

Gran Bretagna, a volte ritornano: Corbyn vuol parlare al congresso laburista. Trema il suo successore Starmer

Jeremy Corbyn 
L'ex leader radicale che aveva guidato il partito a sinistra e incassato una solenne sconfitta era stato sospeso dal nuovo segretario per la sua tiepida reazione alle accuse di antisemitismo. Ma molti sono ancora i suoi sostenitori e un suo discorso potrebbe ulteriormente minare l'attuale capo cui viene rimproverata mancanza di leadership
2 minuti di lettura

LONDRA – A volte ritornano, o almeno provano a dare fastidio a chi li ha sostituiti. Jeremy Corbyn ha annunciato che a fine settembre parteciperà all’annuale congresso laburista, in cui il suo successore Keir Starmer intende prendere ulteriormente le distanze dal corbynismo, la svolta risultata nella peggiore sconfitta alle urne degli ultimi 85 anni per la sinistra britannica. Ma il 72enne esponente radicale ha ancora molti estimatori nel partito che ha capeggiato fino all’aprile 2020 e a quanto pare non intende assistere alla sua evoluzione dai margini del campo, com’è spesso tradizione nel Regno Unito per gli ex-leader.


La presenza di Corbyn a Brighton, la località sulla Manica dove si svolge il congresso, può perciò diventare “un mal di testa per Starmer”, scrive stamane il Financial Times. Era stato Starmer a sospendere Corbyn dal partito, poco dopo essersi insediato al suo posto, per la tiepida reazione all&…

LONDRA – A volte ritornano, o almeno provano a dare fastidio a chi li ha sostituiti. Jeremy Corbyn ha annunciato che a fine settembre parteciperà all’annuale congresso laburista, in cui il suo successore Keir Starmer intende prendere ulteriormente le distanze dal corbynismo, la svolta risultata nella peggiore sconfitta alle urne degli ultimi 85 anni per la sinistra britannica. Ma il 72enne esponente radicale ha ancora molti estimatori nel partito che ha capeggiato fino all’aprile 2020 e a quanto pare non intende assistere alla sua evoluzione dai margini del campo, com’è spesso tradizione nel Regno Unito per gli ex-leader.


La presenza di Corbyn a Brighton, la località sulla Manica dove si svolge il congresso, può perciò diventare “un mal di testa per Starmer”, scrive stamane il Financial Times. Era stato Starmer a sospendere Corbyn dal partito, poco dopo essersi insediato al suo posto, per la tiepida reazione all’accusa che l’antisemitismo aveva preso piede nel partito durante i quattro anni della sua leadership. Poi il comitato direttivo laburista lo ha reinsediato, ma Starmer gli ha vietato di fare di nuovo parte del gruppo parlamentare del Labour, cosicché adesso Corbyn siede alla camera dei Comuni come deputato indipendente. Gli resta tuttavia in tasca la tessera del partito laburista, che gli permette di andare a Brighton. 

“Andrò al congresso e parlerò ai suoi eventi”, ha dichiarato Jeremy al quotidiano finanziario. “Sono un membro del partito laburista e un deputato. Spero che il congresso sarà un luogo aperto e democratico dove la gente può prendere parte a dibattiti e discussioni”. Parole che contengono una implicita accusa a Starmer: “spero” lascia intendere che c’è il rischio di una censura nei suoi confronti, ovvero che il congresso non sia un luogo né “aperto” né “democratico”.

Il dilemma per Starmer è evidente: se lascerà parlare Corbyn, quest’ultimo agiterà il dissenso nei confronti della sua spinta riformatrice; se non lo lascerà parlare, Corbyn lo accuserà di tappargli la bocca e di guidare il partito con metodi illiberali. Un problema in più per un leader che, dopo un iniziale ondata di consensi, ha ricevuto molte critiche anche dall’interno del Labour per mancanza di visione, carisma e programmi; e che rimane nettamente distanziato nei sondaggi dal primo ministro conservatore Boris Johnson.

La possibile soluzione sarà farlo parlare, ma non sotto i riflettori del dibattito principale, lascia capire un portavoce di Starmer: “Corbyn ha la tessera del partito e dunque diritto di essere alla conferenza. La sua partecipazione o meno agli incontri collaterali dipenderà da chi li organizza”. Un riferimento ai cosiddetti “fringe meetings”, i dibattiti a margine della conferenza, talvolta molto seguiti dagli iscritti al Labour e dai media, tal altra di minore importanza. Significa che a Corbyn non sarà permesso di intervenire nell’aula del congresso: ma d’altronde nemmeno altri leader del passato, come Tony Blair e Gordon Brown, hanno ricevuto un ruolo simile nelle edizioni precedenti, quando il leader era proprio Corbyn.

Anche prendendo la parola ai “fringe”, Jeremy potrebbe tuttavia dare fastidio a Starmer: il partito ha mezzo milione di iscritti, molti dei quali giovani che hanno preso la tessera entusiasmati dalla svolta radicale impressa da Corbyn. “Se Jeremy facesse anche soltanto un discorso sulla spiaggia di Brighton in piedi su una cassetta”, dice un anonimo deputato al Ft, “duemila persone andrebbero ad ascoltarlo”. La disfida tra radicali e riformisti, eterno conflitto della sinistra non solo in Gran Bretagna, per il momento sembra destinata a continuare, con tutti i vantaggi che ne può trarre la destra.