Stati Uniti, India, Giappone e Australia: il vertice "Quad" lancia la sfida alla Cina nell'Indo-Pacifico
Non hanno mai nominato esplicitamente la Cina, ma i leader dell'alleanza "Quad" - il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il primo ministro indiano Narendra Modi, il giapponese Yoshihide Suga e l'australiano Scott Morrison - hanno rilanciato la scorsa notte a Washington la sfida alla Cina nell'Indo-Pacifico, promettendo di mantenere una regione "libera e aperta" e annunciando nuovi piani per la distribuzione di vaccini anti-Covid e per la decarbonizzazione delle economie. Il vertice è stato il primo "di persona" e dovrebbe essere seguito da un nuovo incontro il prossimo anno. L'annuncio più importante è arrivato dal premier indiano Modi, che ha promesso di ripristinare il mese prossimo le esportazioni di vaccini nei Paesi, sospese la scorsa primavera a causa di un'ondata di contagi che aveva travolto l'India.
Si tratterà, ha spiegato ai giornalisti il segretario agli Esteri Harsh Vardhan Shringla, di…
Non hanno mai nominato esplicitamente la Cina, ma i leader dell'alleanza "Quad" - il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il primo ministro indiano Narendra Modi, il giapponese Yoshihide Suga e l'australiano Scott Morrison - hanno rilanciato la scorsa notte a Washington la sfida alla Cina nell'Indo-Pacifico, promettendo di mantenere una regione "libera e aperta" e annunciando nuovi piani per la distribuzione di vaccini anti-Covid e per la decarbonizzazione delle economie. Il vertice è stato il primo "di persona" e dovrebbe essere seguito da un nuovo incontro il prossimo anno. L'annuncio più importante è arrivato dal premier indiano Modi, che ha promesso di ripristinare il mese prossimo le esportazioni di vaccini nei Paesi, sospese la scorsa primavera a causa di un'ondata di contagi che aveva travolto l'India.
Si tratterà, ha spiegato ai giornalisti il segretario agli Esteri Harsh Vardhan Shringla, di "vaccini convenienti e di qualita'", che saranno consegnate "dal Quad alla regione dell'Indo-Pacifico". Va ricordato che lo scorso marzo, prima dell'emergenza in India e dello stop all'export di vaccini, i leader del gruppo si erano impregnati da remoto a fornire un miliardo di dosi di vaccini ai Paesi dell'Asia. Biden, Modi, Suga e Morrison hanno anche confermato la propria determinazione a promuovere "un ordine libero, aperto, basato sulle regole, radicato nel diritto internazionale e scevro da qualsiasi coercizione, per rafforzare la sicurezza e la prosperità nell'Indo-Pacifico e oltre". Il riferimento è chiaramente all'atteggiamento sempre più assertivo della Cina nel Mar Cinese Meridionale e nel Mar Cinese Orientale.
"Siamo dalla parte dello stato di diritto, della libertà di navigazione e di volo, della risoluzione pacifica delle dispute, dei valori democratici e dell'integrità territoriale degli Stati", si legge nel comunicato congiunto diramato al termine della riunione. Il portavoce del ministero degli Esteri giapponese, Tomoyuki Yoshida, ha sottolineato come durante l'incontro il capo del governo di Tokyo, il dimissionario Suga, abbia espresso preoccupazione per le attività della Cina, per la restrizione dell'autonomia di Hong Kong e per le minacce nei confronti di Taiwan. Secondo gli osservatori, il vertice Quad è servito innanzitutto a Biden per consolidare la leadership degli Stati Uniti in Asia a fronte della crescente influenza cinese, anche in materia economica. Il primo ministro dell'Australia, Morrison, ha annunciato che i quattro Paesi lavoreranno anche per "migliorare la sicurezza delle catene di distribuzione di tecnologie di importanza cruciale", quali in particolare "energia pulita e semiconduttori".
Spazio anche alle crisi regionali: l'India ha fatto sapere di aver sollevato durante l'incontro le proprie preoccupazioni per l'Afghanistan e per il ruolo del Pakistan nel ritorno dei talebani a Kabul. Nel comunicato congiunto vi e' poi un riferimento alla Corea del Nord: i leader dei quattro Paesi hanno ribadito la richiesta a Pyongyang di impegnarsi nel dialogo e di rinunciare ai test missilistici, nel rispetto delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Allo stesso modo, viene confermata "la necessità di un'immediata soluzione della questione dei cittadini giapponesi rapiti".