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Elezioni in Germania, rebus alleanze nelle urne: rischia di non esserci un vincitore

Il terzo dibattito tra Scholz (Spd), a sinistra, Baerbock al centro (Verdi) e Laschet (Cdu) (ansa)
Domenica si vota: Scholz o Laschet? Dal terzo dibattito non esce un favorito
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BERLINO - Sono stati di nuovo temi tedeschi a dominare il terzo "triell" tra i candidati al dopo-Merkel. E mentre Olaf Scholz (Spd) ha chiarito che non si alleerà con chi non accetterà un salario minimo a 12 euro, Annalena Baerbock (Verdi) ha accusato entrambi gli sfidanti di non voler fare nulla contro i cambiamenti climatici. Armin Laschet (Cdu) ha puntato tutto sulla promessa di non aumentare le tasse e ha criticato i suoi avversari per voler fare l'opposto, rischiando di strangolare la crescita. Ma in vista del voto di domenica prossima il quadro si sta talmente ingarbugliando che fonti della Cdu parlano di uno "scenario dei due cancellieri".

L'ultimo sondaggio dà il candidato conservatore Laschet in lieve recupero al 22% e Scholz fermo al 25%. Tanto che Markus Soeder, leader Csu alleato di Laschet, intravede "un'inversione di tendenza e la possibilità di riacchiappare la Spd". Il risultato potrebbe essere sul …

BERLINO - Sono stati di nuovo temi tedeschi a dominare il terzo "triell" tra i candidati al dopo-Merkel. E mentre Olaf Scholz (Spd) ha chiarito che non si alleerà con chi non accetterà un salario minimo a 12 euro, Annalena Baerbock (Verdi) ha accusato entrambi gli sfidanti di non voler fare nulla contro i cambiamenti climatici. Armin Laschet (Cdu) ha puntato tutto sulla promessa di non aumentare le tasse e ha criticato i suoi avversari per voler fare l'opposto, rischiando di strangolare la crescita. Ma in vista del voto di domenica prossima il quadro si sta talmente ingarbugliando che fonti della Cdu parlano di uno "scenario dei due cancellieri".

L'ultimo sondaggio dà il candidato conservatore Laschet in lieve recupero al 22% e Scholz fermo al 25%. Tanto che Markus Soeder, leader Csu alleato di Laschet, intravede "un'inversione di tendenza e la possibilità di riacchiappare la Spd". Il risultato potrebbe essere sul filo. E nei colloqui off the record il possibile ago della bilancia delle future coalizioni, il leader dei liberali Christian Lindner (Fdp), ammette che molti elettori Fdp potrebbero votare Cdu per scongiurare Scholz cancelliere. Tutto dipenderà dai negoziati che si apriranno il 27 settembre - il giorno, peraltro, in cui Angela Merkel diventerà la cancelliera più longeva di tutti i tempi, superando il record di Helmut Kohl. E alcuni scommettono su negoziati per il nuovo governo talmente lunghi da protrarsi fino all'anno prossimo.

 

"Penso che alla Cdu farebbe bene stare un po' all'opposizione": Scholz esclude sempre una riedizione della Grande coalizione. Sarebbe la soluzione più semplice: la Cdu/Csu e la Spd sono gli unici due partiti che, sommati, possono aspirare a una maggioranza dei voti. Ma Scholz e Laschet pensano che i tedeschi siano stanchi di 12 degli ultimi 16 di Grosse Koalition e puntano a un'alternativa. Tuttavia, alla luce di una maggioranza piuttosto esigua che persino il rosso-nero potrebbe raggiungere, c'è chi scommette su una "Grande coalizione più": Cdu/Csu e Spd più i Verdi. Per la prima volta nella storia la Germania potrebbe essere guidata da tre partiti.

"Mi manca la fantasia" per un'alleanza con la Spd e i Verdi: il leader Fdp è freddo su un'alleanza "semaforo". E "il prerequisito per accettare qualsiasi coalizione è che non ci siano aumenti delle tasse e che il pareggio di bilancio sia rispettato". Sia i Verdi sia la Spd vorrebbero aumentare le tasse ai ricchi e il partito di Baerbock chiede da tempo di ammorbidire la regola dello "zero deficit". Ma non sembrano condizioni impossibili né inemendabili.

 

Chi conosce bene Scholz sa che quella dell'esecutivo "semaforo" - Spd-Verdi-Fdp - è la sua opzione preferita. E, stando ai sondaggi, anche quella della maggioranza dei tedeschi. Ma se Lindner dovesse far fallire i negoziati, Scholz e Baerbock dovrebbero sedersi al tavolo con la Linke. Che rischia però di non superare la soglia di sbarramento del 5% - al momento è al 6%, Ma il vicecancelliere non può escludere una coalizione con la sinistra radicale anche per non ridurre i propri margini di negoziato con la Fdp. La Linke manda continui segnali di dialogo. Scholz ha chiarito che "la permanenza nella Nato e le missioni all'estero della Bundeswehr non sono negoziabili".

In teoria, la sinistra radicale chiede ancora che la Germania esca dall'Alleanza atlantica. Ma la candidata Janine Wissler ha lasciato intendere che non è una condizione per un accordo con Scholz. Come sarebbe invece un governo a guida Laschet? Lindner non fa mistero di preferire un'intesa con i conservatori. Ma è quasi impossibile che la Fdp, all'11% nei sondaggi, possa garantire una maggioranza ai conservatori. Lo scenario favorito da Lindner e Laschet è dunque quello di una coalizione con i Verdi. E se su temi come l'ambiente o il sociale i liberali sembrano anni luce dagli ambientalisti, ci sono temi come la difesa dei diritti civili o la privacy su cui i due partiti sono da sempre in grande sintonia. Un po' meno con la Cdu/Csu. Ma la strada per ogni coalizione sarà lunga e tortuosa.