Elezioni in Russia, opposizione divisa. La candidata femminista Aliona Popova: "Tradita da Navalnyj"
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA - Quando lo scorso giugno Aliona Popova ha deciso di candidarsi alle parlamentari russe nelle file di Jabloko, l'unico partito liberale registrato, sapeva di doversi scontrare con l'apatia e la disillusione della popolazione, l'ostruzionismo delle autorità e, nella sua circoscrizione, la rivalità di due politici navigati: il singolare personaggio televisivo Anatolij Vasserman, membro del partito al potere Russia Unita, e il comunista Serghej Obukov. Non avrebbe mai pensato di doversi scontrare anche con quelli che credeva alleati.
Da mercoledì Obukhov, che in passato ha sempre votato per leggi liberticide, gode dell'endorsement della piattaforma …
MOSCA - Quando lo scorso giugno Aliona Popova ha deciso di candidarsi alle parlamentari russe nelle file di Jabloko, l'unico partito liberale registrato, sapeva di doversi scontrare con l'apatia e la disillusione della popolazione, l'ostruzionismo delle autorità e, nella sua circoscrizione, la rivalità di due politici navigati: il singolare personaggio televisivo Anatolij Vasserman, membro del partito al potere Russia Unita, e il comunista Serghej Obukov. Non avrebbe mai pensato di doversi scontrare anche con quelli che credeva alleati.
Da mercoledì Obukhov, che in passato ha sempre votato per leggi liberticide, gode dell'endorsement della piattaforma "Voto intelligente" lanciata dal team dell'oppositore Aleksej Navalnyj che suggerisce di votare il candidato che ha più probabilità di scalzare i membri di Russia Unita.
"Non me lo aspettavo. È stata una pugnalata alle spalle. L'opposizione dovrebbe coalizzarsi e porsi l'obiettivo di promuovere certi valori. Se il valore supremo dei collaboratori di Navalnyj è turbare il sistema facciano pure. Ma così rischiano di vanificare anni di battaglie. Se non entrerò nella Duma, la Russia non adotterà mai una legge sulle violenze domestiche", spiega appollaiata su una sedia tra una stampante e pile di volantini nello spoglio quartiere elettorale della sua campagna nel Nord-Ovest di Mosca, non lontano dal folcloristico mercato delle pulci Izmailovo.
Una legge a difesa delle donne
Nel 2014 Popova fu svegliata in piena notte dalla telefonata di una delle sue migliori amiche: il compagno l'aveva picchiata e lei, all'ottavo mese di gravidanza, aveva perso il bambino. Quando Aliona andò a trovarla in ospedale, quasi non la riconobbe. "Aveva il volto tumefatto, lividi su tutto il corpo e una frattura alla spalla. Promisi a me stessa che, in vita mia, avrei fatto di tutto per proteggere le donne dai partner violenti".
Imprenditrice ed ex giornalista parlamentare, da allora si batte per una legge che, sulla scia di altri 143 Paesi nel mondo, introduca nell'ordinamento giuridico russo il reato di "violenza domestica", al momento trattato genericamente nell'ambito delle "percosse", e lo penalizzi.
Un'agenda di nicchia per una campagna parlamentare e che, eppure, stando a un sondaggio di Levada Tsentr, sta a cuore al 79% della popolazione. Per non contare il fatto che le donne in Russia costituiscono il 54 percento della popolazione.
"È un argomento che unisce. Abbiamo ottenuto il record di 8 milioni di rubli di donazioni da tutta la Russia. In questo stabile di cinque piani a ogni portone c'è una vittima di abusi", insiste avviluppata in un pullover troppo grande. "Ho perso due taglie in questi mesi di comizi e porta a porta".
Quando ha scoperto che la deputata di Russia Unita Oksana Pushkina, femminista pro-Lgbt e pro-aborto, con cui collaborava, non sarebbe stata candidata per un secondo mandato, Popova ha deciso di farsi avanti. "Mi sono confrontata con Oksana e altre attiviste di varie ong come Anna Tsentr e Nasiliu.net che in passato sono state dichiarate 'agenti stranieri'. Le autorità avevano lanciato un'offensiva contro i difensori dei diritti umani. Molti sono stati sbattuti dentro, altri sono dovuti fuggire all'estero. Ci siamo dette che non potevamo chiudere gli occhi e restare indifferenti. Dovevamo provarci".
Jabloko, l'unico partito liberale
Il sostegno di Jabloko è stato fondamentale. Fondato nel 1993 e forza politica influente negli anni di Eltsin, il partito è stato gradualmente marginalizzato dalla Duma dove oramai siede solo l'"opposizione sistemica", allineata con il Cremlino. Ma in un Paese dove registrare un nuovo partito è pressocché impossibile senza il visto del Cremlino e la vera opposizione, cosiddetta "non sistemica", non è perciò rappresentata in Parlamento, Jabloko possiede ancora un'arma: il suo status legale.
Aspiranti candidati indipendenti devono raccogliere migliaia di firme e, com'è successo spesso in passato, se anche ci riescono sono poi squalificati in base a pretestuose tecnicalità. Perciò Jabloko è da sempre il primo porto di attivisti e oppositori che non sono membri di partito e restebbero perciò esclusi dalle coreografate candidature elettorali. "Non avrei mai raccolto abbastanza firme e il sistema non mi avrebbe mai ammesso", assicura Popova.
L'odio di "Stato Maschile"
In campagna elettorale, la trentottenne ha subito le vessazioni di "Stato Maschile", gruppo d'odio online contro donne e minoranze etniche, che ha registrato suoi profili falsi sui siti porno, diffuso il suo numero di telefono e persino dato fuoco alla sua auto.
Un'altra sfida è stata vincere la diffidenza degli elettori oramai rassegnati al fatto che votare non cambi nulla. "Mi dicevano 'Queste non sono vere elezioni, il mio voto verrà manipolato, è tutto inutile', ma in molti casi sono riuscita a vincere la loro apatia. Alcuni hanno iniziato persino a distribuire volantini nel loro vicinato".
Comunque vada, una vittoria, dice Popova, l'ha già ottenuta. Anche i suoi rivali hanno inserito la legge sulle violenze domestiche nel loro programma. "Ieri mi ha scritto Svetlana Ivazova, professoressa da sempre impegnata per le donne, dicendomi che sono entrata nella storia perché sono riuscita a portare avanti una campagna tutta incentrata sulle violenze domestiche".
Un osservatore elettorale trafelato irrompe nello "stab", il quartiere elettorale. Nel seggio vicino, dice, ha riscontrato anomalie nel voto a domicilio. "I casi sospetti di frodi sono tanti", commenta Popova dopo essere andata a verificare di persona se ci fossero irregolarità. "Ieri c'è stato persino uno scontro tra i nostri osservatori e gli scrutatori. Le parlamentari odierne non sono elezioni legittime. Ma partecipo perché voglio comunque provare a fare la mia parte".