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Diario da Kabul. Vorrei vedere come trattano madri e sorelle

(ansa)

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I talebani, con discrezione, venivano a farsi curare anche durante il regime precedente. Ora sono così tanti che già ci siamo abituati. Io però continuo ad osservarli curioso. NH mi ha colpito. Sui 40, alto, corpulento, ha barba fitta e profonde rughe sulla fronte. Viene ogni giorno per la protesi, anzi le protesi, avendo perso una gamba e mezzo piede. All'accettazione si è dichiarato di xxx. "Sai dov'è?", mi chiedono i colleghi. "Un posto dove ruberebbero a una mendicante, vedova, disabile e moribonda". Pittoresco.

NH non fa alcuno sforzo per ispirare simpatia. Esegue gli esercizi richiesti e si rivolge ai terapisti con tono brusco. Forse crede anche lui, come molti qui, che sorridere e essere gentili siano segno di debolezza, espedienti per ottenere favori. A casa ho la vecchissima foto di un gruppo di notabili afghani. NH sembra uscito di là, stesso vestito, posa ed espressione. Ma c'è un momento in c…

I talebani, con discrezione, venivano a farsi curare anche durante il regime precedente. Ora sono così tanti che già ci siamo abituati. Io però continuo ad osservarli curioso. NH mi ha colpito. Sui 40, alto, corpulento, ha barba fitta e profonde rughe sulla fronte. Viene ogni giorno per la protesi, anzi le protesi, avendo perso una gamba e mezzo piede. All'accettazione si è dichiarato di xxx. "Sai dov'è?", mi chiedono i colleghi. "Un posto dove ruberebbero a una mendicante, vedova, disabile e moribonda". Pittoresco.

NH non fa alcuno sforzo per ispirare simpatia. Esegue gli esercizi richiesti e si rivolge ai terapisti con tono brusco. Forse crede anche lui, come molti qui, che sorridere e essere gentili siano segno di debolezza, espedienti per ottenere favori. A casa ho la vecchissima foto di un gruppo di notabili afghani. NH sembra uscito di là, stesso vestito, posa ed espressione. Ma c'è un momento in cui si trasforma. Appena libero dalla fisioterapia lo trovi nel viale, tra i fiori. Li odora e tocca con una delicatezza che diresti non gli appartenga. Forse ci parla. Anche le rughe si appianano. I fisioterapisti lo devono chiamare, sennò resterebbe là ore.

 

Credo sia un talebano di un certo rango, a giudicare dalla solerzia con cui il suo attendente lo serve, un giovanotto dall'aria placida. Guardando NH camminare provando le protesi, mi chiedo come sia diventato talebano. Certo nelle zone rurali un ragazzo non ha scelta: fa quello che vogliono il padre o il capo villaggio. Se questi ha bisogno di braccia per combattere, la famiglia obbedisce. A lui decidere con chi allearsi, le truppe lo seguono e basta. L'ideologia non c'entra. Magari viene da una scuola coranica, ce ne sono ovunque. Ogni tanto mi lancia brevi occhiate. Chissà cosa pensa di questo posto, gestito da infedeli; e di me.

 

Durante il controllo delle protesi gli devo porre domande. Risponde senza guardarmi in faccia. Replico facendo altrettanto. Sembriamo due strambi che si ignorano e dialogano allo stesso tempo. E chissà cosa pensa delle numerose donne che circolano nel centro, pazienti, mamme e personale. Lo vedo guardarle fugacemente (l'attendente invece si sofferma molto di più). I talebani sembrano di un mondo da cui le donne sono bandite. Eppure hanno madri e sorelle. Come le trattano ? Le abbracciano quando le incontrano? Quanto vorrei seguirlo a casa, conoscere le sue abitudini. Il pomeriggio, all'ora di chiusura, lo incontro che contempla le campanule rampicanti. Ha una rosa dietro l'orecchio. A sorpresa mi stringe la mano, senza guardarmi in faccia.