Russia, i comunisti denunciano brogli e indicono proteste: "Non riconosciamo i risultati"
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA - A diciannove ore dalla chiusura dei seggi in Russia dopo la tre giorni delle parlamentari, la Commissione elettorale centrale continua a rinviare l'annuncio dei risultati definitivi. Mancano in particolare i dati del voto elettronico attivo a Mosca e in altre sette regioni. Essendo computerizzato, sarebbe dovuto essere immediatamente disponibile.
Il timore di osservatori e candidati dell'opposizione, seppure "sistemica", nella capitale è che i funzionari stiano cercando di raddrizzare i dati a vantaggio del partito al potere Russia Unita. "Non riconosceremo i risultati", ha già annunciato invocando una "inchiesta approfondita" G…
MOSCA - A diciannove ore dalla chiusura dei seggi in Russia dopo la tre giorni delle parlamentari, la Commissione elettorale centrale continua a rinviare l'annuncio dei risultati definitivi. Mancano in particolare i dati del voto elettronico attivo a Mosca e in altre sette regioni. Essendo computerizzato, sarebbe dovuto essere immediatamente disponibile.
Il timore di osservatori e candidati dell'opposizione, seppure "sistemica", nella capitale è che i funzionari stiano cercando di raddrizzare i dati a vantaggio del partito al potere Russia Unita. "Non riconosceremo i risultati", ha già annunciato invocando una "inchiesta approfondita" Ghennadij Zjuganov, il leader del partito comunista che ha registrato un successo inedito, ma sostiene che gli siano stati rubati voti.
Alcuni candidati che temono che il voto elettronico ribalti lo spoglio delle schede elettorali nei seggi hanno già indetto proteste in serata. Alcuni erano stati anche sostenuti dalla strategia "Voto intelligente" di Aleksej Navalnyj che, alla vigilia delle elezioni, aveva diffuso una lista di nomi, circoscrizione per circoscrizione, con più probabilità di battere i membri del partito al governo.
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I risultati preliminari finora certificano la vittoria di Russia Unita quasi al 54%, leggermente in calo rispetto al 2016, ma - anche in base ai collegi uninominali che devono ancora essere ufficialmente assegnati - dovrebbe essere in grado di mantenere la maggioranza parlamentare di due terzi necessaria ad approvare riforme costituzionali. I comunisti invece si confermano secondo partito ma balzando intorno al 20%, tra i 7 e gli 8 punti in più rispetto alle precedenti elezioni.
Crollano di circa cinque punti i consensi dei nazionalisti del Partito liberaldemocratico (Ldpr) che si ferma al 7,5%. Stabile Russia Giusta poco sopra il 7, mentre si attende di capire se "Gente nuova", la forza politica dell'imprenditore Aleksej Nechaev, alla prima apparizione al voto per la Duma, riuscirà davvero a superare la soglia di sbarramento necessaria per accedere alla nuova legislatura.
Le parlamentari elettorali, diluite per la prima volta su tre giorni con il pretesto del Covid, erano cruciali in vista del 2024 quando si terranno le presidenziali e Putin dovrà decidere se ricandidarsi per un quinto mandato o cedere lo scettro. L'inedita maratona elettorale è stata contrassegnata da oltre 5mila segnalazioni di brogli a Golos, l'unica organizzazione di osservatori indipendenti rimasta, bollata un mese fa come "agente straniero". Il Cremlino, tuttavia, ha descritto il voto come "competitivo, aperto ed equo".