Coronavirus, terza dose per tutti gli over 50 in Regno Unito
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniLONDRA - Terza dose di vaccino contro il Covid per tutti i residenti nel Regno Unito dai 50 anni in su entro Natale e una singola vaccinazione per gli studenti dai 12 ai 15 anni. Sono le misure più importanti annunciate martedì da Boris Johnson, in quella che il suo governo descrive come la "campagna d'inverno" per affrontare la pandemia. Il primo ministro ha delineato la nuova fase in una conferenza stampa a Downing Street, fiancheggiato dal suo consigliere capo medico Chris Whitty e consigliere capo scientifico Patrick Vallance.
La terza dose o richiamo del vaccino inizierà a essere somministrata già la prossima settimana, partendo dai più anziani e dalle categorie più a rischio, per poi includere gradualmente il personale ospedaliero e chiunque abbia più di 50 anni, oltre ai giovani più vulnerabili per malattie pregresse. Contemporaneamente, una singola dose di vaccino sarà offerta agli adolescenti tra 1…
LONDRA - Terza dose di vaccino contro il Covid per tutti i residenti nel Regno Unito dai 50 anni in su entro Natale e una singola vaccinazione per gli studenti dai 12 ai 15 anni. Sono le misure più importanti annunciate martedì da Boris Johnson, in quella che il suo governo descrive come la "campagna d'inverno" per affrontare la pandemia. Il primo ministro ha delineato la nuova fase in una conferenza stampa a Downing Street, fiancheggiato dal suo consigliere capo medico Chris Whitty e consigliere capo scientifico Patrick Vallance.
La terza dose o richiamo del vaccino inizierà a essere somministrata già la prossima settimana, partendo dai più anziani e dalle categorie più a rischio, per poi includere gradualmente il personale ospedaliero e chiunque abbia più di 50 anni, oltre ai giovani più vulnerabili per malattie pregresse. Contemporaneamente, una singola dose di vaccino sarà offerta agli adolescenti tra 12 e 15 anni, anche loro a partire dalla settimana prossima, dopo avere avuto il consenso dai genitori, attraverso un programma collegato alle scuole.
Il premier conservatore ha cominciato la conferenza stampa ricordando la situazione in cui era il Paese un anno fa: "Oggi ci sono più contagi, ma siamo in condizioni incomparabilmente migliore per combattere il virus", ha detto Johnson, notando che l'80 per cento della popolazione al di sopra dei 16 anni è stato già vaccinato con due dosi e che il 90 per cento degli adulti hanno anticorpi contro il Covid. Ha quindi chiesto a tutti di continuare a essere responsabili, a indossare la mascherina nei luoghi affollati e a stare in casa se ci si sente male, ma senza obbligo di Green Pass per frequentare locali o trasporti, come già indicato dai suoi ministri nei giorni scorsi.
Johnson ha aggiunto tuttavia che una certificazione di essere stati vaccinati non può essere esclusa per il futuro, se da questa dipenderà la possibilità di tenere aperti o meno imprese ed esercizi commerciali. "Il Covid è ancora là fuori, la pandemia pone ancora dei rischi", ha concluso il primo ministro, "ma sono fiducioso che possiamo proteggere i passi avanti che abbiamo compiuto". E ha esortato chi non fosse ancora vaccinato a farlo, notando che chi ha ricevuto due dosi corre nove volte meno pericoli di morire rispetto a chi non è vaccinato. A questo proposito il Daily Telegraph riporta uno studio secondo cui, su 50 mila persone morte per Covid nel Regno Unito nel corso del 2021, soltanto 57 avevano ricevuto due dosi e non soffrivano di altre gravi malattie: la prova che il vaccino salva la vita.
Il professor Whitty ha dichiarato che la pandemia sembra essersi stabilizzata, avendo raggiunto un livello di circa 30 mila casi e alcune decine di vittime al giorno, pur avvertendo che potrebbe ancora crescere, ma per il momento la pressione dei ricoveri non è tale da travolgere gli ospedali. La Gran Bretagna è tornata sostanzialmente alla normalità, avendo imparato a convivere con il virus: il premier spera che non ci sarà più bisogno di ricorrere a un lockdown totale come quelli del primo anno e mezzo di lotta contro il Covid. Il ministro della Sanità Sajid Javid ammonisce tuttavia che l'obbligo della mascherine potrebbe tornare se la situazione dovesse peggiorare.