Stati Uniti, Biden vola in California per sostenere Newsom. Il referendum sul governatore mostra la crisi dello Stato-modello
di Federico Rampini , di Federico RampiniJoe Biden è volato in California, con due tappe nella capitale Sacramento e nella città portuale di Long Beach, per una missione di salvataggio sorprendente. Il governatore democratico dello Stato, Gavin Newsom, ha bisogno di tutti gli aiuti per mobilitare la sua base elettorale e sconfiggere un referendum d’iniziativa popolare indetto per rimuoverlo dall’incarico.
La parabola di Newsom ricorda per certi aspetti quella di Andrew Cuomo, costretto a dimettersi dal governo dell’altro serbatoio di voti democratico, New York. Due star della sinistra sono passate dalla gloria alla crisi in poco tempo.
C’entra la gestione della pandemia – non così esemplare come volevano far credere – ma più in generale la performance della sinistra al governo. E una legge elettorale molto controversa fa sì che se Newsom non ottiene almeno il 50% dei voti, verrebbe sostituito dal secondo maggiore votato, cioè un repubblicano, pu…
Joe Biden è volato in California, con due tappe nella capitale Sacramento e nella città portuale di Long Beach, per una missione di salvataggio sorprendente. Il governatore democratico dello Stato, Gavin Newsom, ha bisogno di tutti gli aiuti per mobilitare la sua base elettorale e sconfiggere un referendum d’iniziativa popolare indetto per rimuoverlo dall’incarico.
La parabola di Newsom ricorda per certi aspetti quella di Andrew Cuomo, costretto a dimettersi dal governo dell’altro serbatoio di voti democratico, New York. Due star della sinistra sono passate dalla gloria alla crisi in poco tempo.
C’entra la gestione della pandemia – non così esemplare come volevano far credere – ma più in generale la performance della sinistra al governo. E una legge elettorale molto controversa fa sì che se Newsom non ottiene almeno il 50% dei voti, verrebbe sostituito dal secondo maggiore votato, cioè un repubblicano, pur se questo rivale ha molti meno consensi di lui.
In passato la California fu di destra, al punto di esprimere due presidenti repubblicani come Richard Nixon e Ronald Reagan; però da decenni è saldamente in mano alla sinistra. Questo non impedì al repubblicano Arnold Schwarzenegger di scalzare un democratico (Gray Davis) proprio in seguito ad un referendum.
La crisi del "modello" californiano
Oggi il “modello” californiano attraversa una crisi profonda e questo voto diventa l’occasione per esporla in tutta la sua gravità. Anche se i sondaggi dicono che il governatore democratico Newsom dovrebbe salvarsi dal "recall" (referendum popolare per l'interdizione), tuttavia il test di oggi è un campanello d'allarme.
La California, il più ricco e avanzato degli Stati Usa, nonché la roccaforte storica della sinistra, è piena di problemi. Diseguaglianze ai massimi, record nazionale di senzatetto, calamità naturali, esodo verso Stati a minore pressione fiscale come il Texas, sono alcuni dei temi più dibattuti.
California e New York hanno la massima concentrazione di miliardari e la massima concentrazione di poveri, un bilancio non proprio esaltante per il governo locale monopolizzato dalla sinistra.
Un tema rovente è quello fiscale, dove il federalismo genera un ventaglio di situazioni molto diverse. In California il contribuente paga due Irpef, quella federale più un’addizionale locale, avvicinandosi a livelli di prelievo europei, e superandoli se si aggiunge il prelievo sugli immobili. Chi è governato dalla destra, in Texas e in Florida per esempio, paga solo l’Irpef federale e la differenza è molto consistente.
La fuga di californiani verso la Florida e soprattutto il Texas è un fenomeno in atto da molti anni; si è accelerata durante i lockdown. Un caso celebre è quello di Elon Musk, il fondatore della Tesla, che ha deciso di trasferire la sua residenza in Texas. Musk, con altri imprenditori, conduce una crociata contro la California denunciando non solo l’eccessiva pressione fiscale ma anche una iper-regolamentazione che ostacola le imprese.
La California e New York sono diventate l’esempio favorito dei repubblicani, per dimostrare che il modello “tassa-e-spendi” non funziona. Un vecchio detto – “non esiste un problema che per la sinistra non si possa risolvere sommergendolo di spesa pubblica” – nello Stato più importante della West Coast è una realtà. Si pagano più tasse, molte più che nel resto d’America, ma con quali effetti sui problemi sociali? La piaga dei senzatetto è peggiore dove governa la sinistra: la metà del totale americano di homeless si trova proprio in California.
La qualità dei servizi pubblici, per esempio i trasporti, è scadente. Molti servizi locali essenziali – che per un europeo sono gratuiti o quasi – si pagano cari: le scuole di qualità, o la sanità. Il californiano che si trasferisce in Texas, non è per forza un reazionario; può essere un contribuente stufo di pagare quasi come uno svedese senza avere la stessa qualità dei servizi. Si segnala infatti una emigrazione giovanile, giovani talenti delle start-up tecnologiche lasciano San Francisco per stabilirsi a Dallas e Austin.
Un esempio d’inefficienza californiana è particolarmente imbarazzante per Biden, che si gioca gran parte del suo capitale politico su un mega-piano d’investimenti pubblici in infrastrutture. Sulla ricostruzione e ammodernamento delle infrastrutture “fisiche”, quelle tradizionali come le reti di trasporto, una brutta lezione viene dall’esperienza della California con l’alta velocità ferroviaria.
Se ne cominciò a parlare, promuovendo i primi studi di fattibilità, i primi impatti ambientali, le prime raccolte di fondi pubblici, al passaggio del millennio. Ventuno anni dopo, la Tav della California sembra studiata apposta per regalare argomenti alla propaganda della destra repubblicana: è una voragine senza fondo che continua a inghiottire denaro pubblico, mentre di treni veloci non c’è l’ombra, e anche nella migliore delle ipotesi continueremo ad aspettarli per molti anni.
Il 2020 doveva essere l’anno in cui sarebbe stata inaugurata una linea superveloce da San Francisco a Los Angeles con convogli capaci di sfrecciare oltre i 300 km orari, come avviene in tutti i Paesi europei. Invece sono stati costruiti soltanto dei piccoli tratti di ferrovia, nella parte meno problematica del tracciato, quella che corre lungo la Central Valley: inutile, perché non collega grandi città. I costi continuano a lievitare, le polemiche pure.
È peggio che una cattedrale nel deserto, perché della cattedrale non ha neppure le fondamenta. Biden è un fan del trasporto ferroviario. Il disastro californiano viene usato contro di lui. Benché i repubblicani siano una minoranza, e i loro candidati siano un’accozzaglia di personalità di dubbia credibilità (incluso qualche estremista), è la debolezza del bilancio democratico il loro unico asso nella manica.