Stati Uniti, le lacrime di Simone Biles: “Io, vittima di abusi: l’Fbi non mi ascoltò”
dalla nostra inviata Anna Lombardi , dalla nostra inviata Anna LombardiNEW YORK - "Accuso Larry Nassar. E con lui l'intero sistema che permise al medico della nazionale femminile di ginnastica artistica di perpetrare i suoi abusi. Fui molestata, la federazione americana e il Comitato Olimpico americani lo sapevano. Ma non mi protessero". La campionessa olimpionica Simone Biles - 4 medaglie d'oro, due d'argento, due di bronzo - punta finalmente il dito contro i suoi demoni: l'osteopata della nazionale femminile condannato a un totale di 176 anni di prigione per aver abusato di almeno 500 atlete, certo. Insieme all'intero sistema che per anni lo protesse. "Sono vittima di abusi sessuali perpetrati perché chi doveva proteggerci non fece il suo lavoro".
L'atleta 24enne, ritiratasi, quest'estate, dalla finale a squadra e da quella individuale di Tokyo 2020 tormentata da quei "twisties", sorta di spaesamento spazio-temporale da lei definiti, appunto, "demoni", ha pronunciato il suo &qu…
NEW YORK - "Accuso Larry Nassar. E con lui l'intero sistema che permise al medico della nazionale femminile di ginnastica artistica di perpetrare i suoi abusi. Fui molestata, la federazione americana e il Comitato Olimpico americani lo sapevano. Ma non mi protessero". La campionessa olimpionica Simone Biles - 4 medaglie d'oro, due d'argento, due di bronzo - punta finalmente il dito contro i suoi demoni: l'osteopata della nazionale femminile condannato a un totale di 176 anni di prigione per aver abusato di almeno 500 atlete, certo. Insieme all'intero sistema che per anni lo protesse. "Sono vittima di abusi sessuali perpetrati perché chi doveva proteggerci non fece il suo lavoro".
L'atleta 24enne, ritiratasi, quest'estate, dalla finale a squadra e da quella individuale di Tokyo 2020 tormentata da quei "twisties", sorta di spaesamento spazio-temporale da lei definiti, appunto, "demoni", ha pronunciato il suo "J'accuse" in lacrime davanti alla commissione Giustizia del Senato incaricata di indagare su eventuali negligenze anche dell'Fbi. Sì, pure l'agenzia investigativa fu tutt'altro che celere nell'aprire un'inchiesta su Nassar nonostante le denunce: "Avete chiuso gli occhi", ha detto la star della ginnastica americana - unica delle tante vittime del medico-pedofilo ad essere rimasta nella nazionale - parlando per la prima volta in pubblico di quanto subito.
All'epoca del processo - era il 2018 - non aveva trovato il coraggio di testimoniare in aula e si era limitata a mandare al tribunale una lettera con la sua versione. D'altronde, proprio come le compagne Mckayla Maroney, Maggie Nichols e Aly Raisman, anche loro ieri in Senato, ha subito anche dopo aver deninciato. L'Fbi, infatti, all'inizio non prestò attenzione alle accuse formulate già nel luglio 2015 da Maroney col sostegno di Stephen Penny, Ceo di USA Gymnastics. L'ufficio di Indianapolis guidato dall'agente Jay Abbott dove l'atto era stato depositato, non aprì nessuna indagine formale fino a settembre di quell'anno, quando interrogò tre testimoni. Né condivise le informazioni ricavate con le autorità, facendo anzi sparire le deposizioni fino al 2017: quando, cioè Nassar era già stato arrestato per possesso di materiale pedopornografico.
A ricostruire la vicenda ci ha pensato ora l'ispettore generale del Dipartimento di Giustizia Micheal Horowitz, in un incendiario rapporto presentato a luglio: "I funzionari non affrontarono con serietà e urgenza le accuse. Commettendo numerosi errori e violando molteplici regole". Fatti che lasciano di sasso pure il direttore del Federal Bureau of Investigation, Christopher Wray, presente in aula: "I miei uomini si sono comportati in maniera inaccettabile, hanno tradito il loro dovere e le ragazze" dice, imbarazzato. Ricordando che l'agente Abbott è stato nel frattempo cacciato. Ma alle giovani atlete non basta: "Avete permesso a un molestatore di minori di rimanere libero per più di un anno e questa inazione ha consentito a Nassar di continuare i suoi abusi", ha ricordato Maroney, 25 anni, la due volte campionessa mondiale che nel frattempo ha abbandonato lo sport. "Che senso ha denunciare se l'Fbi seppellisce il rapporto in un cassetto?".
Tocca a Biles chiedere giustizia: "Nessun'altra atleta deve sperimentare l'orrore subito da noi. Le cicatrici di quanto accaduto continuano ad accompagnarci. Se permetti a un predatore di danneggiare dei minori, le conseguenze saranno rapide e gravi". I demoni tornano quando mento te lo aspetti: anche sotto forma di "twisties".