Golpe militare in Guinea, il presidente Condé deposto da un ex legionario francese
di Raffaella Scuderi , di Raffaella Scuderi“Liberté, liberté, libertè”. Pugno sinistro alzato, telefonino in modalità video e urla di liberazione a fianco dei militari golpisti a bordo dei mezzi blindati che percorrevano le strade della capitale. Migliaia di cittadini di Conakry hanno risposto così al golpe in Guinea che ha deposto il vecchio militante socialista, l’83enne presidente Alpha Condé.
Stamattina pesanti colpi di arma da fuoco hanno svegliato il quartiere presidenziale di Kaloum, nella penisola di Conakry. Dopo poche ore hanno iniziato a circolare video online che ritraevano un Condé stropicciato e scomposto su una poltrona, camicia semiaperta su un paio di jeans, circondato dalle forze speciali golpiste, comandate da Mamady Doumboya, ex legionario francese. “Presidente – chiede nel filmato uno dei soldati – le abbiamo torto un capell…
“Liberté, liberté, libertè”. Pugno sinistro alzato, telefonino in modalità video e urla di liberazione a fianco dei militari golpisti a bordo dei mezzi blindati che percorrevano le strade della capitale. Migliaia di cittadini di Conakry hanno risposto così al golpe in Guinea che ha deposto il vecchio militante socialista, l’83enne presidente Alpha Condé.
Stamattina pesanti colpi di arma da fuoco hanno svegliato il quartiere presidenziale di Kaloum, nella penisola di Conakry. Dopo poche ore hanno iniziato a circolare video online che ritraevano un Condé stropicciato e scomposto su una poltrona, camicia semiaperta su un paio di jeans, circondato dalle forze speciali golpiste, comandate da Mamady Doumboya, ex legionario francese. “Presidente – chiede nel filmato uno dei soldati – le abbiamo torto un capello? L’abbiamo torturata?”. Il vecchio autocrate sembra stare bene ma non risponde.
Undici anni al potere. Nel 2010 incarnava la speranza, per l’Africa, per la Guinea e per chi guarda al futuro democratico del continente. Leader dell’opposizione, fece la storia diventando il presidente delle prime elezioni libere della Guinea Conakry. Sono bastati pochi anni per capire che Condé non avrebbe fatto niente per il Paese. L’ex colonia francese piombò in una crisi economica senza precedenti.
A dicembre Condé ha conquistato il suo terzo mandato, a 82 anni, dopo aver cambiato la Costituzione con un referendum: avrebbe potuto governare fino a 94 anni. Elezione contestata dalla piazza, brutalmente repressa: ci furono almeno 20 morti e 325 arresti.
L’autore del golpe, di etnia malinkè, è un colonnello ed ex legionario francese, richiamato a casa nel 2018 per prendere il comando del Gps, il gruppo delle forze speciali. A mezzogiorno, Doumboya, tuta mimetica, berretto rosso in testa, occhiali da sole e la bandiera della Guinea sulle spalle, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale sulla televisione di Stato, Rtg: “La situazione socio-politica ed economica del Paese, la disfunzione delle istituzioni repubblicane, la strumentalizzazione della giustizia, l’abuso dei diritti dei cittadini, la cattiva gestione finanziaria, hanno portato l'esercito repubblicano ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti del popolo guineano".
Ha annunciato che il governo è stato sciolto, le frontiere chiuse, e “la personalizzazione della vita politica è finita. Non affideremo più la politica a un uomo, ma al popolo”. Il governo, in particolare il ministero della Difesa, smentisce la caduta di Condé. "Gli insorti hanno seminato il panico. Ma il presidente è salvo e abbiamo respinto l’attacco", ha assicurato una fonte governativa ai media locali.
Aspetto severo, tono poco amichevole e piglio assertivo, Condé è stato il leader di questo piccolo Paese dell’Africa occidentale, ex colonia francese diventata indipendente nel 1958, tra i massimi produttori mondiali di ferro e bauxite, messo in ginocchio dal virus dell’Ebola: più di 3mila morti tra il 2014 e il 2016.