Per l'Albania un governo delle donne: Rama sceglie 12 ministre e 4 ministri
di Andrea Tarquini , di Andrea TarquiniDopo mesi di negoziati e scontri, è nato il terzo esecutivo guidato dal leader socialista
BERLINO. Dopo mesi di duri negoziati tra i partiti a seguito delle elezioni tenutesi il 25 aprile scorso e di disordini anti-corruzione a Tirana e altrove Il premier e leader socialista albanese Edi Rama ha voluto dare il segno del cambiamento nominando un nuovo governo composto da ben 12 donne e soli 4 uomini.
Si tratta di una faticosa coalizione, dopo che gli elettori hanno portato nel nuovo Parlamento 74 deputati dello SP vicino a Rama, 59 del Partito democratico, 4 dell´Unione socialista e 3 del partito socialdemocratico. Non poche delle 12 ministre nominate hanno in mano dicasteri-chiave proprio nel momento in cui l´Albania tenta di accelerare la sua corsa verso l´Unione europea. Anche in questo senso, Rama ha voluto dare al paese, conservatore e in parte musulmano, un forte segnale a favore della gender equality e dunque di un valore costitutivo europeo.
I dicasteri piú importanti affidati a donne sono gli Esteri, in mano a Ol…
BERLINO. Dopo mesi di duri negoziati tra i partiti a seguito delle elezioni tenutesi il 25 aprile scorso e di disordini anti-corruzione a Tirana e altrove Il premier e leader socialista albanese Edi Rama ha voluto dare il segno del cambiamento nominando un nuovo governo composto da ben 12 donne e soli 4 uomini.
Si tratta di una faticosa coalizione, dopo che gli elettori hanno portato nel nuovo Parlamento 74 deputati dello SP vicino a Rama, 59 del Partito democratico, 4 dell´Unione socialista e 3 del partito socialdemocratico. Non poche delle 12 ministre nominate hanno in mano dicasteri-chiave proprio nel momento in cui l´Albania tenta di accelerare la sua corsa verso l´Unione europea. Anche in questo senso, Rama ha voluto dare al paese, conservatore e in parte musulmano, un forte segnale a favore della gender equality e dunque di un valore costitutivo europeo.
I dicasteri piú importanti affidati a donne sono gli Esteri, in mano a Olta Xhacka, le Finanze con Delinda Ibrahimi, l´Agricoltura con Frida Krfica, la Cultura con Evlia Margariti, le Infrastrutture (un settore-chiave dello sviluppo economico albanese) con Belinda Bolluku, il Turismo, altro comparto in veloce espansione, con Mariela Kumbaro, La Pubblica istruzione con Evis Kushi, la Sanità con Ogerta Manastirliu.
Sono tutti dicasteri molto sensibili, anche per la lotta alla corruzione che costituisce uno tra i temi principali della trattativa con Bruxelles per l´adesione all´Unione europea. In un lungo discorso Rama ha sottolineato la volontà di finirla col clientelismo. In questo senso, ha evidenziato, il vento nuovo portato da una maggioranza di donne sarà utilissimo. La scelta di Rama rappresenta un atto coraggioso in un paese dove l'integralismo religioso musulmano si è fatto strada. "Le donne al governo ci aiuteranno anche ad assimiliare bene l´idea che l´appartenenza e la fedeltà a un partito e a un programma sono piú importanti di ogni legame familiare o di amicizia: dare a questi ultimi la priorità in politica è un grave e pericoloso errore, bisogna essere fedeli al proprio partito e al suo programma come corretti tifosi di una squadra di calcio“, ha detto ancora Edi Rama.
Nel nuovo governo, denominato "Rama 3", i quattro uomini hanno anche ministeri di prima importanza e un ruolo comunque pesante: il vicepremier è Arden Ahmetai, agli Interni va Bledi Cuci, alla Giustizia Ulsi Mania mentre Niko Peleshi assumerà la guida del dicastero della Difesa in un momento che vede un preoccupante riarmo regionale, soprattutto della Serbia con alle spalle la Russia di Putin.