Germania, indagine sul riciclaggio: perquisito l'ufficio del ministro delle Finanze Scholz
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniPotenzialmente è una bomba per la campagna elettorale del candidato socialdemocratico al dopo-Merkel, il ministro delle Finanze Olaf Scholz. Da stamane gli inquirenti della Procura di Osnabrück stanno perquisendo il suo ministero e a quello della Giustizia per un’indagine su operazioni di riciclaggio da “milioni di euro” come ha rivelato Spiegel. I trasferimenti non sarebbero stati segnalati dalla dogana alle autorità competenti.
I magistrati della Bassa Sassonia hanno aperto nel 2020 un’inchiesta su un’unità speciale della dogana, la “Financial Intelligence Unit” (Fiu) che dipende dal dicastero guidato da Scholz e che non avrebbe girato alla polizia e alle procure informazioni su possibili operazioni di riciclaggio.
Potenzialmente è una bomba per la campagna elettorale del candidato socialdemocratico al dopo-Merkel, il ministro delle Finanze Olaf Scholz. Da stamane gli inquirenti della Procura di Osnabrück stanno perquisendo il suo ministero e a quello della Giustizia per un’indagine su operazioni di riciclaggio da “milioni di euro” come ha rivelato Spiegel. I trasferimenti non sarebbero stati segnalati dalla dogana alle autorità competenti.
I magistrati della Bassa Sassonia hanno aperto nel 2020 un’inchiesta su un’unità speciale della dogana, la “Financial Intelligence Unit” (Fiu) che dipende dal dicastero guidato da Scholz e che non avrebbe girato alla polizia e alle procure informazioni su possibili operazioni di riciclaggio.
L’indagine era partita da alcune transazioni in Africa da oltre un milione di euro denunciate a giugno del 2018 alla Fiu da una banca. Il sospetto era che i proventi del trasferimento provenissero dalla vendita di armi e droghe. Ma l’unità speciale anti riciclaggio non aveva girato la segnalazione ai magistrati e il maxi bonifico era partito.
Il dettaglio imbarazzante per Scholz è che da quando la Fiu, tradizionalmente controllata dalla Procura generale, è stata spostata nel 2017 al suo ministero (per volontà del suo predecessore Wolfgang Schaeuble), le segnalazioni sono crollate. Un dato incoerente per un Paese che si è trasformato negli ultimi anni in un vero e proprio paradiso del ‘money laundering’, come dimostrano anche le inchieste su ndrangheta, camorra e mafia.
Da anni gli esperti avvertono che la Fiu soffre di personale insufficiente, di funzionari poco competenti, di attrezzature e mezzi e informazioni scarsi. Due anni fa lo Spiegel aveva lanciato l’allarme su ventimila casi di segnalazioni sospette che si erano accumulati sulle scrivanie dei funzionari dell’unità speciale, appena due anni dopo il trasloco al ministero di Scholz.