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Brasile, lettera aperta contro la manifestazione di Bolsonaro: "Rischio golpe"

(reuters)
Tra i firmatari l'ex premier spagnolo Zapatero e il Nobel Adolfo Pérez Esquivel. Milioni di sostenitori del presidente si preparano a invadere Brasilia e San Paolo
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C'è aria di golpe in Brasile. Come forse mai prima. Con un'allarmata lettera pubblica alcuni noti leader politici stranieri denunciano la grande mobilitazione organizzata dal presidente Bolsonaro per domani 7 settembre. Si tratta di una prova di forza per sostenere l'esponente dell'estrema destra che soffre del più basso indice di consenso da quando è stato eletto a Planalto. 

Milioni di sostenitori si preparano a invadere Brasilia e San Paolo con cortei e manifestazioni che puntano allo scontro. Centinaia di autobus sono pronti a partire per le due città, mentre la base elettorale dell'ex Capitano agita gli agrari, gli evangelici, le forze di polizia e gli stessi militari chiedendo una partecipazione massiccia.

C'è aria di golpe in Brasile. Come forse mai prima. Con un'allarmata lettera pubblica alcuni noti leader politici stranieri denunciano la grande mobilitazione organizzata dal presidente Bolsonaro per domani 7 settembre. Si tratta di una prova di forza per sostenere l'esponente dell'estrema destra che soffre del più basso indice di consenso da quando è stato eletto a Planalto. 

Milioni di sostenitori si preparano a invadere Brasilia e San Paolo con cortei e manifestazioni che puntano allo scontro. Centinaia di autobus sono pronti a partire per le due città, mentre la base elettorale dell'ex Capitano agita gli agrari, gli evangelici, le forze di polizia e gli stessi militari chiedendo una partecipazione massiccia.

Tra i firmatari della lettera-appello ci sono l'ex premier spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, l'ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, l'ex leader laburista britannico Jeremy Corbyn. E poi ancora l'ex presidente del Paraguay Fernando Lugo, la parlamentare dei Verdi britannici Caroline Lucas, il Nobel argentino e attivista per i Diritti Umani Adolfo Pérez Esquivel.

Secondo il testo ripreso dal Guardian, il gruppo ricorda che il "10 agosto scorso Bolsonaro ha diretto una parata militare senza precedenti che ha attraversato Brasilia, mentre i suoi alleati al Congresso premevano per cambiare il sistema elettorale su cui fa leva il presidente in vista delle elezioni del prossimo anno".

Più volte, nell'agosto scorso, Bolsonaro si era scagliato contro il Congresso e il Tribunale Superiore Federale considerati i due principali ostacoli alla sua azione di governo. Il 21 sempre di agosto aveva chiamato alla mobilitazione spiegando che era la premessa di un "necessario contro-golpe"; accusava la "costituzione comunista" che gli aveva tolto il potere e "la magistratura, la sinistra e un intero apparato di interessi nascosti" di tramare contro di lui.

La lettera avverte: "I membri del Congresso in Brasile hanno dichiarato che la mobilitazione del 7 settembre è stata modellata su quella che il 6 gennaio del 2021 ha portato all'assalto del Campidoglio a Washington quando Donald Trump ha incoraggiato i suoi sostenitori a bloccare "il furto elettorale" con false accuse di brogli che si sono rivelate infondate".

In tutto il Brasile l'atmosfera è incandescente. L'assurda gestione del Covid, gli oltre 500 mila morti, l'economia che arranca, la siccità che ha prosciugato i principali corsi d'acqua e costretto a razionare l'energia elettrica hanno finito per esasperare una situazione già difficile e complicata. Perfino ministri moderati come quello dell'Economia Paulo Guedes si lasciano andare a frasi e commenti sprezzanti nei confronti di chi soffre la fame e fatica e trovare lavoro. 

Il mondo dell'agrobusiness preme per ottenere più terre e ricorda l'impegno di Bolsonaro durante la campagna elettorale che ha vinto la corsa alla presidenza grazie al voto del Blocco ruralista e religioso. Le tribù indigene sostano da giorni davanti alla sede della Corte Suprema in attesa di un verdetto che potrebbe mettere in discussione i confini delle terre loro assegnate dalla Costituzione.

Il presidente della Corte suprema Luiz Fux ha ricordato ai manifestanti convocati per questo martedì che "dovrebbero essere consapevoli delle conseguenze giudiziarie dei loro atti", al di là delle loro tendenze politiche. "La libertà di espressione", ha ribadito il decano della Corte, "non comporta violenze e minacce". 

La sinistra è preoccupata. Ha deciso di evitare contro manifestazioni per non esacerbare il clima e con cedere alle provocazioni. Ma la tensione è fortissima. Si sa che molti dei partecipanti scenderanno in piazza armati e tutti vedono come un incubo il rischio di un colpo di mano. È accaduto a Washington potrebbe succedere anche a Brasilia.