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Norvegia, l'addio al petrolio al centro dello scontro elettorale

Erna Solberg dei conservatori, Jonas Gahr Stoere del partito socialdemocratico e Trygve Slagsvold del partito centrista (reuters)
Urne aperte nel ricco Petrostato che pure è all'avanguardia nelle scelte ecologiche. I conservatori ora al potere e i favoriti socialdemocratici vogliono continuare ad affidare all'oro nero la priorità. I verdi e gli altri potenziali partner di un governo di centrosinistra invece puntano all'addio ai combustibili fossili 
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BERLINO - Elezioni politiche in Norvegia, il ricco, contraddittorio Petrostato ecologico scandinavo. Il voto è cruciale per due motivi. Primo, perché saranno in un certo senso le prime elezioni al mondo con clima e ambiente come nodo del confronto. Il primo tema dello scontro infatti è la divergenza tra chi vuole continuare ad affidare al petrolio la priorità nella produzione della ricchezza nazionale, come i conservatori ora al governo e pare destinati alla sconfitta e i socialdemocratici eredi di Jens Stoltenberg, e chi invece vuole accelerare l'addio a estrazione e ricerca di greggio e altri combustibili fossili in nome della salvezza del clima e dell´ambiente. Secondo, perché in ogni caso si annuncia una svolta a sinistra: i conservatori (Hoyre) della premier uscente Erna Solberg sembrano destinati a perdere e a tornare all´opposizione, a vantaggio dello storico partito socialdemocratico, uno tra i padri del modello nordico.
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BERLINO - Elezioni politiche in Norvegia, il ricco, contraddittorio Petrostato ecologico scandinavo. Il voto è cruciale per due motivi. Primo, perché saranno in un certo senso le prime elezioni al mondo con clima e ambiente come nodo del confronto. Il primo tema dello scontro infatti è la divergenza tra chi vuole continuare ad affidare al petrolio la priorità nella produzione della ricchezza nazionale, come i conservatori ora al governo e pare destinati alla sconfitta e i socialdemocratici eredi di Jens Stoltenberg, e chi invece vuole accelerare l'addio a estrazione e ricerca di greggio e altri combustibili fossili in nome della salvezza del clima e dell´ambiente. Secondo, perché in ogni caso si annuncia una svolta a sinistra: i conservatori (Hoyre) della premier uscente Erna Solberg sembrano destinati a perdere e a tornare all´opposizione, a vantaggio dello storico partito socialdemocratico, uno tra i padri del modello nordico.
 
Ma sarà appunto dopo il voto che si preannunciano difficili negoziati e compromessi. Perché appunto i socialdemocratici non vogliono uno strappo dal ruolo di primo produttore di petrolio europeo, chiesta invece dai loro potenziali partner in un futuro governo: i verdi ambientalisti (Mdg) e i socialisti di sinistra-comunisti (Rodt) entrambi in volo nei sondaggi proprio per il loro impegno a difesa del clima. L´effetto Greta insomma si fa sentire anche a Oslo.
 
Tutto è possibile. Il leader socialdemocratico Jonas Gahr Store, ex uomo vicinissimo a Jens Stoltenberg (il premier che affrontò con coraggio la strage compiuta da  Anders Breivik a Utoya e nel centro di Oslo), è un miliardario 61 enne che dice vi voler governare in nome della lotta alla disuguaglianza -  "Sotto Erna Solberg i miliardari sono troppo aumentati di numero a danno del resto della popolazione", afferma - della centralizzazione e di una politica climatica giusta ed equilibrata. Ciò vuol dire tutto o niente, infatti il suo vantaggio nei sondaggi non basterebbe ai socialdemocratici (detti anche laburisti) a governare da soli. Una coalizione rossoverde con Mdg e Rodt gli sarebbe necessaria, visto che le due forze anti-petrolio volano nei sondaggi. Ma Store appunto vuole un addio dolce al petrolio, che finanzia la ricchezza norvegese, l´ottimo welfare e il Fondo sovrano piú ricco del mondo, e non un addio immediato chiesto invece dagli altri due.
 
La situazione è contraddittoria anche nell´opinione pubblica. La Norvegia sotto certi aspetti è all´avanguardia nella difesa di clima e ambiente, col 75 per cento delle auto nuove immatricolate elettriche, colonnine dappertutto ed esenzioni fiscali e assicurative totali per chi acquista una e-car, come fanno anche molti ministeri e vertici di ogni partito, e una forte produzione di energia pulita con eolico e con le turbine scavate sotto le montagne lungo il corso dei molti fiumi sotterranei, per cui esporta energia pulita. D´altra parte continua a espandere concessioni ricerca ed estrazioni di petrolio nel Mare del nord a tutto danno della natura del clima e di specie a rischio estinzione.
 
"Otto anni di governo conservatore hanno aggravato le disuguaglianze sociali“, è il tema principale del leader socialdemocratico nei comizi, non l'ambiente: egli dice apertamente di volere un´uscita lenta dal petrolio per non mettere in pericolo posti di lavoro e crescita. Per questo una sua speranza è riuscire a includere tra i suoi futuri alleati di governo il partito centrista (ex agrari, come ovunque nel grande nord).
 
Erna Solberg e la sua ministra dell´Energia e potenziale delfina, la giovaneTina Bru, insistono sull´esigenza della continuità sul tema petrolio anche per finanziare sia il welfare sia il rilancio economico dopo la pandemia, che pure Oslo ha affrontato molto meglio di altri paesi, compresa la Svezia.