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Norvegia, vince le elezioni il socialdemocratico Stoere: il "milionario paladino dei più poveri"

Store, con la cravatta rossa, esulta dopo aver visto i risultati dell'exit poll (ansa)
Svolta a sinistra dopo otto anni di governo conservatore, ma gli ambientalisti non saranno nella coalizione. Non si prevede un abbandono del petrolio
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BERLINO - Un milionario "paladino della gente comune". Sarà il ricchissimo leader laburista Jonas Gahr Stoere a guidare la svolta a sinistra della Norvegia da nuovo premier. Svolta a sinistra, ma non ambientalista: Stoere ha già avviato i negoziati con centro e socialisti di sinistra per un governo senza strappi sull'economia petrolifera che, ha ricordato, garantiscono il 14 per cento del prodotto interno lordo e ben 160 mila posti di lavoro.

Figlio di un commerciante di navi ed erede di una fortuna da 16 milioni di dollari secondo il magazine Kapital, in campagna elettorale ha promesso che era "arrivato il momento della gente comune" denunciando lo spavento…

BERLINO - Un milionario "paladino della gente comune". Sarà il ricchissimo leader laburista Jonas Gahr Stoere a guidare la svolta a sinistra della Norvegia da nuovo premier. Svolta a sinistra, ma non ambientalista: Stoere ha già avviato i negoziati con centro e socialisti di sinistra per un governo senza strappi sull'economia petrolifera che, ha ricordato, garantiscono il 14 per cento del prodotto interno lordo e ben 160 mila posti di lavoro.

Figlio di un commerciante di navi ed erede di una fortuna da 16 milioni di dollari secondo il magazine Kapital, in campagna elettorale ha promesso che era "arrivato il momento della gente comune" denunciando lo spaventoso aumento delle disuguaglianze e l'aumento del numero di tycoon negli otto anni del governo conservatore che è riuscito a disarcionare nelle elezioni politiche svoltesi domenica e lunedì in Norvegia.

Il popolo sovrano gli ha dato ragione nel segreto delle urne. Secondo gli ultimi risultati disponibili, pressoché definitivi, sui 169 seggi dello Storting, il Parlamento norvegese, Stoere e i suoi alleati centristi e socialisti di sinistra ne hanno conquistati almeno 100. I soli mandati laburisti sono 89, quindi quattro in più della maggioranza minima necessaria. Solo se vorrà, Stoere potrà cercare di ampliare la coalizione agli ambientalisti che chiedevano l'abbandono del petrolio, ma non ha bisogno del loro sostegno e ha già detto di essere contrario alle loro idee. In sostanza, il gioco è fatto.

 

Viene da lontano, con una storia tutta particolare, Jonas Gahr Stoere. Sessantun anni ben portati, è socialdemocratico da sempre e dieci anni fa era il partner-chiave e stretto collaboratore di Jens Stoltenberg, il premier che tenne unito il Paese durante e dopo le stragi di Breivik nel centro di Oslo e sull'isola di Utoya. Allora, prima dell'arrivo al governo della destra (Hoeyre) di Erna Solberg, ora sconfitta, era già il rappresentante e il popolare leader dell'ala pragmatica e pro-sviluppo economico della sinistra norvegese.

Per Verdi e comunisti è un traditore di classe, un "compagno servo dei padroni", ma Stoere non si cura di simili attacchi. Ha alle spalle una solidissima formazione economica conquistata col dottorato a Sciences Po a Parigi e con studi anche a Harvard. E si è sempre battuto per non toccare gli interessi della lobby degli operai del Paese, primo produttore di petrolio in Europa.

Vive da milionario, ma con lusso moderato, odia lo sfarzo e l'ostentazione così diffusi tra i nuovi ricchi norvegesi. È poliglotta e il suo carattere è l'opposto di quello di Stoltenberg, oggi segretario generale della Nato. Tanto Stoltenberg era passionale e comunicativo, quanto Stoere è introverso, taciturno, tecnocrate.

Nato il 20 giugno 1965, sposato con tre figli, la sua carriera politica come sottosegretario di stato e capo di gabinetto di Stoltenberg è sempre stata quella di ricchissimo paladino dei poveri. "Non m'importa se, a causa della mia ricchezza che ho ereditato da mio padre, - dice di se stesso - tanti compagni mettono in dubbio la sincerità della mia fede nei valori costitutivi della socialdemocrazia norvegese e nordica. Il modello nordico si è sempre finanziato con successo grazie allo sviluppo economico, qui come negli altri Paesi".

In concreto,aggiunge, "per difendere i poveri e gli umili dalla crescente ingiustizia e disuguaglianza sociale introdotta in otto anni dai conservatori, non posso che impegnarmi a usare al meglio la ricchezza petrolifera. Non rinnego gli impegni internazionali per clima e ambiente, ma non posso ignorare nemmeno che il 14 per cento del prodotto interno lordo e ben 160 mila posti di lavoro arrivano a umili famiglie norvegesi da quella che è ancora la branca più grossa della nostra economia. Solo con un lento addio, e continuando per anni a sfruttarne le risorse, potremo restaurare l'eguaglianza sociale, finanziare il nostro generoso welfare, ricerca e sviluppo, scuola, e anche l'accoglienza ai tanti esuli e migranti che si sono salvati a casa nostra da inferni come quelli afghano o siriano. Chi non lo capisce è vittima di sogni idealisti".

E in un'altra differenziazione dal suo amico Stoltenberg, Stoere usa dire: "Io sono per la difesa delle foreste, polmoni del pianeta, ma mi concentro su questo a casa nostra. Dissentivo e dissento da Jens che ha speso molto per la lotta alla deforestazione in terre lontane, dove poi troppo spesso i nemici della natura vincono comunque".