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Puigdemont scarcerato. “Potrà tornare a Bruxelles”

(afp)

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Il 4 ottobre a Sassari l'udienza sull'estradizione, se non si presenterà il caso verrà chiuso. Ma l'avvocato: "Ci sarà". Il leader catalano: "La lotta non si ferma, Spagna ridicola". Il premier Sánchez: "Oggi più che mai serve il dialogo"
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SASSARI - Libero a meno di 24 ore dall'arresto e combattivo come sempre: "La lotta non si ferma, nessun ostacolo ci distrarrà". Carles Puigdemont ha lasciato nel tardo pomeriggio il carcere di Bancali, alla periferia di Sassari, e potrà rientrare a Bruxelles quando lo vorrà.

La decisione della Corte d'appello, che ha accolto la richiesta della Procura generale, arriva al termine di una giornata convulsa di dichiarazioni politiche e interpretazioni giuridiche che si sono intrecciate tra Barcellona e Roma, Madrid e Bruxelles. E appunto Sassari, dove i magistrati si sono trovati a dover gestire la patata bollente dopo l'arresto a sorpresa dell'ex presidente catalano, sbarcato gioved&igra…

SASSARI - Libero a meno di 24 ore dall'arresto e combattivo come sempre: "La lotta non si ferma, nessun ostacolo ci distrarrà". Carles Puigdemont ha lasciato nel tardo pomeriggio il carcere di Bancali, alla periferia di Sassari, e potrà rientrare a Bruxelles quando lo vorrà.

La decisione della Corte d'appello, che ha accolto la richiesta della Procura generale, arriva al termine di una giornata convulsa di dichiarazioni politiche e interpretazioni giuridiche che si sono intrecciate tra Barcellona e Roma, Madrid e Bruxelles. E appunto Sassari, dove i magistrati si sono trovati a dover gestire la patata bollente dopo l'arresto a sorpresa dell'ex presidente catalano, sbarcato giovedì sera all'aeroporto di Alghero Fertilia e subito bloccato da agenti in borghese, informati dell'arrivo attraverso i file del Sis, il sistema di segnalazione di Schengen da cui risultata che nei suoi confronti pende un ordine di cattura europeo emesso dal Tribunale supremo spagnolo nel 2017 e poi ripresentato nel 2019, subito dopo la conclusione del processo nel quale altri nove politici indipendentisti catalani vennero condannati a pesanti pene per il reato di sedizione.

Ma ora si tratterà di decidere sulla validità di quel "euroorden", come è chiamato in Spagna, e per questo la Corte d'appello di Sassari ha fissato una nuova udienza, per il 4 ottobre, alla quale l'ex "president" si è impegnato ad assistere - così assicura il suo avvocato Agostinangelo Marras - ma se non si dovesse presentare, e sarà accertato che non si trova nel nostro Paese, il caso dovrà concludersi per l'Italia con una pronuncia di non luogo a procedere.

L'arresto di Puigdemont ha colto di sorpresa il mondo politico italiano come quello spagnolo. A Madrid, il governo di Pedro Sánchez, impegnato in una delicata trattativa politica con l'esecutivo catalano di Pere Aragonès (in ballo c'è il futuro del processo indipendentista e, parallelamente, si discute sull'appoggio delle forze parlamentari catalane alla legge di bilancio) è subito sceso in campo per mostrare moderazione.

"Oggi è più che mai importante rivendicare il dialogo", ha detto Sánchez, mentre la ministra della Giustizia, Pilar Llop, nelle ore in cui Puigdemont era ancora in cella a Sassari, rifletteva che "quando c'è una questione pregiudiziale si intende che c'è una sospensione delle misure cautelari". La battaglia nel corso di tutta la giornata si è svolta proprio su questo tema, con il legale storico di Puigdemont, Gonzalo Boye, che in conferenza stampa da Bruxelles (ma oggi dovrebbe sbarcare in Sardegna) denunciava un "arresto illegale" sostenendo che "le autorità spagnole hanno mentito alla giustizia europea".

Il nodo da sciogliere è in quella decisione del Tribunale generale Ue, con sede a Lussemburgo, del 30 luglio scorso, in cui si negava a Puigdemont la restituzione in via provvisoria dell'immunità da europarlamentare, adducendo che non esistesse il rischio di detenzione da parte di nessuno dei Paesi membri, perché l'ordine europeo di detenzione si intendeva sospeso. Cosa che invece il Tribunale supremo spagnolo ora nega: "È sempre stato in vigore".

Abbastanza per scatenare di nuovo l'ira degli indipendentisti catalani puri e duri, che già di primo mattino a Barcellona hanno cercato di raggiungere il consolato d'Italia (bloccati dai Mossos d'Esquadra, la polizia regionale) e poi hanno bloccato alcune strade di grande traffico, come la Diagonal, del capoluogo catalano.

Delicata la posizione del presidente della Generalitat, Aragonès, che ha mantenuto aperto per tutta la giornata il canale di comunicazione con il premier Sánchez ma ha denunciato la "persecuzione giudiziaria" nei confronti dei separatisti catalani, e questa mattina arriverà in Sardegna per mostrare la sua solidarietà a Puigdemont. Intanto l'europarlamentare uscito dal carcere di Sassari twitta: "La Spagna non ha perso l'occasione di rendersi ridicola".