"In Brasile va tutto bene", la surreale missione di Bolsonaro all'Onu
di Daniele Mastrogiacomo , di Daniele MastrogiacomoLa pizza mangiata in piedi, sul marciapiede; gli insulti, con il dito medio alzato, ai contestatori che protestavano davanti all’ambasciata; l’incontro, senza mascherina, con il premier inglese Boris Johnson per esaltare le proprietà del vaccino AstraZeneca rispetto al Pfizer e al Moderna; i proprietari dei ristoranti costretti a piazzare dei tavolini all’esterno per ospitare il gruppo che accompagna il leader brasiliano perché composto da persone senza vaccino. Poi il discorso inaugurale al summit delle Nazioni Unite che lascia esterrefatti i brasiliani incollati alla tv. Jair Bolsonaro descrive un Brasile che pochi riconoscono, immerso nella pace sociale e politica, avvolto da una sicurezza sanitaria di prim’ordine, impegnato nella difesa dell’Amazzonia, nella battaglia al disboscamento e al commercio illegale di legno, nella solidarietà alle tribù indigene a cui viene garantito un quarto delle terre del paese. Infine, il col…
La pizza mangiata in piedi, sul marciapiede; gli insulti, con il dito medio alzato, ai contestatori che protestavano davanti all’ambasciata; l’incontro, senza mascherina, con il premier inglese Boris Johnson per esaltare le proprietà del vaccino AstraZeneca rispetto al Pfizer e al Moderna; i proprietari dei ristoranti costretti a piazzare dei tavolini all’esterno per ospitare il gruppo che accompagna il leader brasiliano perché composto da persone senza vaccino. Poi il discorso inaugurale al summit delle Nazioni Unite che lascia esterrefatti i brasiliani incollati alla tv. Jair Bolsonaro descrive un Brasile che pochi riconoscono, immerso nella pace sociale e politica, avvolto da una sicurezza sanitaria di prim’ordine, impegnato nella difesa dell’Amazzonia, nella battaglia al disboscamento e al commercio illegale di legno, nella solidarietà alle tribù indigene a cui viene garantito un quarto delle terre del paese. Infine, il colpo di scena: il ministro della Sanità brasiliano che viene contagiato e risulta positivo al Covid.
E’ stato un mezzo disastro, sicuramente movimentata e imbarazzante, la missione-lampo del presidente Jair Bolsonaro a New York per partecipare alla riunione dell’Onu sull’emergenza alimentare e le prospettive geopolitiche nel rapporto tra i Grandi del Pianeta. Accompagnato da una delegazione di ministri e consiglieri, il leader dell’estrema destra ha voluto distinguersi dagli altri convenuti e riaffermare le sue scelte in campo economico e sanitario tanto contestate. Voleva raccontare quale fosse il vero Brasile, non quello descritto dai media di tutto il mondo. Ha annunciato la sconfitta della corruzione dicendo che negli ultimi 8 mesi non si è registra alcun caso di malversazione. Ha spiegato che il paese è in pieno rilancio, con grandi investimenti, le industrie che macinano utili, i consumi che sono ripresi a pieno ritmo.
“Il Brasile è un paese che garantisce la libertà di espressione e di culto”, ha ribadito Bolsonaro, “con la famiglia come valore fondamentale di civilizzazione”. Ha riconosciuto la presenza della pandemia ma si è detto contrario a ogni forma di prevenzione, dalla mascherina ai lockdown “che finiscono per bloccare l’economia e far aumentare l’inflazione”. Non crede al vaccino - che non si è ancora inoculato anche se ha imposto il segreto per cento anni sulla sua cartella clinica. E’ contrario al passaporto sanitario e a altre misure di contenimento. I brasiliani, secondo il presidente, devono poter uscire di casa e girare per strada senza alcun limite. Liberi di vaccinarsi anche se continua a dire che non si fida e può “trasformarti in un coccodrillo”. La storia e la scienza saranno responsabili di quello che è successo, replica a chi gli ricorda i quasi 600 mila morti per Covid.
Scherza, provoca i giornalisti che gli chiedono cosa dirà al summit dell’Onu: “Lo farò in braille, dovrete interpretarlo”. Difende la sua politica ambientale e dice: l’84 per cento dell’Amazzonia è intatta, abbiamo ridotto, solo nel mese di agosto, il 32 per cento del disboscamento. Le tribù indigene sono tutelate: il 14 per cento delle terre continua ad essere destinato a loro. Il 7 settembre, giorno dell’Indipendenza, non c’è stata una marcia di protesta contro il Congresso e la Corte Suprema con slogan, pesanti minacce alla magistratura che indaga sui suoi figli, e inviti al golpe. “Milioni di sostenitori e patrioti sono scesi in piazza - ha affermato Bolsonaro - nella più grande manifestazione della storia del Brasile”.
Jair Bolsonaro parte da New York soddisfatto. Ha solo un cruccio: è costretto a lasciare in albergo il suo ministro della Sanità, Marcelo Queiroga, risultato positivo al Covid. Sta bene, ma dovrà rimanere in isolamento per la quarantena prevista. Era tra i pochissimi a indossare, ogni tanto, la mascherina durante la missione. Non voleva smentire il capo, ma temeva di contagiarsi. Aveva ragione: alla fine si è preso il virus.