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Germania, il falco liberale Lindner ago della bilancia che punta alle Finanze

Il leader della Fdp Christian Lindner (ansa)
Per la Fdp l’ideale sarebbe una coalizione con i colori della bandiera giamaicana: il nero della Cdu-Csu, il verde dei Grünen e ovviamente il giallo dei Liberali. Non è esclusa neanche una coalizione “semaforo”, dove al posto dei cristiano-democratici ci siano i rossi della Spd
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BERLINO - L’ago della bilancia può permettersi di lasciare l’ansia ai rivali. La coscienza di essere in una posizione forte, quella che la Deutsche Welle ha definito da kingmaker, ha avuto su Christian Lindner un buon effetto. Lo si è visto ieri, al comizio berlinese di fine campagna, ma ancora di più era evidente alla serata tv congiunta dei leader politici. Il capo della Fdp era il più tranquillo davanti alle telecamere. C’era la padronanza di sé, che i tedeschi conoscono bene, dopo aver scoperto un video d’epoca in cui un giovanissimo Lindner con cravatta e Mercedes parlava già a vent’anni di spirito imprenditoriale. Ma c’era soprattutto la certezza di poter giocare una partita elettorale in cui i dilemmi sono altrui.

BERLINO - L’ago della bilancia può permettersi di lasciare l’ansia ai rivali. La coscienza di essere in una posizione forte, quella che la Deutsche Welle ha definito da kingmaker, ha avuto su Christian Lindner un buon effetto. Lo si è visto ieri, al comizio berlinese di fine campagna, ma ancora di più era evidente alla serata tv congiunta dei leader politici. Il capo della Fdp era il più tranquillo davanti alle telecamere. C’era la padronanza di sé, che i tedeschi conoscono bene, dopo aver scoperto un video d’epoca in cui un giovanissimo Lindner con cravatta e Mercedes parlava già a vent’anni di spirito imprenditoriale. Ma c’era soprattutto la certezza di poter giocare una partita elettorale in cui i dilemmi sono altrui.


La Fdp dovrebbe far parte di ogni maggioranza. Per Lindner l’ideale sarebbe una coalizione con i colori della bandiera giamaicana: il nero della Cdu-Csu, il verde dei Grünen e ovviamente il giallo dei Liberali. Non è esclusa neanche una coalizione “semaforo”, dove al posto dei cristiano-democratici ci siano i rossi della Spd. Insomma, chiunque ottenga meno del 50 per cento dei voti, cioè tutti, dovrebbe bussare alla porta della Fdp. E i liberali non chiudono a nessuno: né all’Unione, né ai socialdemocratici. Persino i Verdi, culturalmente lontani, possono essere partner graditi sul tema dei grandi investimenti che l’impegno per il clima porterebbe.


Così il presidente della Fdp ha messo le mani avanti: gli piacerebbe la poltrona delle Finanze, dove potrebbe avere un ruolo da falco, forse non del tutto gradito ai partner europei, per le rigidità sugli sfondamenti del bilancio e gli inevitabili “no” ad aumenti della pressione fiscale. Il rischio per il leader Fdp è che la sua richiesta appaia una pretesa eccessiva alla Spd, se sarà questa ad avere l’iniziativa nella formazione del governo. E alla fine, renderebbe più probabile la nascita di un gabinetto rosso-rosso-verde, con Spd, Grünen e Linke.