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Nuova ondata di coronavirus in Cina: il focolaio in una scuola elementare

(ansa)
A Putian, nella provicina del Fujian, è stato registrato il numero maggiore di casi nelle ultime settimane. Il sospetto numero uno è il padre di uno studente delle primarie. Tamponi a tappeto per tutti i residenti e divieto di lasciare la città. Lockdown anche per i 4,5 milioni di abitanti a Xiamen
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PECHINO - La variante Delta continua a far paura, anche nella Cina dai confini sigillati e dalle infinite quarantene. E così ora il Dragone si ritrova a dover combattere contro un nuovo focolaio, il primo a scoppiare nelle scuole. Provincia del Fujian, Cina meridionale: è qui che negli ultimi giorni è stato registrato il numero maggiore di casi di coronavirus. La più colpita è la città di Putian, tre milioni di abitanti. E tutto è cominciato in una classe delle elementari.

Il sospetto numero uno, per le autorità, è il padre di uno degli studenti. Ritornato da un viaggio a Singapore lo scorso 4 agosto, il 10 settembre è risultato positivo, cioè 38 giorni dopo. Fatto strano visto che l’uomo aveva diligentemente rispettato i 21 giorni di quarantena centralizzata - cioè in un hotel - più ulteriori sette giorni di monitoraggio a casa imposti a chi arriva dall’estero, durante i quali si &…

PECHINO - La variante Delta continua a far paura, anche nella Cina dai confini sigillati e dalle infinite quarantene. E così ora il Dragone si ritrova a dover combattere contro un nuovo focolaio, il primo a scoppiare nelle scuole. Provincia del Fujian, Cina meridionale: è qui che negli ultimi giorni è stato registrato il numero maggiore di casi di coronavirus. La più colpita è la città di Putian, tre milioni di abitanti. E tutto è cominciato in una classe delle elementari.

Il sospetto numero uno, per le autorità, è il padre di uno degli studenti. Ritornato da un viaggio a Singapore lo scorso 4 agosto, il 10 settembre è risultato positivo, cioè 38 giorni dopo. Fatto strano visto che l’uomo aveva diligentemente rispettato i 21 giorni di quarantena centralizzata - cioè in un hotel - più ulteriori sette giorni di monitoraggio a casa imposti a chi arriva dall’estero, durante i quali si è sottoposto a ben nove test, molecolari e sierologici. Un periodo di incubazione così lungo è insolito.

Il risultato è che ad oggi, degli 85 casi registrati in città, 36 sono bambini sotto i 10 anni. Tutti gli insegnanti e gli studenti dovranno essere testati entro una settimana e le autorità locali hanno già previsto un doppio giro di tamponi per tutti i residenti.

 

Un focolaio grave e complicato, sostengono gli esperti, visto che molti ragazzi a quell’età non sono ancora vaccinati. Ed è per questo che sono ripartiti gli inviti per accelerare la somministrazione delle dosi alla fascia di popolazione 3-12 anni. Improbabile che il focolaio venga domato prima della Festa di metà autunno (il 21 settembre): più verosimile si possa tornare alla normalità una decina di giorni dopo, e cioè a ridosso della settimana della festa nazionale del primo ottobre - anniversario della fondazione della Repubblica popolare - quando milioni di cinesi si mettono in viaggio ai quattro angoli del Paese.

 

A Putian tutti i residenti sono stati invitati a non lasciare la città: chiunque abbia necessità di spostarsi deve presentare un test negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Scuole e asili hanno sospeso da ieri le lezioni in presenza. Ma il virus si è rapidamente spostato anche nelle altre città della provincia.

A 200 chilometri di distanza, anche tutti i 4 milioni e mezzo di abitanti di Xiamen sono stati messi in lockdown a partire da ieri sera. Eventi cancellati, matrimoni rinviati, funerali ridotti ai “servizi essenziali” e scuole chiuse. Qui ieri si sono registrati 32 casi, la maggior parte dei quali legati proprio al focolaio di Putian. In tutta la provincia i casi segnalati ieri sono stati 60, portando il totale a 135.