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Von der Leyen contro gli Usa : “Con Parigi mossa inaccettabile”

La presidente della Commissione europea Ursula vond er Leyen (ansa)

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La presidente della Commissione Ue: "Vogliamo sapere che cosa sia successo e perché". Johnson: "Con Parigi un rapporto indistruttibile". Biden vuole parlare con Macron per chiarire la situazione
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Devono essere molto buone le ragioni per sfiorare la crisi fra le due sponde dell'Atlantico: lo sgarbo commesso da Australia, Stati Uniti e Gran Bretagna nei confronti della Francia è destinato a lasciare tracce. Il giudizio dell'Europa sull'annuncio del 15 settembre, che rendeva pubblico l'accordo Aukus sulla sicurezza in funzione anti-cinese e di fatto equivale a uno schiaffo sugli interessi di Parigi, è duro: "La Francia è stata trattata in modo inaccettabile", sottolinea con durezza Ursula von der Leyen ai microfoni della Cnn. Prima di riprendere le normali attività, la Ue "vuole sapere che cosa sia successo, e perché", tanto più quando "sappiamo con chi abbiamo valori e interessi in comune", dice la commissaria, rassicurando però che "non permetteremo che accada" una spaccatura tra le democrazie.

Insomma, non è una rottura, ma una crisi profonda è stata sfiorata…

Devono essere molto buone le ragioni per sfiorare la crisi fra le due sponde dell'Atlantico: lo sgarbo commesso da Australia, Stati Uniti e Gran Bretagna nei confronti della Francia è destinato a lasciare tracce. Il giudizio dell'Europa sull'annuncio del 15 settembre, che rendeva pubblico l'accordo Aukus sulla sicurezza in funzione anti-cinese e di fatto equivale a uno schiaffo sugli interessi di Parigi, è duro: "La Francia è stata trattata in modo inaccettabile", sottolinea con durezza Ursula von der Leyen ai microfoni della Cnn. Prima di riprendere le normali attività, la Ue "vuole sapere che cosa sia successo, e perché", tanto più quando "sappiamo con chi abbiamo valori e interessi in comune", dice la commissaria, rassicurando però che "non permetteremo che accada" una spaccatura tra le democrazie.

Insomma, non è una rottura, ma una crisi profonda è stata sfiorata. A poco serve l'affannato chiarimento di Boris Johnson, che definisce "indistruttibile" il rapporto tra Parigi e Londra. E non è detto che l'irritazione francese possa essere sanata con una telefonata a Emmanuel Macron da parte di Joe Biden, in vista dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a cui il leader dell'Eliseo parteciperà solo per via telematica. Il tema dell'accordo Aukus e soprattutto delle sue conseguenze strategiche e diplomatiche è talmente rovente che anche i ministri degli Esteri europei ne hanno discusso, a margine della riunione al Palazzo di Vetro, nella tarda serata di ieri.

 

 

La decisione australiana di fare un passo indietro, ritirandosi dall'acquisto dei sottomarini francesi, non solo cancella un affare da 50 miliardi di euro, ma mette in discussione equilibri strategici consolidati. La Casa Bianca non poteva non sapere che l'accordo con Canberra avrebbe irritato gli alleati europei. E dunque la scelta non può essere stata presa a cuor leggero. Alla base di tutto, dice un analista esperto di scenari navali, c'è l'intenzione australiana di conquistarsi un ruolo da protagonista nel contesto del Pacifico. E i sottomarini, con la loro capacità di deterrenza, sono la carta più importante da giocare. Devono rappresentare una minaccia realistica, e quindi essere efficienti, ma in un certo senso sono più utili "prima" di dare la voce alle armi. "La deterrenza dei sommergibili è fondamentale. Quando una guerra scoppia davvero, vuol dire che la Marina non ha fatto bene il suo lavoro", dice l'analista.

"Pur non essendo dotati di testate nucleari, i futuri sottomarini australiani sono un moltiplicatore di potenza navale significativo, anche dal punto di vista della credibilità delle alleanze orientate al contenimento della Cina", sottolinea Giuseppe de Giorgi, ex capo di Stato maggiore della Marina. Con essi, "l'Australia diventerà una potenza navale in grado di giocare un ruolo importante nel Pacifico, agendo come elemento di aggregazione anche per molte nazioni più piccole dell'Area che da sole non avrebbero il coraggio di resistere alle lusinghe o pressioni cinesi".

 

 

Come elemento di deterrenza i sommergibili dotati di missili sono insostituibili, dice l'ammiraglio Ferdinando Sanfelice Di Monteforte: "È come un gioco del gatto con il topo: i sottomarini d'attacco devono togliere la sicurezza di invulnerabilità agli altri dotati di missili balistici". I sommergibili prenotati da Canberra, in altre parole, devono ridimensionare il ruolo dei sottomarini di Pechino. "L'Australia è di fatto un'isola gigantesca: da lì i sottomarini nucleari possono andare in ogni direzione, anche velocemente, cosa che invece è più difficile fare con sommergibili convenzionali, che hanno autonomia molto minore. In più, l'Australia teme di essere coinvolta in uno scontro con la Cina, che potrebbe lanciare i missili balistici dai suoi sommergibili nucleari. Per questo Canberra ha ordinato sottomarini d'attacco, per pattugliare i mari dove non vuole che si nascondano i mezzi cinesi". Le ragioni del gelo sull'Atlantico, insomma, vanno cercate nel Pacifico.